Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 ottobre 2005
Vi scrivo in merito al pagamento obbligatorio del canone Rai. Oltre a quanto da Voi chiaramente espresso, due ulteriori considerazioni mi sorgono spontanee:
- il pagamento per un servizio scadente, quale a mio parere e' quello offerto dalla Rai, va contro ogni logica di servizio alla clientela e di soddisfazione del cliente.
- il televisore, al giorno d'oggi, e' un elettrodomestico! E' possibile utilizzarlo anche solo come riproduttore di immagini (videocassette e dvd), cosa sicuramente impensabile nel 1938 quando il regio decreto-legge e' stato stilato, ma fatto assodato da tempo nella societa' contemporanea. Perche' devo farmelo sigillare? L'ho acquistato regolarmente, e' mio, lo uso. Al limite posso farmi sigillare le reti RAI. Questa e' la prima bozza della mia personale lettera di protesta nei confronti di questo abuso: Non spett. le RAI, con la presente intendo comunicarVi la mia totale insoddisfazione in merito al servizio erogato dalla Vostra azienda. Negli ultimi anni, infatti, tale servizio e' - di fatto - scaduto a livelli talmente infimi da rendere del tutto ingiustificata e iniqua la Vostra pretesa di corresponsione di un canone. Ritengo vergognoso che la televisione di stato - che, Vi ricordo, e' nata come servizio pubblico - non trovi di meglio da fare che propinare ai propri utenti - paganti - insulsi calderoni condotti da personaggi inetti, sceneggiati melensi e irreali indegni del peggior feuilleton, pretesi reality-show che di reale non hanno nulla, subdoli ammiccamenti alla Chiesa cattolica ben lontani dal garantire un'equa ripartizione della visibilita' tra le varie confessioni, per tacer della tutela della laicita' dovuta e sancita dalla Costituzione. Trovo inammissibile che l'unico programma giornaliero di approfondimento sul potere (quello stesso potere che e' stato capace di destituire pretestuosamente il direttore del piu' importante quotidiano nazionale) sia delegato a un suo servo. Reputo inaccettabile un servizio pubblico - sponsorizzato dai cittadini - succube di volgari atti di censura e palesi violazioni del diritto costituzionale di espressione messi in atto dal governo in carica e agevolati dalla connivenza dell'opposizione. I cittadini hanno il diritto ad avere un'informazione diversificata, precisa, puntuale e attendibile. Non tutti sono disposti a lasciare che l'immondizia che la Vostra azienda sostituisce alla cultura, all'informazione e all'intrattenimento degno di tale nome centrifughi le proprie facolta' intellettive fino all'annullamento della coscienza civile e di un senso critico costruttivo e autonomo. Vi informo quindi che non intendo destinare un centesimo dei miei introiti al pagamento di un canone in cambio del quale ottengo un servizio indecente e del tutto inadeguato, e che viene indegnamente impiegato per la somministrazione di una programmazione becera nonche' per la devoluzione, in favore di presunti divi, di emolumenti che sono un insulto per l'attuale situazione retributiva nel Paese. Vi diffido pertanto dall'inviarmi qualsiasi richiesta in tal senso, e mi riservo di esporre al Giudice la legittimita' di tale disobbedienza civile. Spero che si possa organizzare una protesta ancora piu' dettagliata e motivata. Grazie, per ora.
Valentina, da Cagliari
- il pagamento per un servizio scadente, quale a mio parere e' quello offerto dalla Rai, va contro ogni logica di servizio alla clientela e di soddisfazione del cliente.
- il televisore, al giorno d'oggi, e' un elettrodomestico! E' possibile utilizzarlo anche solo come riproduttore di immagini (videocassette e dvd), cosa sicuramente impensabile nel 1938 quando il regio decreto-legge e' stato stilato, ma fatto assodato da tempo nella societa' contemporanea. Perche' devo farmelo sigillare? L'ho acquistato regolarmente, e' mio, lo uso. Al limite posso farmi sigillare le reti RAI. Questa e' la prima bozza della mia personale lettera di protesta nei confronti di questo abuso: Non spett. le RAI, con la presente intendo comunicarVi la mia totale insoddisfazione in merito al servizio erogato dalla Vostra azienda. Negli ultimi anni, infatti, tale servizio e' - di fatto - scaduto a livelli talmente infimi da rendere del tutto ingiustificata e iniqua la Vostra pretesa di corresponsione di un canone. Ritengo vergognoso che la televisione di stato - che, Vi ricordo, e' nata come servizio pubblico - non trovi di meglio da fare che propinare ai propri utenti - paganti - insulsi calderoni condotti da personaggi inetti, sceneggiati melensi e irreali indegni del peggior feuilleton, pretesi reality-show che di reale non hanno nulla, subdoli ammiccamenti alla Chiesa cattolica ben lontani dal garantire un'equa ripartizione della visibilita' tra le varie confessioni, per tacer della tutela della laicita' dovuta e sancita dalla Costituzione. Trovo inammissibile che l'unico programma giornaliero di approfondimento sul potere (quello stesso potere che e' stato capace di destituire pretestuosamente il direttore del piu' importante quotidiano nazionale) sia delegato a un suo servo. Reputo inaccettabile un servizio pubblico - sponsorizzato dai cittadini - succube di volgari atti di censura e palesi violazioni del diritto costituzionale di espressione messi in atto dal governo in carica e agevolati dalla connivenza dell'opposizione. I cittadini hanno il diritto ad avere un'informazione diversificata, precisa, puntuale e attendibile. Non tutti sono disposti a lasciare che l'immondizia che la Vostra azienda sostituisce alla cultura, all'informazione e all'intrattenimento degno di tale nome centrifughi le proprie facolta' intellettive fino all'annullamento della coscienza civile e di un senso critico costruttivo e autonomo. Vi informo quindi che non intendo destinare un centesimo dei miei introiti al pagamento di un canone in cambio del quale ottengo un servizio indecente e del tutto inadeguato, e che viene indegnamente impiegato per la somministrazione di una programmazione becera nonche' per la devoluzione, in favore di presunti divi, di emolumenti che sono un insulto per l'attuale situazione retributiva nel Paese. Vi diffido pertanto dall'inviarmi qualsiasi richiesta in tal senso, e mi riservo di esporre al Giudice la legittimita' di tale disobbedienza civile. Spero che si possa organizzare una protesta ancora piu' dettagliata e motivata. Grazie, per ora.
Valentina, da Cagliari
Risposta ADUC
Il canone/tassa grava sul possesso di un apparecchio atto a ricevere programmi televisivi. Lei dovrebbe pagare anche se non ricevesse (ad alcuni capita) i programmi Rai. Rispetto al fatto che il riferimento e' una legge del 1938, ci sono state sentenze di Cassazione e di Corte Costituzionale (sentenza costituzionale 12/5/1988 n. 535 sentenza cassazione 3/8/1993 n. 8549) che lo hanno confermato in quanto tale. Per evitare il pagamento dell'"obolo" ci sono solo due vie: clicca qui
Una lettera come quella da lei concepita, seppur sottoscrivibile da parte nostra, fara' scattare frotte di zelanti funzionari che lavorano a percentuale sulle sue tracce e purtroppo il giudice di pace non potrebbe darle ragione.
Una lettera come quella da lei concepita, seppur sottoscrivibile da parte nostra, fara' scattare frotte di zelanti funzionari che lavorano a percentuale sulle sue tracce e purtroppo il giudice di pace non potrebbe darle ragione.
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