Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 dicembre 2000
Gentile redazione, vi scrivo di nuovo dando seguito al vostro consiglio alla mia richiesta del 24 novembre.
Riassumendo, per risolvere i miei problemi legati alla fornitura idrica (scarsa pressione d’acqua e prolungati razionamenti), poiche’ la maggioranza dei condomini non e’ d’accordo all’installazione di un’autoclave, mi avete consigliato di installare un’autoclave a carico e per uso esclusivo dei diretti interessati.
Poiche’ mi sembra un’ottima soluzione (anche se un po’ costosa), avrei da porvi qualche altra domanda.
Premetto che il nostro condominio e’ dotato di un regolare locale destinato all’alloggiamento di autoclave ed attualmente risulta inutilizzato.
La mia domanda e’:
puo’ una parte dei condomini decidere di installare un’autoclave a proprie spese, sfruttando tale locale, portando una linea elettrica con contatore separato e facendo ripartire tubazioni dirette ai singoli appartamenti?
Come puo’ essere regolamentata la cosa per evitare contestazioni prima e dopo?
Posso azzardare a dire che il volume di occupazione del locale autoclave deve rispecchiare i millesimi dei condomini interessati?
Come avrete capito, la mia maggiore preoccupazione non e’ legata solo all’approvazione di tali lavori in sede di riunione condominiale, ma in possibili future evoluzioni, come ad esempio l’approvazione di un impianto autoclave condominiale che mi obbligherebbe a smantellare tutto e a pagare una seconda volta per lo stesso servizio!
Riassumendo, per risolvere i miei problemi legati alla fornitura idrica (scarsa pressione d’acqua e prolungati razionamenti), poiche’ la maggioranza dei condomini non e’ d’accordo all’installazione di un’autoclave, mi avete consigliato di installare un’autoclave a carico e per uso esclusivo dei diretti interessati.
Poiche’ mi sembra un’ottima soluzione (anche se un po’ costosa), avrei da porvi qualche altra domanda.
Premetto che il nostro condominio e’ dotato di un regolare locale destinato all’alloggiamento di autoclave ed attualmente risulta inutilizzato.
La mia domanda e’:
puo’ una parte dei condomini decidere di installare un’autoclave a proprie spese, sfruttando tale locale, portando una linea elettrica con contatore separato e facendo ripartire tubazioni dirette ai singoli appartamenti?
Come puo’ essere regolamentata la cosa per evitare contestazioni prima e dopo?
Posso azzardare a dire che il volume di occupazione del locale autoclave deve rispecchiare i millesimi dei condomini interessati?
Come avrete capito, la mia maggiore preoccupazione non e’ legata solo all’approvazione di tali lavori in sede di riunione condominiale, ma in possibili future evoluzioni, come ad esempio l’approvazione di un impianto autoclave condominiale che mi obbligherebbe a smantellare tutto e a pagare una seconda volta per lo stesso servizio!
Risposta ADUC
Ogni condomino puo' utilizzare i locali condominiali liberamente, purche' cio' non comporti un'alterazione dell'uso cui il locale e' destinato. Per cui, affiancando una vostra autoclave a quella condominiale, e mettendo i vostri fili elettrici, non si vede come potreste violare qualcosa.
Ad ogni modo, per sicurezza, se non avete un locale privato in cui installarla e volete evitare contestazioni successive, chiedete una valutazione all'assemblea, citando comunque la disposizione di legge (del codice civile) di cui sopra.
L'impianto condominiale dell'autoclave -nel caso in cui non fosse utilizzabile il vostro- non potra' essere imposto a chi non e' d'accordo.
Ad ogni modo, per sicurezza, se non avete un locale privato in cui installarla e volete evitare contestazioni successive, chiedete una valutazione all'assemblea, citando comunque la disposizione di legge (del codice civile) di cui sopra.
L'impianto condominiale dell'autoclave -nel caso in cui non fosse utilizzabile il vostro- non potra' essere imposto a chi non e' d'accordo.
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