Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 dicembre 2000
E' partita da alcune settimane un'iniziativa che premia gli utenti Internet che si registrano al sito www.richontheweb.com con soldi veri. Fino a 930 milioni di lire. Basta portare altri amici a registrarsi con un meccanismo di tipo piramidale. Basta cliccare sui siti convenzionati e aprire un conto on line (attualmente con Imiweb) per vedersi accreditati i compensi. C'e’ da fidarsi?
Vuoi diventare ricco senza fare niente e guadagnare fino a 930 milioni di lire? Abbiamo ricevuto su una casella di posta elettronica questo invitante appello. La solita catena di Sant'Antonio, abbiamo pensato. Ma la persona che ci ha inviato questa e-mail ci ha giurato della bonta’ dell'iniziativa. "Ci sono nomi grossi - ha spiegato - si tratta di web marketing: si e’ pagati per vedere la pubblicita’ sui siti Internet segnalati. E se apri un conto con una banca convenzionata ogni mese ricevi accreditati i tuoi quattrini". Per non apparire "old" abbiamo voluto approfondire l'argomento e indagare su un'iniziativa cosi’ allettante.
Per guadagnare 930 milioni di lire occorrerebbe "portare" poco piu’ di 87.000 clienti...
Abbiamo cosi’ conosciuto il sito www.richontheweb.com, nome americano ma sede operativa con "workshop" in via della Consolata, nella "vecchia" Torino. Basta collegarsi al sito per avere tutte le informazioni su questa iniziativa." RICHONTHEWEB - recita l'home page di questo sito - ha reinventato la navigazione secondo uno schema etico che abbiamo chiamato "Internethic"; questo sistema, solo per iniziare (! ), ti permette di guadagnare fino a 930 milioni di lire senza che tu, o i tuoi amici, dobbiate mai spendere nulla, se non un po' del vostro tempo". I requisiti richiesti per diventare quasi miliardari sono alla portata di molti italiani: 1. Devi essere motivato e determinato 2. Avere degli amici con i tuoi stessi requisiti che facciano "squadra" con te 3. Comunicarci il numero del tuo Conto Corrente on-line presso una delle Banche convenzionate con RichOnTheWeb
Le altre condizioni richieste (di "mantenimento" mensile in questa sorte di club) sono facili da realizzare. "Devi cliccare almeno due volte al mese - spiegano sul sito - sui pulsanti a fondo blu che sono presenti nel Rich Club (questo il nome abbreviato dell'iniziativa), che ti rimandano ai siti dei nostri sponsor; cosi' facendo accumulerai mensilmente due bandierine blu indispensabili per poter ricevere gli accrediti che maturerai". Cosa bisogna fare per guadagnare 930 milioni di lire? Iscriversi, aprire un conto bancario on line e trovare altre 4 persone che fanno altrettanto, che a loro volta fanno altrettanto e cosi’ via. Se questa catena "virtuale ma non troppo" funziona per 8 passaggi successivi (4, 16, 64, 256, 1.024, 4.096, 16.384, 65.336 clienti generati cosi’ secondo una "matrice forzata" 4 per 4) si ottiene un compenso intorno alle 10 mila lire per ogni cliente apportato direttamente e indirettamente. In pratica per ottenere la somma reclamizzata di 930 milioni ogni cliente dovrebbe aiutare RICH (e in pratica anche le banche sulle quali e’ necessario aprire il conto) a trovare 87.380 clienti... "Una circostanza possibile in effetti non facile da realizzare, calcolatrice alla mano - spiega Pier Antonio De Agostini, segretario di Assonema, un'associazione che vuole essere il punto di riferimento per gli operatori del settore del network/multilevel marketing - poiche’ la catena si puo’...spezzare e perche’ si arriverebbe inevitabilmente dopo pochi mesi con migliaia di persone sul campo "alla saturazione" del mercato. Mi riservo di analizzare meglio questa iniziativa e la serieta’ di chi la propone: chi entra deve comunque leggere attentamente il contratto e sapere che spesso non ha molte difese".
Come funziona? Un po' Greed, un po' Chi vuol esser miliardario....
Decidiamo di registrarci e scopriamo cosi’ che la Banca con la quale e’ necessario (condizione dettata da "esigenze" di economicita’, rapidita’ e sicurezza delle transazioni" spiegano sul sito) aprire un conto on line e’ IMI WEB, il braccio "virtuale" nel trading on line del gruppo bancario San Paolo di Torino. Telefoniamo anche al Servizio Clienti di RIC dove una gentilissima operatrice ci spiega che possiamo fare tutto on line, collegandoci al sito di www.imiweb.it, attualmente l'unica banca convenzionata, e selezionare il conto di Banking on line,. Aprire questo conto non costa nulla ("puo’ versare anche giusto 1.000 o 2.000 lire ci spiega l'operatrice del call center) e grazie a Rich on the Web possiamo ricevere anche il Welcome Kit "zero costi, mille vantaggi": gratis una carta bancomat internazionale, l'American Express (ma solo fino al 31/12/2000) e l'accesso al trading on line di IMI WEB. Una volta terminata la registrazione sul sito riceviamo un codice personale che ci servira’ da segnalare a tutti gli amici come codice "capostipite" con l'avvertenza che nulla potremo ricevere come compenso per la nostra
attivita’ di procacciamento se non attiviamo anche fisicamente (e non solo virtualmente) il conto con IMI WEB recandoci presso la sede o versando dalla nostra banca un bonifico bancario dove cosi’ possiamo perfezionare il contratto, favorendo cosi’, ai sensi di legge, il nostro riconoscimento.
Dietro Rich On the Web, il fondatore di una societa’ quotata.
Ma chi c'e’ dietro questa iniziativa che promette "soldi a palate", come gia’ nei newsgroup i primi aderenti iniziano a pubblicizzare? Sul sito leggiamo che fra i componenti di RICH figurano gli "ideatori ed i realizzatori di sistemi premianti per gli utenti del World Wide Web, managers, docenti universitari e informatici". Nella sezione "contattaci" del sito vengono pubblicati nomi, cognomi e e-mail del management team senza peraltro specificare in sintesi il loro curriculum. Ci viene in soccorso la memoria e qualche telefonata per ricollegare il nome del presidente e fondatore, Alberto Mori con quello di una societa’ italiana quotata nel 1998 al Nouveau Marche’ di Parigi: Union Technology. Un'azienda nata nel 1984 per opera proprio di Mori, allora poco piu’ che ventenne, come assemblatore di pc (nota anche con il marchio Videocomputer) che poi si e’ trasformata in una societa’ distributrice di pc con oltre 150 punti vendita in Italia. Un' idea che aveva anticipato numerose altre importanti societa’ su questo fronte (CDC, Vobis...) ma che si era poi scontrata con il pesante flop del casco tridimensionale Urgear per la realta’ virtuale progettato per "portare un nuovo modo di interagire con i giochi per personal computer". Le azioni di questa societa’ sono cosi’ passate da 2 franchi agli attuali 20 centesimi. Proprio a meta’ di quest'anno questa societa’ e’ passata sotto il controllo della software house emiliana DS Data Systems che ne controlla il 51% mentre Mori ha mantenuto una quota intorno al 20% secondo i dati della Consob francese.
Ma e’ una cosa seria? Opinioni discordanti e perplesse sul "tot a clic" "Mori e’ un imprenditore serio e dalle buone amicizie con voglia di riscatto - ci spiega un top manager di un'importante internet community - Ma se con Union Technology era partito troppo presto, se si considera il successivo boom delle azioni dei Nuovi Mercati oggi con RichOnTheWeb arriva troppo tardi...Pagare qualcuno perche’ guardi la pubblicita’ non e’ un business che convince e la tendenza va nella direzione contraria, verso l'estrema targettizzazione. La cosa piu’ concreta di questa iniziativa mi sembra l'apertura dei conti on line". Siccome si parla di web promotion e web marketing chiediamo anche l'opinione di Roberto, socio di CommStrategy, societa’ di consulenza nei new media. Un vero esperto del settore e firma di Web Marketing Tools, la piu’ importante rivista del settore. "Proprio questa mattina - spiega - ho letto di una societa’ che pagava agli utenti un tot a clic che ha annunciato la sospensione dei pagamenti. Attualmente i siti internet stanno muovendosi tutti verso la ricerca di fidelizzazione con il proprio cliente. Ma per creare una relazione non basta pagare un utente solo perche’ schiaccia dei pulsanti con delle bandierine o accetta di ricevere delle e-mail. Occorre creare una vera relazione attiva con dei veri interessi condivisi. La tendenza crescente e piu’ recente e’ proprio di premiare gli utenti per delle azioni concrete che compiono. Per esempio se acquistano dei prodotti o se compilano dei questionari. E' il modello di Beenz o dei frequent flyer. Ho insomma dei dubbi sul modello di Rich dal punto di vista del marketing virale. Non mi convince. Sarebbe come pagare le persone per fare zapping".
RISPONDE IMIWEB: " NULLA DI FIRMATO" "Nulla di definitivo, non abbiamo firmato nulla - precisa Pasquale Casale, consigliere delegato di IMIWEB - ci e’ stato presentato come un'iniziativa di marketing via internet e abbiamo deciso di testarlo. Un modello, quello dell'affiliation program, che abbiamo utilizzato anche con altri siti e che prevede nel pieno rispetto della legge un normale compenso per chi ci segnala dei nominativi. Qualche perplessita’ francamente ci sta venendo anche a noi e non abbiamo ancora deciso se andremo avanti. Fino ad adesso i risultati sono stati molto bassi: qualche decina di nominativi ma forse nessuno che abbia ancora aperto effettivamente il conto".
"E' UN SISTEMA TECNICAMENTE PERFETTO" Intervista ad Alberto Mori, presidente di Richontheweb, che prevede la quotazione al Nuovo Mercato, ma non prima di 3 anni "Quello che vedete oggi e’ solo un quarantesimo di quello che sara’ - esordisce Alberto Mori, presidente e fondatore di Rich nell'intervista concessa -. Dietro a Rich On The Web ci sono due anni di lavoro e di focus test: stiamo per creare uno dei primi convogliatori di traffico al mondo. L'obiettivo e’ garantire la fidelizzazione degli utenti e per riuscire in questo abbiamo costruito un modello federato e flessibile. Come quello Mckinsey. Noi garantiamo il traffico e il click trough. Un sistema premiante dove lanceremo 12 modelli di business diversi: Rich on the Web fa il lavoro sporco: tira fuori i soldi ed e’ un potentissimo sistema di accelerazione. Paghiamo per il tempo che le persone dedicano al nostro progetto. E stiamo ottenendo un grande successo senza ancora pubblicizzare questa iniziativa in modo pesante: solo 50 milioni al mese". Ma non trova che sia poco etico sbandierare guadagni di 930 milioni per persona? "E non le sembra etico far guadagnare tutti questi soldi... Anch'io sono contrario ai sistemi multilivello gestiti tante volte da pirati. Noi siamo completamente diversi; nessuno qui deve tirare fuori i soldi o vendere i propri amici. E sul sito abbiamo messo proprio recentemente delle avvertenze perche’ ci sono dei professionisti del multi-livello che si stanno inserendo. Abbiamo creato un modellino tecnicamente perfetto. E' un sistema profondamente etico, per questo lo abbiamo chiamato Internethic. Noi non promettiamo risultati ma solo opportunita’. E' un sistema federato ambizioso che poi verra’ esportato fuori dall'Italia. Prima di lanciarlo ho studiato bene il mercato e capisco che possono esserci delle diffidenze. Ma qualsiasi cosa dipende da come la si fa.
Finora questi sistemi che premiano i clienti su Internet in molti casi non hanno funzionato o quando hanno funzionato sono stati sospesi... Il nostro sistema e’ premiante perche’ noi ci siamo garantiti prima di tutto come pagare i compensi promessi ai nostri utenti. Alcuni sistemi come ALL ADVANTAGE hanno dimostrato di funzionare ma noi abbiamo inventato un sistema nuovo, completamente diverso, basato su 41 modelli differenti dopo due anni di focus test".
Qualche perplessita’ puo’ suscitare il fatto che fra le condizioni previste c'e’ quella di aprire un conto con le banche convenzionate, ovvero in questo momento con Imiweb che promuovete anche con banner sul sito? "Noi non obblighiamo nessuno ad aprire i conti con le banche convenzionate - ribatte il presidente di Rich On the Web - e chi dice questo lo querelo: non e’ una forzatura ma solo una condizione operativa".
Ma sul sito c'e’ scritto (e sul contratto) che se uno non apre il conto on line con le banche con voi convenzionate non riceve le provvigioni o i compensi previsti? "E' solo un servizio: prevediamo a regime di gestire 12 milioni di bonifici bancari: come potremmo gestirlo in modo efficiente se non prevedendo da subito un sistema efficiente che lo regolarizzi? E oltretutto e’ una formula conveniente, senza costi per gli utenti che aprono il conto. E cosi’ aiutiamo il nostro back office a gestire i conti degli utenti registrati e forniamo il servizio migliore. Oggi c'e’ IMIWEB ma presto avremo altre 3 banche convenzionate con le quali sara’ possibile aprire il conto on line".
Mi scusi la domanda ingenua? Ma come guadagna concretamente la sua societa’? E prevedete, visto il tipo di societa’ costituita (spa) di quotarvi? "Eh, eh...Il giorno in cui lo spiegassi chiaramente, altri si metterebbero a farlo. Si tratta come avra’ capito di numerosi "modellini". Che garantiscono agli investitori risultati certi. Ma non mi faccia spiegare troppo. Agli investitori pubblicitari che cercano clienti gli offriamo la possibilita’ che gli utenti dedichino loro attenzione e tempo. Convogliamo traffico attivo e presto lanceremo thevillageofdreams.com una vera citta’ virtuale dove sara’ possibile tutto. Come andare a Venezia con la propria fidanzata. Alla Borsa certo che ci pensiamo e abbiamo studiato tutto, ma prevediamo di arrivare al Nuovo Mercato non prima di tre anni.
Vuoi diventare ricco senza fare niente e guadagnare fino a 930 milioni di lire? Abbiamo ricevuto su una casella di posta elettronica questo invitante appello. La solita catena di Sant'Antonio, abbiamo pensato. Ma la persona che ci ha inviato questa e-mail ci ha giurato della bonta’ dell'iniziativa. "Ci sono nomi grossi - ha spiegato - si tratta di web marketing: si e’ pagati per vedere la pubblicita’ sui siti Internet segnalati. E se apri un conto con una banca convenzionata ogni mese ricevi accreditati i tuoi quattrini". Per non apparire "old" abbiamo voluto approfondire l'argomento e indagare su un'iniziativa cosi’ allettante.
Per guadagnare 930 milioni di lire occorrerebbe "portare" poco piu’ di 87.000 clienti...
Abbiamo cosi’ conosciuto il sito www.richontheweb.com, nome americano ma sede operativa con "workshop" in via della Consolata, nella "vecchia" Torino. Basta collegarsi al sito per avere tutte le informazioni su questa iniziativa." RICHONTHEWEB - recita l'home page di questo sito - ha reinventato la navigazione secondo uno schema etico che abbiamo chiamato "Internethic"; questo sistema, solo per iniziare (! ), ti permette di guadagnare fino a 930 milioni di lire senza che tu, o i tuoi amici, dobbiate mai spendere nulla, se non un po' del vostro tempo". I requisiti richiesti per diventare quasi miliardari sono alla portata di molti italiani: 1. Devi essere motivato e determinato 2. Avere degli amici con i tuoi stessi requisiti che facciano "squadra" con te 3. Comunicarci il numero del tuo Conto Corrente on-line presso una delle Banche convenzionate con RichOnTheWeb
Le altre condizioni richieste (di "mantenimento" mensile in questa sorte di club) sono facili da realizzare. "Devi cliccare almeno due volte al mese - spiegano sul sito - sui pulsanti a fondo blu che sono presenti nel Rich Club (questo il nome abbreviato dell'iniziativa), che ti rimandano ai siti dei nostri sponsor; cosi' facendo accumulerai mensilmente due bandierine blu indispensabili per poter ricevere gli accrediti che maturerai". Cosa bisogna fare per guadagnare 930 milioni di lire? Iscriversi, aprire un conto bancario on line e trovare altre 4 persone che fanno altrettanto, che a loro volta fanno altrettanto e cosi’ via. Se questa catena "virtuale ma non troppo" funziona per 8 passaggi successivi (4, 16, 64, 256, 1.024, 4.096, 16.384, 65.336 clienti generati cosi’ secondo una "matrice forzata" 4 per 4) si ottiene un compenso intorno alle 10 mila lire per ogni cliente apportato direttamente e indirettamente. In pratica per ottenere la somma reclamizzata di 930 milioni ogni cliente dovrebbe aiutare RICH (e in pratica anche le banche sulle quali e’ necessario aprire il conto) a trovare 87.380 clienti... "Una circostanza possibile in effetti non facile da realizzare, calcolatrice alla mano - spiega Pier Antonio De Agostini, segretario di Assonema, un'associazione che vuole essere il punto di riferimento per gli operatori del settore del network/multilevel marketing - poiche’ la catena si puo’...spezzare e perche’ si arriverebbe inevitabilmente dopo pochi mesi con migliaia di persone sul campo "alla saturazione" del mercato. Mi riservo di analizzare meglio questa iniziativa e la serieta’ di chi la propone: chi entra deve comunque leggere attentamente il contratto e sapere che spesso non ha molte difese".
Come funziona? Un po' Greed, un po' Chi vuol esser miliardario....
Decidiamo di registrarci e scopriamo cosi’ che la Banca con la quale e’ necessario (condizione dettata da "esigenze" di economicita’, rapidita’ e sicurezza delle transazioni" spiegano sul sito) aprire un conto on line e’ IMI WEB, il braccio "virtuale" nel trading on line del gruppo bancario San Paolo di Torino. Telefoniamo anche al Servizio Clienti di RIC dove una gentilissima operatrice ci spiega che possiamo fare tutto on line, collegandoci al sito di www.imiweb.it, attualmente l'unica banca convenzionata, e selezionare il conto di Banking on line,. Aprire questo conto non costa nulla ("puo’ versare anche giusto 1.000 o 2.000 lire ci spiega l'operatrice del call center) e grazie a Rich on the Web possiamo ricevere anche il Welcome Kit "zero costi, mille vantaggi": gratis una carta bancomat internazionale, l'American Express (ma solo fino al 31/12/2000) e l'accesso al trading on line di IMI WEB. Una volta terminata la registrazione sul sito riceviamo un codice personale che ci servira’ da segnalare a tutti gli amici come codice "capostipite" con l'avvertenza che nulla potremo ricevere come compenso per la nostra
attivita’ di procacciamento se non attiviamo anche fisicamente (e non solo virtualmente) il conto con IMI WEB recandoci presso la sede o versando dalla nostra banca un bonifico bancario dove cosi’ possiamo perfezionare il contratto, favorendo cosi’, ai sensi di legge, il nostro riconoscimento.
Dietro Rich On the Web, il fondatore di una societa’ quotata.
Ma chi c'e’ dietro questa iniziativa che promette "soldi a palate", come gia’ nei newsgroup i primi aderenti iniziano a pubblicizzare? Sul sito leggiamo che fra i componenti di RICH figurano gli "ideatori ed i realizzatori di sistemi premianti per gli utenti del World Wide Web, managers, docenti universitari e informatici". Nella sezione "contattaci" del sito vengono pubblicati nomi, cognomi e e-mail del management team senza peraltro specificare in sintesi il loro curriculum. Ci viene in soccorso la memoria e qualche telefonata per ricollegare il nome del presidente e fondatore, Alberto Mori con quello di una societa’ italiana quotata nel 1998 al Nouveau Marche’ di Parigi: Union Technology. Un'azienda nata nel 1984 per opera proprio di Mori, allora poco piu’ che ventenne, come assemblatore di pc (nota anche con il marchio Videocomputer) che poi si e’ trasformata in una societa’ distributrice di pc con oltre 150 punti vendita in Italia. Un' idea che aveva anticipato numerose altre importanti societa’ su questo fronte (CDC, Vobis...) ma che si era poi scontrata con il pesante flop del casco tridimensionale Urgear per la realta’ virtuale progettato per "portare un nuovo modo di interagire con i giochi per personal computer". Le azioni di questa societa’ sono cosi’ passate da 2 franchi agli attuali 20 centesimi. Proprio a meta’ di quest'anno questa societa’ e’ passata sotto il controllo della software house emiliana DS Data Systems che ne controlla il 51% mentre Mori ha mantenuto una quota intorno al 20% secondo i dati della Consob francese.
Ma e’ una cosa seria? Opinioni discordanti e perplesse sul "tot a clic" "Mori e’ un imprenditore serio e dalle buone amicizie con voglia di riscatto - ci spiega un top manager di un'importante internet community - Ma se con Union Technology era partito troppo presto, se si considera il successivo boom delle azioni dei Nuovi Mercati oggi con RichOnTheWeb arriva troppo tardi...Pagare qualcuno perche’ guardi la pubblicita’ non e’ un business che convince e la tendenza va nella direzione contraria, verso l'estrema targettizzazione. La cosa piu’ concreta di questa iniziativa mi sembra l'apertura dei conti on line". Siccome si parla di web promotion e web marketing chiediamo anche l'opinione di Roberto, socio di CommStrategy, societa’ di consulenza nei new media. Un vero esperto del settore e firma di Web Marketing Tools, la piu’ importante rivista del settore. "Proprio questa mattina - spiega - ho letto di una societa’ che pagava agli utenti un tot a clic che ha annunciato la sospensione dei pagamenti. Attualmente i siti internet stanno muovendosi tutti verso la ricerca di fidelizzazione con il proprio cliente. Ma per creare una relazione non basta pagare un utente solo perche’ schiaccia dei pulsanti con delle bandierine o accetta di ricevere delle e-mail. Occorre creare una vera relazione attiva con dei veri interessi condivisi. La tendenza crescente e piu’ recente e’ proprio di premiare gli utenti per delle azioni concrete che compiono. Per esempio se acquistano dei prodotti o se compilano dei questionari. E' il modello di Beenz o dei frequent flyer. Ho insomma dei dubbi sul modello di Rich dal punto di vista del marketing virale. Non mi convince. Sarebbe come pagare le persone per fare zapping".
RISPONDE IMIWEB: " NULLA DI FIRMATO" "Nulla di definitivo, non abbiamo firmato nulla - precisa Pasquale Casale, consigliere delegato di IMIWEB - ci e’ stato presentato come un'iniziativa di marketing via internet e abbiamo deciso di testarlo. Un modello, quello dell'affiliation program, che abbiamo utilizzato anche con altri siti e che prevede nel pieno rispetto della legge un normale compenso per chi ci segnala dei nominativi. Qualche perplessita’ francamente ci sta venendo anche a noi e non abbiamo ancora deciso se andremo avanti. Fino ad adesso i risultati sono stati molto bassi: qualche decina di nominativi ma forse nessuno che abbia ancora aperto effettivamente il conto".
"E' UN SISTEMA TECNICAMENTE PERFETTO" Intervista ad Alberto Mori, presidente di Richontheweb, che prevede la quotazione al Nuovo Mercato, ma non prima di 3 anni "Quello che vedete oggi e’ solo un quarantesimo di quello che sara’ - esordisce Alberto Mori, presidente e fondatore di Rich nell'intervista concessa -. Dietro a Rich On The Web ci sono due anni di lavoro e di focus test: stiamo per creare uno dei primi convogliatori di traffico al mondo. L'obiettivo e’ garantire la fidelizzazione degli utenti e per riuscire in questo abbiamo costruito un modello federato e flessibile. Come quello Mckinsey. Noi garantiamo il traffico e il click trough. Un sistema premiante dove lanceremo 12 modelli di business diversi: Rich on the Web fa il lavoro sporco: tira fuori i soldi ed e’ un potentissimo sistema di accelerazione. Paghiamo per il tempo che le persone dedicano al nostro progetto. E stiamo ottenendo un grande successo senza ancora pubblicizzare questa iniziativa in modo pesante: solo 50 milioni al mese". Ma non trova che sia poco etico sbandierare guadagni di 930 milioni per persona? "E non le sembra etico far guadagnare tutti questi soldi... Anch'io sono contrario ai sistemi multilivello gestiti tante volte da pirati. Noi siamo completamente diversi; nessuno qui deve tirare fuori i soldi o vendere i propri amici. E sul sito abbiamo messo proprio recentemente delle avvertenze perche’ ci sono dei professionisti del multi-livello che si stanno inserendo. Abbiamo creato un modellino tecnicamente perfetto. E' un sistema profondamente etico, per questo lo abbiamo chiamato Internethic. Noi non promettiamo risultati ma solo opportunita’. E' un sistema federato ambizioso che poi verra’ esportato fuori dall'Italia. Prima di lanciarlo ho studiato bene il mercato e capisco che possono esserci delle diffidenze. Ma qualsiasi cosa dipende da come la si fa.
Finora questi sistemi che premiano i clienti su Internet in molti casi non hanno funzionato o quando hanno funzionato sono stati sospesi... Il nostro sistema e’ premiante perche’ noi ci siamo garantiti prima di tutto come pagare i compensi promessi ai nostri utenti. Alcuni sistemi come ALL ADVANTAGE hanno dimostrato di funzionare ma noi abbiamo inventato un sistema nuovo, completamente diverso, basato su 41 modelli differenti dopo due anni di focus test".
Qualche perplessita’ puo’ suscitare il fatto che fra le condizioni previste c'e’ quella di aprire un conto con le banche convenzionate, ovvero in questo momento con Imiweb che promuovete anche con banner sul sito? "Noi non obblighiamo nessuno ad aprire i conti con le banche convenzionate - ribatte il presidente di Rich On the Web - e chi dice questo lo querelo: non e’ una forzatura ma solo una condizione operativa".
Ma sul sito c'e’ scritto (e sul contratto) che se uno non apre il conto on line con le banche con voi convenzionate non riceve le provvigioni o i compensi previsti? "E' solo un servizio: prevediamo a regime di gestire 12 milioni di bonifici bancari: come potremmo gestirlo in modo efficiente se non prevedendo da subito un sistema efficiente che lo regolarizzi? E oltretutto e’ una formula conveniente, senza costi per gli utenti che aprono il conto. E cosi’ aiutiamo il nostro back office a gestire i conti degli utenti registrati e forniamo il servizio migliore. Oggi c'e’ IMIWEB ma presto avremo altre 3 banche convenzionate con le quali sara’ possibile aprire il conto on line".
Mi scusi la domanda ingenua? Ma come guadagna concretamente la sua societa’? E prevedete, visto il tipo di societa’ costituita (spa) di quotarvi? "Eh, eh...Il giorno in cui lo spiegassi chiaramente, altri si metterebbero a farlo. Si tratta come avra’ capito di numerosi "modellini". Che garantiscono agli investitori risultati certi. Ma non mi faccia spiegare troppo. Agli investitori pubblicitari che cercano clienti gli offriamo la possibilita’ che gli utenti dedichino loro attenzione e tempo. Convogliamo traffico attivo e presto lanceremo thevillageofdreams.com una vera citta’ virtuale dove sara’ possibile tutto. Come andare a Venezia con la propria fidanzata. Alla Borsa certo che ci pensiamo e abbiamo studiato tutto, ma prevediamo di arrivare al Nuovo Mercato non prima di tre anni.
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