Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 ottobre 2005
Vi ho scritto lo scorso mese e Voi gentilmente avete pubblicato - 16/09/2005 - senza riferimenti. Ieri sera l'ennesima discussione (discussione per lui significa urla, insulti, occhi da pazzo come li vedo da parecchi anni!) con un padre che all'ora di cena non e' piu' limpido come alla mattina. Da anni oramai e' cosi'; a mezzogiorno se la prende per i suoi insuccessi personali e familiari - malgrado sia stato un manager stimato in varie realta' - con mia madre; alla sera se la prende con me perche' non ho fatto carriera e lui - il beone - si vergogna di me. Ieri sera non ne potevo piu'. Tutta la cena a criticare quel ragazzo - manager di una nota azienda italiana - ricoverato in ospedale! Alla fine gli ho detto che lui e' uguale o peggio di quel ragazzo perche' in comune hanno la dipendenza da sostanze non proprio salutari. Uno la droga e l'altro il vino. Ho letto molti articoli sui giornali. I giornalisti, i preti, gli operatori del sociale tutti che parlavano della dipendenza dalle droghe, ma nessuno che ha mai fatto cenno alla droga che si trova sugli scaffali dei supermercati: le bevande alcoliche! E nessuno psichiatra o medico chiamato in causa come se il problema si potesse risolvere - come succede in Italia - a cura di altri meglio se familiari del "malato" (?). Propongo di utilizzare questi professionisti - "che si sentono con le mani legate, che non si fanno promotori di cambiamenti di legge a favore di quei poveri cristi costretti a vivere situazioni sociali non proprio edificanti come l'abuso di sostanze alcoliche o l'eterna depressione dei propri familiari" - in giardinieri o operatori agricoli/forestali. Avrebbero la possibilita' di rendersi utili alla collettivita', lavorare e stancarsi un po' invece di restare dietro una scrivania a incassare compensi a vario titolo meritati. Anche quell'attore che e' incappato nella droga. Alla fine tutti a dirgli poverino! Ma chi non e' parente di un personaggio famoso come fa a condurre una "non - vita" fatta di lavoro, impegni familiari, doveri di vario tipo? Non ho sentito una parola sola sull'abuso di sostanze alcoliche. Non e' vero che solo i ragazzi bevono quando escono la sera. C'e' uno stuolo di insospettabili - meglio se ex famosi o ex importanti - che si dedicano a questa passione: le sostanze alcoliche. Magari vanno a bettole, bevono di nascosto in casa, nell'autorimessa, in automobile, soprattutto di giorno! E il problema non e' il cattivo rapporto che hanno con i familiari, ma sono loro stessi che si sentono eternamente perseguitati da qualcosa o da qulcuno!. Smettiamola di dire che i familiari devono imparare a comportarsi con loro in modo diverso ed accettiamo che questa eterna "fragilita' psicologica" altro non e' che una manifestazione della loro malattia perche' a volte sono nati cosi', ma hanno saputo dissimulare la loro patologia per molto tempo! Come fa un malato - depressione o altro - che non si rende conto di esserlo a farsi curare? Perche' i medici non si fanno interpreti delle necessita' di persone come me perche' le cose possano cambiare? Perche' tutti hanno diritti (gli omosessuali, i compagni, le compagne ai PACS, le donne alla procreazione assistita, i bambini ad una vita da bambini, ecc. i giornali sono pieni di manifestazioni di solidarieta' nei confronti dei piu' deboli!) e i familiari dei cosiddetti malati di "malattie psichiche" - che spesso si confondono con quelle persone che abusano di sostanze di vario tipo - no? Perche' non si vuol vedere? Perche' in campagna elettorale l'argomento non porterebbe voti? Forse scriverVi non portera' a nulla, ma almeno serve a dimostrare che - malgrado le difficolta' della mia vita - ho lo spirito di una combattente. Io, malgrado tutto, non ho mai sentito il bisogno di rifugiarmi in quelle sostanze e quindi arrivo a pensare che alcol/tossicodipendenti si nasce. Queste patologie - che nessuno vuole vedere - sono innate e non dettate da situazioni esterne come gli illustri psichiatri fanno intendere! Cordialmente Vi saluto.
Elisabetta
Elisabetta
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