Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 ottobre 2005
In data 16 settembre 2005 ho acquistato, presso il negozio avente insegna WELLCOME sito in Bolzano un apparecchio HP IpaQ 6345, per un prezzo di euro (Euro) 399,00 (trecentonovantanove), in contanti. All'accensione dell'apparecchio mi rendevo conto che esso non risultava pienamente funzionante in quanto: Il pulsante del reset dell'apparecchio, posto sul lato sinistro del medesimo, non funzionava. L'apparecchio, posto sul cradle di alimentazione si resettava automaticamente perdendo qualsiasi impostazione vi fosse stata inserita. L'interruttore di sicurezza posto sul retro dell'apparecchio, per mezzo del quale la batteria dovrebbe venire bloccata non funzionava e quindi l'apparecchio si accendeva anche non essendo "in sicurezza". Mi recavo quindi presso l'esercizio summenzionato e lo consegnavo all'addetto, unitamente a fotocopia dello scontrino fiscale d'acquisto e compilando contestualmente una sorta di anonimo "modulo per guasto" sul quale veniva apposto il timbro dell'esercizio; preciso che l'addetto era gia' in possesso dei miei dati personali, comprensivi di numero telefonico; egli mi riferiva che mi avrebbe contattato al piu' presto e cioe' non appena l'apparecchio fosse stato sostituito e "tornato" in negozio. Il 29 settembre 2005 mi recavo presso il negozio chiedendo notizie in merito all'apparecchio; non avendone alcuna notizia l'addetto telefonava alla "direzione" (a sua detta) di Trento (WELLCOME - Foxel S.r.l. - con sede in Via Maccani nr.209) in mia presenza. Terminata la telefonata egli mi riferiva quanto saputo dal suo omologo di Trento e cioe' che l'apparecchio era arrivato e che sarebbe stato consegnato al negozio di Bolzano il venerdi' (il 30 settembre - ndr) o, al massimo il lunedi' successivo (3 ottobre 2005). In data 5 ottobre 2005, non avendo avuto ancora alcuna notizia in merito, telefonavo al negozio WELLCOME di Bolzano. L'addetto mi riferiva di non sapere nulla, di essere un "semplice impiegato" e mi invitava a telefonare alla "direzione" di Trento di cui sopra, di cui mi forniva il numero telefonico. Immediatamente telefonavo al numero predetto e mi veniva comunicato che l'articolo non era "ancora" arrivato (a dispetto di quanto riferitomi dall'addetto del negozio di Bolzano) e che quindi non poteva "farci nulla" (cit. lett). e che comunque l'oggetto sarebbe stato "riparato" e non "sostituito". L'apparecchio in questione era stato acquistato a scopo lavorativo dal sottoscritto che quindi, vista l'impossibilita' d'uso ed il ritardo nella consegna del bene, si' e' dovuto amministrare in altro modo. Premesso quanto sopra Vi chiedo cosa posso fare per fare in modo di accelerare i tempi di riconsegna dell'apparecchio o, in alternativa per riavere indietro i miei soldi. Ringrazio.
Giancarlo, da Ortisei
Giancarlo, da Ortisei
Risposta ADUC
La legge indica un tempo congruo per la riparazione, lasciando quindi alle parti la liberta' di stabilirlo. Se questo non fosse avvenuto, spetta a lei, che reputa per l'appunto che sia trascorso gia' troppo tempo, di farlo. Invii al riparatore una raccomandata A/R di messa in mora in cui intima di consegnarle il bene riparato entro XX giorni, avvertendo che in difetto adira' le vie legali, con beneplacito di spese e danni. In mancanza di risposta per lei positiva le consigliamo di rivolgersi al giudice di pace della sua citta': clicca qui Sappia che lei si sta avvalendo della legge 24/02: clicca qui
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