Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 dicembre 2000
Sono una di quelle consumatrici che crede nella coltura biologica e biodinamica, negli allevamenti bio, a tutela dell'uomo e dell'ambiente che lo circonda. Sono contraria a tutte le aziende produttrici che fanno un uso sconsiderato di diserbanti, pesticidi e anticriptogamici, anche superando di molto i limiti consentiti per legge; impoverendo i terreni, ormai anche troppo sfruttati e rendendo gli stessi prodotti sani solo alla vista, ma con ben pochi principi nutritivi.
Seguo uno stile di vita ed un'alimentazione il piu' possibile sani ed equilibrati, cercando per quanto la vita di un cittadino e consumatore del 2000 lo permetta, di stare alla larga da sostanze tossiche per l'organismo. Forse un pensiero troppo UTOPISTICO?
Tutto cio' richiede impegno, scrupolosita’, attenzione per le etichette e anche....un maggior investimento economico. Il biologico costa: piccoli appezzamenti con colture diversificate, raccolta a mano, veloce deperimento dei prodotti non trattati.
Ma se....ne vale veramente la pena sono disposta anche a pagare un 30% in piu' (e gia’ lo faccio da diversi anni).
Il quesito nasce proprio qui, NE VALE LA PENA?? Il consumatore che come me crede e aquista bio, si puo' fidare?
E nelle mani di organismi di controllo scrupolosi?
Mi spieghero meglio: i prodotti che io acquisto come bio, le carni, le uova, il latte che io consumo, sono realmente frutto di una azienda che rispetta pienamente i canoni della coltura biologica? Il pollame ha spazi aperti per razzolare? Le sue uova sono prodotte nel modo che immagino o sono parte di una catena di montaggio? I bovini vivono in spazi aperti? E come vengono nutriti? Le farine sono ottenute da agricolture biologiche? Il foraggio, i chicchi di soia e i cereali utilizzati sono ottenuti secondo coltura biologica o convenzionale? Finira’ dentro il sacco del mangime anche il chicco transgenico? OGM!? Si denota il mio comprensibile stato di confusione?!
Domenica sera una trasmissione in seconda serata su Raidue, mi ha aperto gli occhi su una deludente realta’. Oggi il biologico va alquanto di moda, quindi aziende tradizionali che fino ad oggi hanno inquinato i loro terreni con i peggiori pesticidi, richiedono di convertire la loro coltura da tradizionale a biologica. (So che dovrebbero trascorrere almeno 2 anni).
E secondo voi il terreno impoverito e avvelenato per anni, di quanto tempo necessita per questa riconversione? E questi termini vengono fatti rispettare?
Che grande delusione (che si avvicina molto di piu' alla fregatura) vedere l'intervista al titolare dell'azienda produttrice di uova BOLDINI sas-via I° Maggio-31021 Mogliano Veneto - TV tel.041/5906564 che io settimanalmente acquisto. Vedere che le galline anziche’ vivere in grandi spazi aperti (come indica la confezione), sono rinchiuse in una stalla, ma soprattutto come puo' lo stesso produttore che alleva secondo un principio del biologico, (riconosciuto e garantito da un grande ente nazionale del biologico AIAB), avere contemporaneamente due tipi di allevamenti: convenzionale e bilogico?
E l'organismo di controllo che permette questo, secondo quali criteri lo fa?
Il signor Boldini ha 2 stalle: in una abbiamo polli sani, allevati all'aperto con concimi di origine vegetale e bio, curati solo con prodotti omeopatici, e che vivono mediamente 95/100 giorni.
Nella seconda stalla il Sig. Boldini ha dei polli che vivono in ambiente costantemente illuminato, che vengono nutriti con farine animali e di pesce, che vengono curate con farmaci e antibiotici e che vivono mediamente 45/60 giorni.e che sfornano continuamente uova.
E' coerente tutto cio'? Il consumatore si puo' fidare dell'azienda BOLDINI? Chi mi garantisce che i mangimi ottenuti da farine animali dati alle galline non vengano "per sbaglio" mescolati? Ma quali modalita’ vengono utilizzate? Qual e’ la frequenza dei controlli? Qual e’ l'affidabilita' di questi organismi?
In altre parole gli organismi controllano i produttori, ma chi controlla gli organismi?
Concludo con la speranza che questo sfogo venga preso al piu' presto in considerazione poiche’ ho intenzione di approfondire meglio questo problema che mi tocca particolarmente.
Resto quindi in attesa di un Vostro cortese aiuto, consiglio, consulenza, per poter finalmente sapere e quindi decidere quale sia il prodotto realmente concepito con i principi di una sana e corretta coltivazione, e quale sia l'animale allevato secondo natura.
Seguo uno stile di vita ed un'alimentazione il piu' possibile sani ed equilibrati, cercando per quanto la vita di un cittadino e consumatore del 2000 lo permetta, di stare alla larga da sostanze tossiche per l'organismo. Forse un pensiero troppo UTOPISTICO?
Tutto cio' richiede impegno, scrupolosita’, attenzione per le etichette e anche....un maggior investimento economico. Il biologico costa: piccoli appezzamenti con colture diversificate, raccolta a mano, veloce deperimento dei prodotti non trattati.
Ma se....ne vale veramente la pena sono disposta anche a pagare un 30% in piu' (e gia’ lo faccio da diversi anni).
Il quesito nasce proprio qui, NE VALE LA PENA?? Il consumatore che come me crede e aquista bio, si puo' fidare?
E nelle mani di organismi di controllo scrupolosi?
Mi spieghero meglio: i prodotti che io acquisto come bio, le carni, le uova, il latte che io consumo, sono realmente frutto di una azienda che rispetta pienamente i canoni della coltura biologica? Il pollame ha spazi aperti per razzolare? Le sue uova sono prodotte nel modo che immagino o sono parte di una catena di montaggio? I bovini vivono in spazi aperti? E come vengono nutriti? Le farine sono ottenute da agricolture biologiche? Il foraggio, i chicchi di soia e i cereali utilizzati sono ottenuti secondo coltura biologica o convenzionale? Finira’ dentro il sacco del mangime anche il chicco transgenico? OGM!? Si denota il mio comprensibile stato di confusione?!
Domenica sera una trasmissione in seconda serata su Raidue, mi ha aperto gli occhi su una deludente realta’. Oggi il biologico va alquanto di moda, quindi aziende tradizionali che fino ad oggi hanno inquinato i loro terreni con i peggiori pesticidi, richiedono di convertire la loro coltura da tradizionale a biologica. (So che dovrebbero trascorrere almeno 2 anni).
E secondo voi il terreno impoverito e avvelenato per anni, di quanto tempo necessita per questa riconversione? E questi termini vengono fatti rispettare?
Che grande delusione (che si avvicina molto di piu' alla fregatura) vedere l'intervista al titolare dell'azienda produttrice di uova BOLDINI sas-via I° Maggio-31021 Mogliano Veneto - TV tel.041/5906564 che io settimanalmente acquisto. Vedere che le galline anziche’ vivere in grandi spazi aperti (come indica la confezione), sono rinchiuse in una stalla, ma soprattutto come puo' lo stesso produttore che alleva secondo un principio del biologico, (riconosciuto e garantito da un grande ente nazionale del biologico AIAB), avere contemporaneamente due tipi di allevamenti: convenzionale e bilogico?
E l'organismo di controllo che permette questo, secondo quali criteri lo fa?
Il signor Boldini ha 2 stalle: in una abbiamo polli sani, allevati all'aperto con concimi di origine vegetale e bio, curati solo con prodotti omeopatici, e che vivono mediamente 95/100 giorni.
Nella seconda stalla il Sig. Boldini ha dei polli che vivono in ambiente costantemente illuminato, che vengono nutriti con farine animali e di pesce, che vengono curate con farmaci e antibiotici e che vivono mediamente 45/60 giorni.e che sfornano continuamente uova.
E' coerente tutto cio'? Il consumatore si puo' fidare dell'azienda BOLDINI? Chi mi garantisce che i mangimi ottenuti da farine animali dati alle galline non vengano "per sbaglio" mescolati? Ma quali modalita’ vengono utilizzate? Qual e’ la frequenza dei controlli? Qual e’ l'affidabilita' di questi organismi?
In altre parole gli organismi controllano i produttori, ma chi controlla gli organismi?
Concludo con la speranza che questo sfogo venga preso al piu' presto in considerazione poiche’ ho intenzione di approfondire meglio questo problema che mi tocca particolarmente.
Resto quindi in attesa di un Vostro cortese aiuto, consiglio, consulenza, per poter finalmente sapere e quindi decidere quale sia il prodotto realmente concepito con i principi di una sana e corretta coltivazione, e quale sia l'animale allevato secondo natura.
Risposta ADUC
Purtroppo non possiamo tranquillizzarla in nessun modo. In linea di massima tali prodotti dovrebbero essere comunque piu' sicuri degli altri. Non c'e' pero' certezza assoluta.
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