Sabato 6 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 ottobre 2005
Domanda 7 ottobre 2005
Ormai tre anni fa un edificio sito in Cagliari che apparteneva all'Ina, poi (a seguito della sua privatizzazione) gestito dalla Consap Immobiliare Roma, e' stato acquistato non dagli aventi diritto (i residenti, alcuni dei quali affittuari da oltre 40 anni) ma da un'imprenditrice locale che ha acquistato l'intero edificio pro - indiviso a condizioni assolutamente fuori mercato... L'anomalia sta proprio in questo: non fu possibile agli inquilini/affittuari acquistare la propria singola unita' immobiliare. Era richiesto l'acquisto dell'intero stabile, seppur a prezzo assai vantaggioso, tuttavia eccessivamente oneroso per due ordini di motivi:
- in ragione degli appartamenti sfitti, che andavano anch'essi acquistati da parte degli inquilini.
- per via della spiacevole situazione (alcuni sostengono) truffa posta in essere da una Coop cui gli inquilini stessi avevano aderito per poter sopperire alla carenza di liquidita' ed ottenere rapidamente (grazie alle presunte garanzie) il mutuo necessario in maniera certa.
La domanda potrebbe essere: come mai non ci siamo ribellati, non abbiamo inscenato proteste non ci siamo costituiti parte lesa in processo, etc. La risposta: paura (soprattutto dei piu' anziani, e ce ne sono molti) di rimanere senza un tetto! E perche' l'imprenditrice di cui sopra gode di sponsor e protezioni di alto livello. Oltre che di un pool di avvocati che sbaraglierebbe persino Perry Mason! Anche se io - a dire il vero - avevo scritto a Striscia e alle Jene... ma tutto tacque! Quasi certamente, dopo tanti anni, disagi subiti e frustrazioni che non sto qui a raccontare, non c'e' nulla da fare, ma mi piaceva l'idea di sfogarmi... Questo pasticciaccio brutto non mi e' mai andato a genio e credo che - sino a che avro' vita - non mi ci andra'. Buona serata.
Davide, da Cagliari

Risposta ADUC
Ringraziamo della sua bella lettera che pubblichiamo su Cara Aduc.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →