Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 ottobre 2005
Gentile associazione, sono un giovane professionista autonomo che per "mandare avanti" la modesta attivita' che gestisco sono costretto ad usare un fido che un istituto di credito mi ha concesso. Il fido e' pari a 10.000 euro. Purtroppo per una serie di circostanze dovute al ritardo dei pagamenti che i miei clienti mi devono, da piu' di 6 mesi utilizzo tutto od in parte la somma disponibile grazie al fido. Il mio quesito riguarda quali sono le procedure di calcolo interesse che la banca applica per l'utilizzo del fido. Oggi mi trovo un addebito (eseguito il 30/09) di circa 300 euro che presumo sia il calcolo trimestrale del medesimo interesse. Se non ricordo male tempo fa ho sentito che tale interesse si dovrebbe pagare su base annua e non trimestrale e ne sono scaturiti i relativi ricorsi alle autorita' giudiziarie da parte dei correntisti. Potete indirizzarmi a quale norma legislativa potrei fare riferimento (ovvero a qualche sentenza) per meglio capire quali devono essere le modalita' di calcolo dell'interesse di un fido? Ringrazio in anticipo e mi complimento per l'importante aiuto che ci fornite. Cordiali saluti.
Tiziano, da Latina
Tiziano, da Latina
Risposta ADUC
Non c'e' una legge per questo tipo di calcolo ma solo accordi contrattuali. Probabilmente lei fa confusione in merito agli interessi chiamati anatocistici: mentre per la banca si calcolano a livello trimestrale, per il cliente lo sono a livello annuale. Ma se entrambi i calcoli vengono eseguiti con lo stesso lasso di tempo, non e' illegale.
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