Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 settembre 2005
Basta con i disagi e le inadempienze da parte dei Tour Operator che promettono e non mantengono. Il Vostro servizio e' ormai tra i piu' efficaci per far valere i nostri diritti. Vi prego voler prendere in considerazione in nostro caso. Vi invio qui di seguito la lettera inviata al Tour Operator, il quale non si e' neanche degnato di rispondere a tutt'oggi.
Veronica
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I sottoscritti, Veronica e Salvatore, con la presente desiderano, anche a nome dei Sig. Paola e Francesco, denunciare quando segue. I sottoscritti hanno prenotato e saldato preventivamente a Borsaviaggi.it il pacchetto di viaggio organizzato offerto da codesto Tour Operator nell'Isola di Kos (Grecia) presso il Movida Club Kanari Beach dal giorno 22 agosto 2005 per 2 settimane con data di rientro a Roma Fiumicino prevista per il 5 settembre 2005, comprensivo di trasferimento aeroporto/ hotel/aeroporto, trattamento mezza pensione hard e sistemazione in camera doppia per l'importo di Euro 1.282 cadauno. Innanzitutto, si desidera evidenziare che i dettagli relativi al vettore aereo e gli orari dei voli sono stati comunicati ai sottoscritti, a seguito di reiterate richieste, solo in data 19/8/2005, vale a dire tre giorni prima della partenza. In tale data si e' appurato che i voli sarebbero stati operati da Wind Jet, vettore aereo gia' tristemente noto per ritardi e disservizi e annoverato tra i cosiddetti low cost carriers. Il giorno della partenza, lunedi' 22 agosto 2005, i sottoscritti venivano edotti presso il desk aeroportuale della Global Aviation Network/Bagun Travel dello scalo di Fiumicino , che il volo della partenza avrebbe subito dei ritardi e dall'orario previsto delle 18.10 sarebbe slittato alle ore 22.30 circa. A fronte degli innumerevoli quesiti posti dai viaggiatori che avevano acquistato lo stesso pacchetto di viaggio circa le cause di tale ritardo, sono state addotte, alternativamente da responsabili della Wind Jet e da quelli della Bagun Travel, una serie di ragioni non coerenti l'una con l'altra (esubero di ore di servizio del personale di bordo, avaria al carrello del velivolo, non meglio definiti motivi tecnici legati all'aeromobile ecc.) che si sono susseguite fino a culminare con la comunicazione che, a causa della chiusura anticipata rispetto ad altri scali dell'aeroporto di Mikonos (non era forse cosa gia' nota?), dove l'aereo avrebbe fatto un breve scalo prima di raggiungere Kos, il volo non si sarebbe potuto effettuare entro la giornata del 22 ma il giorno successivo, martedi' 23 agosto, nella prima mattinata. Un'addetta della Bagun Travel e successivamente un responsabile della Wind Jet, peraltro eccessivamente giovane e visibilmente inesperto, comunicavano ai viaggiatori che sarebbe stata offerto loro un pernottamento per la stessa notte presso un hotel di Ostia o Fiumicino e sia la sistemazione alberghiera che il trasferimento all'Hotel e i pasti fino alla partenza sarebbero stati a carico della compagnia aerea. E' stato inoltre comunicato che i bagagli gia' passati al check-in non si sarebbero potuti restituire ai viaggiatori. Dopo svariate ore di attesa senza poter conoscere esattamente il nome dell'hotel dove si sarebbe pernottato, alle ore 20.00 circa si e' presentata improvvisamente al gate relativo al volo per Kos un'addetta degli Aeroporti di Roma che ha letteralmente intimato ai viaggiatori di seguirla senza esitazione fino ai pullman che avrebbero trasportato i viaggiatori in albergo. Ovviamente, in quell'istante non tutte le persone del gruppo erano presenti al gate e gli amici o familiari delle persone in quel momento sparse nell'aeroporto per effettuare acquisti o espletare bisogni primari, hanno chiesto di pazientare qualche minuto per recuperare gli assenti. Con stupore di tutti, l'addetta di ADR ha affermato che non ci sarebbe stato tempo per tale recupero e gli astanti avrebbero dovuto seguirla all'istante. Con grande concitazione si e' cercato di avvertire tutti e di seguire l'addetta ADR, che, alla stregua di una centometrista (cosi' soprannominata dall'intero gruppo), ha guidato il gruppo con passo eccessivamente lesto fin fuori l'aeroporto, destreggiandosi abilmente tra le macchine che percorrevano la strada di accesso all'aeroporto fino allo spazio di sosta dei pullman. I sottoscritti sono stati riprotetti, insieme a molti altri, per la notte presso l'Hotel Airport Palace di Ostia. In hotel viene comunicato che il gruppo sarebbe stato svegliato l'indomani mattina alle ore 6.00 poiche' il volo sarebbe partito "sicuramente" alle ore 8.30. La mattina successiva la sveglia non c'e' stata e qualcuno, come i sottoscritti, si e' svegliato di soprassalto pensando di essere stato dimenticato e si e' precipitato nella hall sperando di non essere stato abbandonato in albergo, per scoprire che la sveglia non era stata effettuata in quanto il volo avrebbe subito un ulteriore ritardo, senza avere altre indicazioni. I sottoscritti subivano l'ennesimo disagio di restare intrappolati nell'unico ascensore funzionante dei due dell'hotel la mattina del 23 agosto per 1 ora e 20 minuti circa, senza che gli addetti dell'albergo fossero in grado di azionare manualmente l'apertura delle porte. Senza alcuna assistenza da parte della Bagun il gruppo non ha avuto notizie fino a circa le 8.30 del 23 agosto, quando un responsabile della Global Aviation Network lo ha raggiunto presso l'hotel e ha assicurato che l'aereo sarebbe partito alle ore 9.30. Tale addetto ha garantito inoltre la sua presenza sul volo per assistere i viaggiatori, presenza che in realta' non e' stata registrata. Alle ore 9.30, con ben 15 ore di ritardo, finalmente l'aereo Wind Jet e' decollato alla volta di Mikonos con destinazione finale Kos. La prima settimana di soggiorno presso il Movida Club testimonia il villaggio quasi al completo di ospiti, anche se da subito emergono delle discrepanze tra i servizi elencati nel catalogo e quelli effettivamente offerti dalla struttura (telefono diretto in camera inesistente, possibilita' di svolgere attivita' di kitesurf non esistente ecc.). Qualcosa di incredibilmente inaspettato, invece, avviene all'inizio della seconda settimana. Anche se gia' allertati da allarmanti voci non ufficiali circolanti sul finire della prima settimana circa un drastico svuotamento della struttura considerate del tutto inverosimili, il villaggio subiva un inesorabile processo di "desertificazione". Nel villaggio rimanevano, compresi i sottoscritti, n. 4 ospiti (2 torinesi), cui si aggiungevano, provenienti da Roma, i Sigg. Paola e Francesco. Questi ultimi giungevano a Kos a bordo di un volo Olympic Airways alle ore 16.30, senza che nessuno dell'hotel o della Bagun Travel si premunisse di andarli a prendere in aeroporto. Solo dopo aver informato gli ignari responsabili del Movida Club, una navetta partiva alla volta dell'aeroporto per trasferirli in villaggio. Con tale esiguo numero di ospiti si prospetta gia' il primo grosso disagio dei sottoscritti e dei loro compagni di sventura. Una quantita' cosi' esigua di ospiti e' senza dubbio pregiudizievole di un servizio sostanziale di una struttura definita villaggio, in quanto la socializzazione con altri villeggianti costituisce un aspetto precipuo ed imprescindibile di tale formula di vacanza prescelta. A questo inevitabile disagio se ne aggiungono innumerevoli altri come in un inesorabile stillicidio. La cena del 29 agosto, lungi dall'essere quel variegato e ricco buffet della prima settimana, si riduce ad un pasto servito al tavolo con ridottissima scelta di pietanze in un tavolo per 6 non piu' collocato nell'ariosa e suggestiva sala del ristorante ma nell'atrio della stessa in un punto, peraltro, molto afoso. La mattina successiva lo sparuto numero di ospiti comincia a testimoniare l'inizio di una lenta scomparsa dei servizi del villaggio: soppressione delle attivita' sportive in programma (risveglio muscolare, ginnastica, tornei sportivi, balli di gruppo); graduale partenza di quasi tutti gli animatori; scomparsa delle cene a tema previste (cena greca, cena di pesce, grand buffet ecc); soppressione dell'happy hour con gli snack pre-cena delle ore 19.00 (quest'ultimo verra' ripristinato dopo alcuni giorni a seguito di aspre proteste ma solo in forma decisamente inferiore per qualita'). Le pulizie, a causa della diminuzione di personale, non vengono effettuate con la consueta solerzia (si assiste a simpatici spettacoli di insetti spalmati sui muri non rimossi). In diversi casi, uno dei quali ha interessato purtroppo anche i sottoscritti, viene palesemente avvertito il girovagare di un topo nella condotta in disuso dell'aria condizionata nella stanza (di una struttura classificata come 3 stelle). Non viene piu' effettuata la disinfestazione settimanale contro le zanzare, che finalmente libere di agire, ingaggiano un vero e proprio assalto agli ospiti (vincendo con grande margine nonostante le misure preventive). Vengono smontate le reti del campo da beach volley e di quello di tennis; quest'ultima verra' in seguito rimontata dopo pressanti richieste degli ospiti in quanto ritenuta davvero ingiustificata. Nella sala del ristorante vengono coperti con teloni ed inventariati i mobili, le sedie e i tavoli come dimostrato dalla documentazione allegata. Lo stesso avviene per i lettini e gli ombrelloni (tranne il numero strettamente necessario per il minuscolo nucleo di ospiti) e le sdraio sia in spiaggia che in piscina. La piscina stessa non viene piu' pulita come prima ma lasciata all'azione distruttiva degli atmosferici. I lettini e gli ombrelloni da smantellare, peraltro, vengono sistemati proprio sotto il balcone della camera dei sottoscritti e sottoposti a pulizia con una rumorosissima idropulitrice un giorno alle ore 9.30 di mattina e il successivo alle ore 7.30 (!), con l'accompagnamento di vigoroso chiacchiericcio del personale della manutenzione e molesti disturbi acustici che non consentivano neanche piu' l'unica attivita' ormai offerta agli ospiti dal villaggio: il riposo. Chiude ad inizio settimana anche l'unico bazar del villaggio che vendeva giornali ed altri preziosi articoli (fornelletti anti-zanzare ecc). Tutto questo costringe i sottoscritti e gli altri sopravvissuti alla desertificazione ad affittare una macchina alla ricerca di vita altrove per l'intera settimana, non offrendo piu' il villaggio alcuna delle sue attivita' ricreative. Si riscontra, inoltre, che non e' funzionante nella struttura l'impianto anti-incendio. Giovedi' 1 settembre, viene comunicato ufficialmente ai sottoscritti e ai due torinesi che la partenza dal villaggio non potra' piu' avvenire il giorno 5 settembre come previsto ma successivamente in quanto la Bagun Travel ha avviato una controversia contro la Wind Jet rinunciando ai suoi voli. I due torinesi chiedono al direttore del villaggio di poter partire prima anche rinunciando a giorni di soggiorno e partono venerdi' 2 settembre in mattinata. Questo fa registrare un inaspettato e non auspicato calo di un terzo degli ospiti del villaggio (2 su 6), rendendo lo scenario ancora piu' desolante. Ai sottoscritti vengono comunicati i dettagli del volo di rientro del 6 settembre 2005: volo Kos -Atene alle ore 7.10 di mattina, arrivo ad Atene alle ore 8.10, sosta ad Atene fino alle ore 17.10, orario della partenza per Fiumicino. Tale operativo dei voli arrechera' un ulteriore disagio ai sottoscritti, in quanto il lungo lasso di tempo di permanenza ad Atene costringe gli stessi ad affrontare nuove ed inaspettate spese per impiegare il tempo raggiungendo la citta' ed effettuando delle visite archeologiche nella stessa. Prima di partire dal villaggio, ai sottoscritti viene restituito il corrispettivo della tessera club della seconda settimana (35 Euro cadauno), che i sottoscritti avrebbero ben volentieri pagato per poter usufruire dei servizi e delle attivita' della formula di vacanza prescelta. Alla luce degli innumerevoli ed innegabili disagi arrecati a chi, come i sottoscritti, ha desiderato tutto l'anno poter divagarsi in una vacanza accuratamente selezionata, una domanda sorge spontanea: non sarebbe stato piu' opportuno informare i sottoscritti e gli altri sventurati preventivamente dei disservizi cui sarebbero andati incontro lasciando loro l'opzione di scegliere di non effettuare tale settimana di vacanza con rimborso, ovvero riproteggere gli stessi in un'altra struttura analoga piu' popolata e piu' funzionante? In considerazione di tutti i disagi sopraelencati, tutto ampiamente testimoniato e dimostrabile, la cui narrazione potrebbe suscitare solo ilarita' se non fosse per il fatto che e' stata dai sottoscritti e dai compagni di vacanza realmente vissuta, che sono stati coronati dalla gravissima circostanza del rientro ritardato di un giorno,che ha comportato agli stessi, tutti lavoratori, seri danni per il lavoro, i sottoscritti, Veronica e Gianluca, come risarcimento di danno patrimoniale e cosiddetto danno da "vacanza rovinata" ritengono congruo richiedere alla Bagun Travel il rimborso dell'intero ammontare della somma versata, vale a dire Euro 1282 cadauno. Confidiamo nella vostra volonta' di chiudere bonariamente la questione, ma qualora cio' non si verificasse e non ottenessimo un riscontro da Voi entro 10 giorni dalla ricezione della presente, Vi informiamo che non esiteremo ad adire ogni eventuale via legale, a dare corso a qualsiasi forma di pubblicizzazione tramite trasmissioni televisive specializzate o testate giornalistiche, e a richiedere l'intervento delle associazioni dei consumatori per far valere i nostri diritti." Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete prestare alla nostra segnalazione.
Veronica
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I sottoscritti, Veronica e Salvatore, con la presente desiderano, anche a nome dei Sig. Paola e Francesco, denunciare quando segue. I sottoscritti hanno prenotato e saldato preventivamente a Borsaviaggi.it il pacchetto di viaggio organizzato offerto da codesto Tour Operator nell'Isola di Kos (Grecia) presso il Movida Club Kanari Beach dal giorno 22 agosto 2005 per 2 settimane con data di rientro a Roma Fiumicino prevista per il 5 settembre 2005, comprensivo di trasferimento aeroporto/ hotel/aeroporto, trattamento mezza pensione hard e sistemazione in camera doppia per l'importo di Euro 1.282 cadauno. Innanzitutto, si desidera evidenziare che i dettagli relativi al vettore aereo e gli orari dei voli sono stati comunicati ai sottoscritti, a seguito di reiterate richieste, solo in data 19/8/2005, vale a dire tre giorni prima della partenza. In tale data si e' appurato che i voli sarebbero stati operati da Wind Jet, vettore aereo gia' tristemente noto per ritardi e disservizi e annoverato tra i cosiddetti low cost carriers. Il giorno della partenza, lunedi' 22 agosto 2005, i sottoscritti venivano edotti presso il desk aeroportuale della Global Aviation Network/Bagun Travel dello scalo di Fiumicino , che il volo della partenza avrebbe subito dei ritardi e dall'orario previsto delle 18.10 sarebbe slittato alle ore 22.30 circa. A fronte degli innumerevoli quesiti posti dai viaggiatori che avevano acquistato lo stesso pacchetto di viaggio circa le cause di tale ritardo, sono state addotte, alternativamente da responsabili della Wind Jet e da quelli della Bagun Travel, una serie di ragioni non coerenti l'una con l'altra (esubero di ore di servizio del personale di bordo, avaria al carrello del velivolo, non meglio definiti motivi tecnici legati all'aeromobile ecc.) che si sono susseguite fino a culminare con la comunicazione che, a causa della chiusura anticipata rispetto ad altri scali dell'aeroporto di Mikonos (non era forse cosa gia' nota?), dove l'aereo avrebbe fatto un breve scalo prima di raggiungere Kos, il volo non si sarebbe potuto effettuare entro la giornata del 22 ma il giorno successivo, martedi' 23 agosto, nella prima mattinata. Un'addetta della Bagun Travel e successivamente un responsabile della Wind Jet, peraltro eccessivamente giovane e visibilmente inesperto, comunicavano ai viaggiatori che sarebbe stata offerto loro un pernottamento per la stessa notte presso un hotel di Ostia o Fiumicino e sia la sistemazione alberghiera che il trasferimento all'Hotel e i pasti fino alla partenza sarebbero stati a carico della compagnia aerea. E' stato inoltre comunicato che i bagagli gia' passati al check-in non si sarebbero potuti restituire ai viaggiatori. Dopo svariate ore di attesa senza poter conoscere esattamente il nome dell'hotel dove si sarebbe pernottato, alle ore 20.00 circa si e' presentata improvvisamente al gate relativo al volo per Kos un'addetta degli Aeroporti di Roma che ha letteralmente intimato ai viaggiatori di seguirla senza esitazione fino ai pullman che avrebbero trasportato i viaggiatori in albergo. Ovviamente, in quell'istante non tutte le persone del gruppo erano presenti al gate e gli amici o familiari delle persone in quel momento sparse nell'aeroporto per effettuare acquisti o espletare bisogni primari, hanno chiesto di pazientare qualche minuto per recuperare gli assenti. Con stupore di tutti, l'addetta di ADR ha affermato che non ci sarebbe stato tempo per tale recupero e gli astanti avrebbero dovuto seguirla all'istante. Con grande concitazione si e' cercato di avvertire tutti e di seguire l'addetta ADR, che, alla stregua di una centometrista (cosi' soprannominata dall'intero gruppo), ha guidato il gruppo con passo eccessivamente lesto fin fuori l'aeroporto, destreggiandosi abilmente tra le macchine che percorrevano la strada di accesso all'aeroporto fino allo spazio di sosta dei pullman. I sottoscritti sono stati riprotetti, insieme a molti altri, per la notte presso l'Hotel Airport Palace di Ostia. In hotel viene comunicato che il gruppo sarebbe stato svegliato l'indomani mattina alle ore 6.00 poiche' il volo sarebbe partito "sicuramente" alle ore 8.30. La mattina successiva la sveglia non c'e' stata e qualcuno, come i sottoscritti, si e' svegliato di soprassalto pensando di essere stato dimenticato e si e' precipitato nella hall sperando di non essere stato abbandonato in albergo, per scoprire che la sveglia non era stata effettuata in quanto il volo avrebbe subito un ulteriore ritardo, senza avere altre indicazioni. I sottoscritti subivano l'ennesimo disagio di restare intrappolati nell'unico ascensore funzionante dei due dell'hotel la mattina del 23 agosto per 1 ora e 20 minuti circa, senza che gli addetti dell'albergo fossero in grado di azionare manualmente l'apertura delle porte. Senza alcuna assistenza da parte della Bagun il gruppo non ha avuto notizie fino a circa le 8.30 del 23 agosto, quando un responsabile della Global Aviation Network lo ha raggiunto presso l'hotel e ha assicurato che l'aereo sarebbe partito alle ore 9.30. Tale addetto ha garantito inoltre la sua presenza sul volo per assistere i viaggiatori, presenza che in realta' non e' stata registrata. Alle ore 9.30, con ben 15 ore di ritardo, finalmente l'aereo Wind Jet e' decollato alla volta di Mikonos con destinazione finale Kos. La prima settimana di soggiorno presso il Movida Club testimonia il villaggio quasi al completo di ospiti, anche se da subito emergono delle discrepanze tra i servizi elencati nel catalogo e quelli effettivamente offerti dalla struttura (telefono diretto in camera inesistente, possibilita' di svolgere attivita' di kitesurf non esistente ecc.). Qualcosa di incredibilmente inaspettato, invece, avviene all'inizio della seconda settimana. Anche se gia' allertati da allarmanti voci non ufficiali circolanti sul finire della prima settimana circa un drastico svuotamento della struttura considerate del tutto inverosimili, il villaggio subiva un inesorabile processo di "desertificazione". Nel villaggio rimanevano, compresi i sottoscritti, n. 4 ospiti (2 torinesi), cui si aggiungevano, provenienti da Roma, i Sigg. Paola e Francesco. Questi ultimi giungevano a Kos a bordo di un volo Olympic Airways alle ore 16.30, senza che nessuno dell'hotel o della Bagun Travel si premunisse di andarli a prendere in aeroporto. Solo dopo aver informato gli ignari responsabili del Movida Club, una navetta partiva alla volta dell'aeroporto per trasferirli in villaggio. Con tale esiguo numero di ospiti si prospetta gia' il primo grosso disagio dei sottoscritti e dei loro compagni di sventura. Una quantita' cosi' esigua di ospiti e' senza dubbio pregiudizievole di un servizio sostanziale di una struttura definita villaggio, in quanto la socializzazione con altri villeggianti costituisce un aspetto precipuo ed imprescindibile di tale formula di vacanza prescelta. A questo inevitabile disagio se ne aggiungono innumerevoli altri come in un inesorabile stillicidio. La cena del 29 agosto, lungi dall'essere quel variegato e ricco buffet della prima settimana, si riduce ad un pasto servito al tavolo con ridottissima scelta di pietanze in un tavolo per 6 non piu' collocato nell'ariosa e suggestiva sala del ristorante ma nell'atrio della stessa in un punto, peraltro, molto afoso. La mattina successiva lo sparuto numero di ospiti comincia a testimoniare l'inizio di una lenta scomparsa dei servizi del villaggio: soppressione delle attivita' sportive in programma (risveglio muscolare, ginnastica, tornei sportivi, balli di gruppo); graduale partenza di quasi tutti gli animatori; scomparsa delle cene a tema previste (cena greca, cena di pesce, grand buffet ecc); soppressione dell'happy hour con gli snack pre-cena delle ore 19.00 (quest'ultimo verra' ripristinato dopo alcuni giorni a seguito di aspre proteste ma solo in forma decisamente inferiore per qualita'). Le pulizie, a causa della diminuzione di personale, non vengono effettuate con la consueta solerzia (si assiste a simpatici spettacoli di insetti spalmati sui muri non rimossi). In diversi casi, uno dei quali ha interessato purtroppo anche i sottoscritti, viene palesemente avvertito il girovagare di un topo nella condotta in disuso dell'aria condizionata nella stanza (di una struttura classificata come 3 stelle). Non viene piu' effettuata la disinfestazione settimanale contro le zanzare, che finalmente libere di agire, ingaggiano un vero e proprio assalto agli ospiti (vincendo con grande margine nonostante le misure preventive). Vengono smontate le reti del campo da beach volley e di quello di tennis; quest'ultima verra' in seguito rimontata dopo pressanti richieste degli ospiti in quanto ritenuta davvero ingiustificata. Nella sala del ristorante vengono coperti con teloni ed inventariati i mobili, le sedie e i tavoli come dimostrato dalla documentazione allegata. Lo stesso avviene per i lettini e gli ombrelloni (tranne il numero strettamente necessario per il minuscolo nucleo di ospiti) e le sdraio sia in spiaggia che in piscina. La piscina stessa non viene piu' pulita come prima ma lasciata all'azione distruttiva degli atmosferici. I lettini e gli ombrelloni da smantellare, peraltro, vengono sistemati proprio sotto il balcone della camera dei sottoscritti e sottoposti a pulizia con una rumorosissima idropulitrice un giorno alle ore 9.30 di mattina e il successivo alle ore 7.30 (!), con l'accompagnamento di vigoroso chiacchiericcio del personale della manutenzione e molesti disturbi acustici che non consentivano neanche piu' l'unica attivita' ormai offerta agli ospiti dal villaggio: il riposo. Chiude ad inizio settimana anche l'unico bazar del villaggio che vendeva giornali ed altri preziosi articoli (fornelletti anti-zanzare ecc). Tutto questo costringe i sottoscritti e gli altri sopravvissuti alla desertificazione ad affittare una macchina alla ricerca di vita altrove per l'intera settimana, non offrendo piu' il villaggio alcuna delle sue attivita' ricreative. Si riscontra, inoltre, che non e' funzionante nella struttura l'impianto anti-incendio. Giovedi' 1 settembre, viene comunicato ufficialmente ai sottoscritti e ai due torinesi che la partenza dal villaggio non potra' piu' avvenire il giorno 5 settembre come previsto ma successivamente in quanto la Bagun Travel ha avviato una controversia contro la Wind Jet rinunciando ai suoi voli. I due torinesi chiedono al direttore del villaggio di poter partire prima anche rinunciando a giorni di soggiorno e partono venerdi' 2 settembre in mattinata. Questo fa registrare un inaspettato e non auspicato calo di un terzo degli ospiti del villaggio (2 su 6), rendendo lo scenario ancora piu' desolante. Ai sottoscritti vengono comunicati i dettagli del volo di rientro del 6 settembre 2005: volo Kos -Atene alle ore 7.10 di mattina, arrivo ad Atene alle ore 8.10, sosta ad Atene fino alle ore 17.10, orario della partenza per Fiumicino. Tale operativo dei voli arrechera' un ulteriore disagio ai sottoscritti, in quanto il lungo lasso di tempo di permanenza ad Atene costringe gli stessi ad affrontare nuove ed inaspettate spese per impiegare il tempo raggiungendo la citta' ed effettuando delle visite archeologiche nella stessa. Prima di partire dal villaggio, ai sottoscritti viene restituito il corrispettivo della tessera club della seconda settimana (35 Euro cadauno), che i sottoscritti avrebbero ben volentieri pagato per poter usufruire dei servizi e delle attivita' della formula di vacanza prescelta. Alla luce degli innumerevoli ed innegabili disagi arrecati a chi, come i sottoscritti, ha desiderato tutto l'anno poter divagarsi in una vacanza accuratamente selezionata, una domanda sorge spontanea: non sarebbe stato piu' opportuno informare i sottoscritti e gli altri sventurati preventivamente dei disservizi cui sarebbero andati incontro lasciando loro l'opzione di scegliere di non effettuare tale settimana di vacanza con rimborso, ovvero riproteggere gli stessi in un'altra struttura analoga piu' popolata e piu' funzionante? In considerazione di tutti i disagi sopraelencati, tutto ampiamente testimoniato e dimostrabile, la cui narrazione potrebbe suscitare solo ilarita' se non fosse per il fatto che e' stata dai sottoscritti e dai compagni di vacanza realmente vissuta, che sono stati coronati dalla gravissima circostanza del rientro ritardato di un giorno,che ha comportato agli stessi, tutti lavoratori, seri danni per il lavoro, i sottoscritti, Veronica e Gianluca, come risarcimento di danno patrimoniale e cosiddetto danno da "vacanza rovinata" ritengono congruo richiedere alla Bagun Travel il rimborso dell'intero ammontare della somma versata, vale a dire Euro 1282 cadauno. Confidiamo nella vostra volonta' di chiudere bonariamente la questione, ma qualora cio' non si verificasse e non ottenessimo un riscontro da Voi entro 10 giorni dalla ricezione della presente, Vi informiamo che non esiteremo ad adire ogni eventuale via legale, a dare corso a qualsiasi forma di pubblicizzazione tramite trasmissioni televisive specializzate o testate giornalistiche, e a richiedere l'intervento delle associazioni dei consumatori per far valere i nostri diritti." Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete prestare alla nostra segnalazione.
Risposta ADUC
Generlamente consigliamo di inviare lettere non eccessivamente lunghe eliminando tutti i dettagli non significativi, cio' proprio per evitare che le sue rimostranze vengano ignorate. Oltretutto ai giudici piace che le questioni vengano loro poste in modo succinto e logico. Detto questo, presumendo che abbiate inviato questa lettera per raccomandata A/R, il passo successivo in caso di mancata od insoddisfacente risposta e' quello di rivolgersi all'autorita' giudiziaria (giudice di pace), iniziando magari con una conciliazione. Nel vostro caso, visto l'importo, se doveste arrivare alla causa vera e propria sarebbe necessario un legale (a meno di non ottenere specifica autorizzazione del giudice ad agire da soli).
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