Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 settembre 2005
Domanda 27 settembre 2005
Spett.le Associazione, mi rivolgo a voi per un consiglio e per informare quanti avranno la possibilita' di leggere questa mail del comportamento, a mio avviso scorretto, di Sky. Nel mese di marzo 2005 sono stato ripetutamente contattato dagli operatori del servizio commerciale di Sky che mi hanno proposto l'adesione ai loro servizi televisivi. Durante le suddette telefonate ho piu' volte chiesto i costi di abbonamento e di installazione e mi sono stati indicati, usufruendo di una momentanea promozione, come costo di abbonamento la somma di euro 32,00 al mese per un anno ed un costo totalmente gratuito per l'installazione anche per la canalizzazione sottotraccia, poiche', fin dall'inizio, ho chiarito che non era possibile, per regolamento di condominio, installare l'antenna sul balcone. Il 30.03.05 il tecnico installatore locale ha provveduto alla citata installazione con canalizzazione sottotraccia, seguendo appunto le mie indicazioni. Prima e durante l'installazione ho chiesto conferma della totale gratuita' dell'installazione medesima. Cosa che mi e' stata confermata. Carpendo la mia buona fede pero', sull' "ordine di lavoro" da me sottoscritto e' stata contrassegnata dal tecnico con una crocetta nella sezione "lavori aggiuntivi a pagamento" la casella "canalizzazione sottotraccia", senza pero' indicarne il prezzo. Di cio' non mi e' stata data alcuna menzione ne' spiegazione cosa che invece, in caso contrario, mi avrebbe portato sicuramente a non sottoscrivere nulla non essendo mia abitudine far eseguire qualsiasi lavoro di cui non conosco i costi. Nel mese di maggio ho ricevuto la prima fattura dove, oltre al pagamento del canone mensile e dei relativi ratei, si richiedeva ingiustamente anche il pagamento dei lavori di canalizzazione sottotraccia per un importo di euro 29,00. Per questo motivo, in data 16.05.05, a mezzo raccomandata a.r., ho risolto il contratto in essere con Sky per inadempienza degli impegni contrattuali assunti telefonicamente e dando, di conseguenza, revoca alla mia banca al pagamento del relativo r.i.d. In data 14 giugno ho ricevuto una comunicazione datata 10.06.05 con la quale si respingeva la mia risoluzione contrattuale e si confermava la validita' del contratto e adducendo a tale tesi quanto stabilito nelle "condizioni generali di abbonamento" a me completamente ignote. Successivamente, in data 20 giugno, ho ricevuto una richiesta di firma del contratto datata 14.06.05 e, insieme ad essa, mi sono state inviate anche le citate "condizioni generali di abbonamento". Successivamente, nel mese di luglio e in settembre sono stato ricontattato da Sky per avere spiegazioni in merito alla mia disdetta, ma dopo aver esposto i miei motivi mi e' stato risposto che purtroppo, anche se sia gli addetti commerciali che il tecnico installatore mi avevano dato un'informazione errata circa la gratuita' dell'installazione, avendo firmato il citato "foglio di lavoro" ed essendo ormai attivo il servizio, non potevo piu' recedere se non alla scadenza annuale del contratto. A questo punto sono piuttosto indeciso se rassegnarmi a pagare le controverse spese oltre ai canoni mensili arretrati che mi richiedono anche se non ho usufruito del servizio avendomelo interrotto per non aver pagato, oppure citare in giudizio Sky. La questione meriterebbe di essere approfondita da un punto di vista legale poiche' quanto stabilito dal D.L. 185/99, che sembrerebbe darmi ragione, in realta' potrebbe nascondere delle insidie in mio danno. Infatti all'art. 4 del citato D.L. si precisa che il consumatore non ha facolta' di recesso oltre che per i servizi di scommesse e lotterie anche per le forniture di servizi la cui esecuzione, con l'accordo del consumatore, sia iniziata prima della scadenza dei 10 giorni per il recesso. Voi che ne pensate e' il solito trucco italiano per il quale fatta la legge si trova l'inganno? Grazie, a presto.
Vincenzo, da Cerignola

Risposta ADUC
Sicuramente il diritto di recesso che lei ricorda nella parte finale della sua lettera, non c'entra, perche' stiamo parlando di episodi avvenuti mesi fa e di una sua disdetta non certo entro i 10 giorni, e comuque anche se lo fosse, proprio in virtu' dell'art.4 della 185/99 il recesso non sarebbe applicabile (perche' ha tirato fuori qusto articolo? Non lo compendiamo). Se lei non ha una testimonianza, oltre alla sua parola, dell'esenzione dei costi di questi lavori, crediamo che non ha possibilita' di fare ricorso, perche' la sua firma sul foglio di lavoro parla per lei e diventa difficile giustificarla come apposta con distrazione e fretta.
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