Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 settembre 2005
Avola, 22.09.2005. - Salve, sono il papa' di un bambino di due anni. Mio figlio e' nato nel 2003 a Catania, dopo una gravidanza ed un parto cesareo normodecorsi. Io e la mia famiglia risiediamo ad Avola, in provincia di Siracusa. Alle dimissioni dal Reparto nessuna anomalia di carattere sanitario venne riscontrata nei suoi confronti dal ginecologo e dal pediatra dell'Ospedale. Col passare del tempo, assieme a mia moglie, ci siamo accorti, ahime', intanto che il bimbo iniziava a crescere, che egli acquisiva le varie tappe dello sviluppo neonatale con ritardi che talvolta si facevano piu' preoccupanti del dovuto, in quanto eccessivamente lunghi. Per citare alcuni esempi, il bimbo ha iniziato a camminare a 20 mesi circa, tuttora, all'eta' di 2 anni e 6 mesi, non parla affatto, ad eccezione della cosiddetta lallazione non riesce a pronunciare alcuna parola, salvo di rado dire mamma o papa', ed ha inoltre problemi di stabilita' ed equilibrio nell'andatura. Inoltre, all'eta' di 15 mesi circa, si evidenzio' in lui una vistosa forma di macrocefalia che desto' non poche preoccupazioni e che al momento sembra essere rientrata nei limiti. Allo stato il bimbo ha subì to n. 4 ricoveri presso le piu' qualificate strutture sanitarie del Paese. I complessi controlli di natura genetica effettuati sul suo conto, per fortuna, non hanno dato alcun risultato negativo. E' stato accertato, invece, un "ritardo psicomotorio" causato, cosi' come rilevato dalla risonanza magnetica effettuata e dai molteplici consulti specialistici esperiti al riguardo, da una lieve e verosimile forma di ipossia ischemica perinatale. Mi chiedo allora come sia stato possibile che nessun medico all'atto della sua nascita o immediatamente dopo si sia accorto di niente. Per avere il punto del suo effettivo stato di salute abbiamo dovuto ricorrere, com'e' comprensibile pensare, ad un'infinita' di accertamenti medico-diagnostici, per giungere a capire, solo in concomitanza con i suoi primi due anni di vita, il suo effettivo stato di salute. Il dato dubbioso che sovviene alla memoria e che non ha trovato finora alcun plausibile riscontro nella documentazione medica di riferimento, e' fornito dalla circostanza che riguarda il momento della nascita di mio figlio, ed in particolare da una dichiarazione acquisita a caldo dal personale infermieristico che portava il bimbo in barella fuori dalla sala parto fino alla stanza adibita alle complete pulizie igienico personali. Si apprese, in quel frangente, che il bimbo stava bene ma che aveva "avvertito un forte un distacco dalla mamma". Dalle cartelle cliniche relative alla nascita ed alle sue dimissioni dall'Ospedale non e' pero' trapelato alcuna anomalia. Il bimbo allo stato e' sottoposto ad un continuo un ciclo terapeutico di logopedia e di psicoterapia ed ha eseguito, inoltre, un semestrale ciclo di fisioterapia. Lo stato d'infermita' "handicap" di "ritardo psicomotorio" e' stato riconosciuto dalla commissione medico collegiale dell'A. S. L. competente che ha fissato il termine per una successiva valutazione a due anni dal primo accertamento. Vorrei sapere, a questo punto, se per la situazione personale prospettata ho la possibilita' concreta di poter adire le vie della Giustizia, in ogni forma e sede, per ottenere un probabile indennizzo e/o un possibile risarcimento di quanto e' occorso al mio bimbo, attribuibile ad eventuale responsabilita' di terzi. In particolare quale Autorita' adire e di quale localita', in considerazione del fatto che il parto e' avvenuto a Catania mentre la residenza della nostra famiglia e' in provincia di Siracusa. Vi prego di fornirmi utili e preziosi ragguagli in merito e di potermi indicare le eventuali procedure da adottare, passo dopo passo. Ringrazio per la sicura e cordiale disponibilita'. Con osservanza.
Davide, da Avola (SR)
Davide, da Avola (SR)
Risposta ADUC
Non siamo i piu' adatti a consigliarla, non occupandoci di sanita' in modo specialistico. Prima di tutto si informi se l'asl o l'ospedale ha gia' un iter predisposto relativo a casi come il suo. In mancanza la procedura e' di richiedere i danni alla struttura che lei ritiene responsabile, tramite una raccomandata a/R di messa in mora
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In difetto deve rivolgersi, a seconda degli importi, al tribunale o al giudice di pace competenti nella sua citta'. Le consigliamo di tentare inizialmente una conciliazione presso il giudice di pace, fra l'altro non implica la presenza di un legale.
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