Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 settembre 2005
Sono il coerede di una signora deceduta il 17/07/2002 e riceveva la pensione su c/c postale. Noi abbiamo comunicato tempestivamente il decesso della signora sia all'ufficio postale che presso l'Inps. Di fatto i soldi sul c/c postale sono stati prelevati da me (in quanto possessore di firma sul c/c) dopo circa due anni lasciando il c/c con poche decine di euro. Un anno fa (circa) viene fatta la successione del c/c intestandolo a tutti gli eredi (3) e a luglio di quest'anno io chiedo la chiusura del c/c. Le poste italiane a settembre 2005 mi inviano una raccomandata chiedendomi l'immediato reintegro del c/c in quanto loro (d'ufficio senza comunicarmi nulla) hanno prelevato dal conto due mesi di pensione della signora (agosto e settembre) dicendo che erroneamente erano stati pagati. Le domande che pongo sono le seguenti:
1) Avevano le poste italiane il diritto di prelevare le somme senza dirmi nulla?
2) Possono richiedermi quelle somme visto che non mi e' possibile controllare l'estratto conto per verificare che siano state effettivamente accreditate in quanto anche presso l'ufficio postale non possono darmi l'elenco dei movimenti di tre anni fa?
3) Posso avvalermi dell'art. 1832 cc. secondo comma?
4) Possono le poste italiane d'ufficio richiedermi le somme e quando ho fatto notare che aveva diritto alle tredicesima mensilita' che non e' stata pagata mi e' stato risposto che prima dovevo immediatamente rimborsare e poi (forse) mi veniva restituita la parte di tredicesima spettante?
5) Possono le poste italiane rifiutarsi di darmi l'elenco movimenti di detti periodi rispondendomi sempre prima paga e poi ti do l'estratto conto?
6) Possono chiedermi le somme entro trenta giorni (visto che loro hanno aspettato tre anni ad accorgersi dell'errore)? Ringraziando per l'attenzione prestatami e per la Vs. preziosa consulenza, rimango in attesa di una Vs. risposta.
Maurizio, da Verbania Intra
1) Avevano le poste italiane il diritto di prelevare le somme senza dirmi nulla?
2) Possono richiedermi quelle somme visto che non mi e' possibile controllare l'estratto conto per verificare che siano state effettivamente accreditate in quanto anche presso l'ufficio postale non possono darmi l'elenco dei movimenti di tre anni fa?
3) Posso avvalermi dell'art. 1832 cc. secondo comma?
4) Possono le poste italiane d'ufficio richiedermi le somme e quando ho fatto notare che aveva diritto alle tredicesima mensilita' che non e' stata pagata mi e' stato risposto che prima dovevo immediatamente rimborsare e poi (forse) mi veniva restituita la parte di tredicesima spettante?
5) Possono le poste italiane rifiutarsi di darmi l'elenco movimenti di detti periodi rispondendomi sempre prima paga e poi ti do l'estratto conto?
6) Possono chiedermi le somme entro trenta giorni (visto che loro hanno aspettato tre anni ad accorgersi dell'errore)? Ringraziando per l'attenzione prestatami e per la Vs. preziosa consulenza, rimango in attesa di una Vs. risposta.
Maurizio, da Verbania Intra
Risposta ADUC
Ci pare che alla base ci sia un errore dell'Inps (tra l'altro frequente in situazioni del genere) che ha poi perentoriamente chiesto alle Poste la restituzione. C'e' qualcosa che non ci torna nella procedura, perche' l'Inps avrebbe dovuto chiedere la restituzione agli eredi e non alle Poste, ma non escludiamo la possibilita' di una qualche clausola nello specifico accordo fra Poste e Inps che prevedesse una simile azione. Per cui dovrebbe verificare sulla liceita' del metodo rispetto all'accordo a suo tempo accettato per la transazione dalla signora di cui lei e' erede. Ma faccia una considerazione: questi soldi comunque all'Inps sono dovuti (cosi' come e' dovuta la parte di tredicesima per quando la singora era ancora in vita, ma che costituisce pratica a parte, in quanto il sistema a compensazione non e' ancora conosciuto in certi istituti...), per cui valuti se economicamente le conviene imbastire cio' che intende fare, magari anche riconoscendo l'errore delle Poste (ne dubitiamo... la convenzione...)... il gioco vale la candela?
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