Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 settembre 2005
Mi piacerebbe che le due lettere di seguito girassero per un po' in rete, non per megalomania, ma per condividere questi miei pensieri; sono grato a quanti aiuteranno la diffusione di questi scritti, indirizzati alla direttrice della SAT (abbonamenti TV di Torino). Grazie per l'attenzione.
Umberto
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In riferimento al Vs. "Preavviso di riscossione coattiva anno 2005" sono costretto a piegami alla forza e prepotenza "medioevale" di un Ente Pubblico che prevede che il solo possesso di un elettrodomestico atto peraltro non solo alla ricezione di programmi televisivi, ma alla visione di DVD o VHS, fotografie etc. sia soggetto a tassazione. Ribadendo con ancora piu' fermezza e convinzione quanto scritto nella lettera del gennaio scorso, sottolineo che se fosse stata mia intenzione evadere la suddetta tassa (a suo tempo Canone per la visione dei programmi RAI) non avrei mai deciso di pagare il primo canone RAI, usufruendo gratuitamente, come tanti, dei servizi all'epoca soddisfacenti. Mi riservo, per quanto mi sara' possibile, di rendere pubbliche, tramite i giornali e internet, queste due lettere nella speranza che qualcosa cambi e che qualcun altro prenda simili posizioni. Cordiali saluti.
Lettera datata gennaio 2005. Per anni ho sostenuto che la qualita' delle trasmissioni e del servizio delle tre reti "nazionali" RAI 1 - RAI 2 e RAI 3 erano nettamente superiori a quelli delle TV "commerciali" e che una gestione di questo livello andava appoggiata e sostenuta anche con il pagamento del canone. Purtroppo ora, dopo i cambiamenti di rotta degli ultimi tempi, non posso proprio dire lo stesso. La qualita' delle trasmissioni va consolidandosi verso il basso a gara con le altre emittenti nel proporre e pubblicizzare i lati piu' deteriori della natura umana, nel mostrare ed esaltare la stupidita', l'ignoranza e la mancanza di buon senso e di buon gusto. I notiziari ed i servizi giornalistici sono sempre meno obiettivi e sempre piu' contenitori di fatti morbosi dedicando pochissimo spazio alle notizie positive e costruttive; le notizie poi vengono accuratamente mescolate e presentate in modo da fornire un'interpretazione distorta della realta' (vedi l'insegnamento della pubblicita' occulta). L'allontanamento dalla RAI di validi giornalisti e conduttori "non in linea" con l'attuale dirigenza e linea politica ne e' l'inevitabile e naturale conseguenza. Ma dove e' finito il confronto delle idee, la pluralita' di interpretazioni e la liberta' di espressione? Le poche trasmissioni "intelligenti" e positive sono relegate ad orari impossibili o in fasce orarie dove l'ascolto e' pressoche' inesistente. Le interruzioni pubblicitarie poi sono decuplicate, raggiungendo, se non sorpassando, i livelli delle TV commerciali; non bastando questo, i livelli di volume sonoro della pubblicita' sono nettamente superiori alle normali trasmissioni. Dov'e' finita la televisione che si prefiggeva il compito di educare, di incuriosire, di stimolare la crescita culturale, di divertire si', ma non certo a scapito delle idee e dell'intelligenza? Questa non e' piu' la televisione che fa per me e per la mia famiglia, non ci interessa piu', preferiamo occupare il nostro tempo in altro modo... e' per questi e molti altri motivi correlati che non intendo piu' pagare il canone; vi restituisco il bollettino e spero che molti altri facciano come me. Sono a Vs. disposizione qualora vorrete bloccarci la possibilita' di ricevere il segnale delle emittenti RAI. Sono consapevole che questa mia scelta non influira' in alcun modo sul cambiamento della programmazione, ma sentivo di doverlo fare. Inoltre e' mia speranza di non essere il solo a dimostrarvi la disapprovazione in questo modo e a ricordarvi che il fatto che sia proprio il servizio televisivo pubblico a presentare come positive e degne di emulazione le imbecillita' e la "spazzatura" propinataci, ha un impatto decisamente negativo sulla crescita psicologica, culturale e umana delle nuove generazioni... scusatemi, mi dimenticavo che uno degli strumenti piu' efficaci per consolidare il potere e controllare le masse sta nel mantenerle il piu' possibile nell'ignoranza, tenendole buone e rimbambendole con giochetti e pettegolezzi conditi da qualche natica e tetta a pieno schermo.
Umberto
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In riferimento al Vs. "Preavviso di riscossione coattiva anno 2005" sono costretto a piegami alla forza e prepotenza "medioevale" di un Ente Pubblico che prevede che il solo possesso di un elettrodomestico atto peraltro non solo alla ricezione di programmi televisivi, ma alla visione di DVD o VHS, fotografie etc. sia soggetto a tassazione. Ribadendo con ancora piu' fermezza e convinzione quanto scritto nella lettera del gennaio scorso, sottolineo che se fosse stata mia intenzione evadere la suddetta tassa (a suo tempo Canone per la visione dei programmi RAI) non avrei mai deciso di pagare il primo canone RAI, usufruendo gratuitamente, come tanti, dei servizi all'epoca soddisfacenti. Mi riservo, per quanto mi sara' possibile, di rendere pubbliche, tramite i giornali e internet, queste due lettere nella speranza che qualcosa cambi e che qualcun altro prenda simili posizioni. Cordiali saluti.
Lettera datata gennaio 2005. Per anni ho sostenuto che la qualita' delle trasmissioni e del servizio delle tre reti "nazionali" RAI 1 - RAI 2 e RAI 3 erano nettamente superiori a quelli delle TV "commerciali" e che una gestione di questo livello andava appoggiata e sostenuta anche con il pagamento del canone. Purtroppo ora, dopo i cambiamenti di rotta degli ultimi tempi, non posso proprio dire lo stesso. La qualita' delle trasmissioni va consolidandosi verso il basso a gara con le altre emittenti nel proporre e pubblicizzare i lati piu' deteriori della natura umana, nel mostrare ed esaltare la stupidita', l'ignoranza e la mancanza di buon senso e di buon gusto. I notiziari ed i servizi giornalistici sono sempre meno obiettivi e sempre piu' contenitori di fatti morbosi dedicando pochissimo spazio alle notizie positive e costruttive; le notizie poi vengono accuratamente mescolate e presentate in modo da fornire un'interpretazione distorta della realta' (vedi l'insegnamento della pubblicita' occulta). L'allontanamento dalla RAI di validi giornalisti e conduttori "non in linea" con l'attuale dirigenza e linea politica ne e' l'inevitabile e naturale conseguenza. Ma dove e' finito il confronto delle idee, la pluralita' di interpretazioni e la liberta' di espressione? Le poche trasmissioni "intelligenti" e positive sono relegate ad orari impossibili o in fasce orarie dove l'ascolto e' pressoche' inesistente. Le interruzioni pubblicitarie poi sono decuplicate, raggiungendo, se non sorpassando, i livelli delle TV commerciali; non bastando questo, i livelli di volume sonoro della pubblicita' sono nettamente superiori alle normali trasmissioni. Dov'e' finita la televisione che si prefiggeva il compito di educare, di incuriosire, di stimolare la crescita culturale, di divertire si', ma non certo a scapito delle idee e dell'intelligenza? Questa non e' piu' la televisione che fa per me e per la mia famiglia, non ci interessa piu', preferiamo occupare il nostro tempo in altro modo... e' per questi e molti altri motivi correlati che non intendo piu' pagare il canone; vi restituisco il bollettino e spero che molti altri facciano come me. Sono a Vs. disposizione qualora vorrete bloccarci la possibilita' di ricevere il segnale delle emittenti RAI. Sono consapevole che questa mia scelta non influira' in alcun modo sul cambiamento della programmazione, ma sentivo di doverlo fare. Inoltre e' mia speranza di non essere il solo a dimostrarvi la disapprovazione in questo modo e a ricordarvi che il fatto che sia proprio il servizio televisivo pubblico a presentare come positive e degne di emulazione le imbecillita' e la "spazzatura" propinataci, ha un impatto decisamente negativo sulla crescita psicologica, culturale e umana delle nuove generazioni... scusatemi, mi dimenticavo che uno degli strumenti piu' efficaci per consolidare il potere e controllare le masse sta nel mantenerle il piu' possibile nell'ignoranza, tenendole buone e rimbambendole con giochetti e pettegolezzi conditi da qualche natica e tetta a pieno schermo.
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