Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 novembre 2000
Domanda 29 novembre 2000
In data 13 novembre c. a. ho acquistato da un privato "allo stato di fatto" a Milano un appartamento ristrutturato. L'appartamento, prima della data del rogito, risultava ristrutturato, con impianto idrico/elettrico a norma e funzionante. La proprietaria stessa mi aveva confermato che era tutto in regola e. a prova di questo fatto, mi aveva consegnato copia in originale della "Dichiarazoine di conformita’ dell'impianto alla regola d'arte" per messa in opera di uno scaldabagno a gas, modifica impianto a gas e montaggio aspiratore", rilasciato da un idraulico di Pioltello in data 15/09/1997. Poche settimane prima del rogito pero’ la stessa. a mia insaputa, ha fatto la chiusura dei contatori. Sollecitata perche’ si facesse un subentro, ancora possibile in quel momento, mi ha risposto l'ultimo giorno utile dicendomi che era fuori Milano per lavoro (era un week-end?!? ) e non aveva potuto dare ad AEM tutti i dati che richiesti (in anticipo l'avevo informata sulle informazioni che servivano per modificare la pratica da disdetta a subentro).
A rogito avvenuto scopro che manca il tubo dello scaldabagno; mi ritrovo quindi di colpo con l'impianto a gas non funzionante e NON piu’ certificato. Ma le sorprese non sono ancora finite!
Chiamo AEM per disdire l'appuntamento che avevo anzitempo preso per allacciamento del gas spiegando che mi e’ stato sottratto il tubo e, chiedendo come deve essere posizionato, scopro che, perche’ si possa tenere uno scaldabango nei locali del bagno, e’ necessario che sia uno "scaldabagno TURBO o a tenuta stagna".
Cerco di rintracciare la proprietaria che non risponde ne’ alle telefonate, ne’ ai messaggi telefonici. Nascondendo il mio numero di telefono riesco a rintracciarla. Le chiedo motivo della mancanza del tubo e, ovviamente, svicola dicendomi che lo aveva tolto per sostituirlo.
Rintraccio in idraulico di fiducia il quale, fatto il sopraluogo, mi dice che l'impianto che oggi c'e’ nel mio bagno: non e’ a norma lo scaldabagno e’ un modello del 1980; la certificazione e’ del 1997 il foro in uscita dallo scaldabagno e’ piu’ grande di quello in uscita sulla finestra a fianco dello scaldabagno esiste un attacco (simile a quelli utilizzati per gli scaldabgni a turbo).
Dati i presupposti Lui stesso mi dice che probabilmente e’ stato sostituito, esculdendo he qualcuno abbia potuto certificare un silem impiato. Oltretutto il tubo dello scaldbagno da’ sulla facciata della casa. L'inquilino del piano di sopra ha la finestra che e’ molto vicina alla mia e, con un simile impianto, avrebbe avuto grossi problemi per le esalazioni.
A questo punto Vi chiedo: cosa posso fare?

Risposta ADUC
Riteniamo che si tratti, tutto sommato, di una questione di valore secondario, a fronte dell'acquisto di un appartamento, ma, se da contratto la venditrice si era impegnata per un certo tipo di garanzia, e' tenuta a fornirla. Verifichi se la regolarita' dell'impianto fosse indicata anche nel contratto. Potra' poi inviare una raccomandata A/R, in cui contesta questa irregolarita', chiedendo che nel termine di 15 giorni si provveda a rimborsare -secondo preventivo allegato- le cifre necessarie alla messa a punto dell'impianto secondo la normativa vigente, specificando che, in caso contrario adira' vie legali. Nello specifico si rivolgera' al Giudice di Pace, davanti al quale tentera' in primo luogo una conciliazione.
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