Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 novembre 2000
Domanda 29 novembre 2000
Spett. Aduc,
ho acquistato un telefono Ericsson T28 e dopo solo 2 mesi di vita ha smesso di funzionare.
Dalle molteplici lettere a voi pervenute e da me visionate, e dall'esistenza di una news group su internet (associazione vittime T28) deduco che trattasi di un problema assai diffuso cui la Ericsson non riesce a trovare soluzione. Personalmente l'apparecchio mi e’ stato sostituito entro 5 gg. ma anche quest'altra unita’ ha cessato ogni funzione dopo 40 gg.
Alla mia richiesta circa i motivi tecnici e le possibili soluzioni all'inconveniente indirizzata sia alla Ericsson Italia che al negozio Ericsson Store di Roma che ha provveduto alla sostituzione, non mi veniva fornita alcuna giustificazione o spiegazione plausibile.
Quello che maggiormente mi preoccupa e’ il termine della garanzia che risulta essere valida 1 anno. Come mi devo comportare alla sua naturale scadenza? Ovvero posso ancora pretendere la sostituzione gratuita dell'apparecchio o la sua riparazione oppure le spese sono a mio carico? Dato che trattasi di sostituzione e non di riparazione il periodo do garanzia deve avere decorrenza dal giorno di consegna della nuova unita’ o va riferita alla data dell'acquisto?
L'estensione ed il perdurare di questo inconveniente non e’ certamente imputabile agli sfortunati acquirenti di questo cellulare che a mio personale giudizio sembra connotarsi come fatto non casuale ma dovuto a vizio costruttivo.

Risposta ADUC
La garanzia e' di un anno. Se poi, lo stesso difetto si ripresenta, potra' rivalersi anche dopo (non oltre un anno dalla precedente riparazione). Le consigliamo di risolvere la questione prima della scadenza: se il telefono ha un nuovo difetto, le conviene chiedere una nuova sostituzione od il rimborso al rivenditore, contestando il vizio di produzione e l'inadempienza contrattuale.
Invii una raccomandata A/R, dettando un termine entro cui sostuirlo o rimborsarla, minacciando di adire -in caso contrario- le vie legali (e poi, rivolgendosi in Camera di Commercio od al giudice di pace).
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