Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 settembre 2005
Domanda 17 settembre 2005
Salve. Vi vorrei raccontare la disavventura capitatami sul treno FR1 di Roma. Il 13 settembre sono salito sul treno che dalla stazione Tuscolana porta a Muratella. C'erano un controllore (matricola 2938785) al quale ho mostrato la mia Metrebus Card. Il controllore mi ha chiesto di fargli vedere la ricevuta con la data di scadenza. Io non l'avevo, ma gli ho detto che avrebbe potuto verificare la validita' dell'abbonamento con una qualsiasi strumento come quelli presenti ai tornelli delle metro. Ma lui ha detto che nelle FFSS non funziona come con la metro. Qui l'utente deve essere lui a dimostrare di essere in regola, per cui si deve portare dietro la ricevuta di acquisto dell'abbonamento, per cui ho tre giorni di tempo per presentarmi presso una biglietteria per dimostrare di essere in regola. Il 14 settembre mi sono recato presso la stazione Tiburtina per mostrare la ricevuta che attesta la validita' del mio abbonamento Metrebus. Ho parlato con il Capo Settore Controlleria della Direzione Regionale Lazio (matricola 781101) il quale non aveva ancora copia del verbale che era stata fatta dal controllore piu' di 24 ore prima, per cui ha preteso da me le informazioni su orario, linea, fermata di salita e discesa etc dicendomi che in fondo mi stava aiutando. Dopo aver verificato la ricevuta che attestava la validita' del mio abbonamento metrebus che io ieri avevo con me, mi ha detto che avrei comunque dovuto pagare il biglietto perche' perche' per loro io ieri ero comunque sprovvisto di titolo di viaggio. In compenso mi ha fatto notare che non mi veniva fatta la multa. Ma le sorprese non finiscono qui, dato che mi ha detto che l'importo del biglietto sono 2 euro, quando normalmente nella tratta urbana se ne paga 1. Ho chiesto chiarimento di questo e la risposta del solerte capo controllore e' stata che se avessi fatto il biglietto dal tabaccaio avrei pagato 1 euro, invece le Ferrovie per quella tratta fanno pagare 2 euro. E' il colmo. Non riesco proprio a capire. Prima di tutto mi costringono ad andare a dimostrare che il mio abbonamento e' valido perche' loro non hanno gli strumenti per controllare. Poi mi fanno pagare il biglietto anche se ho dimostrato che il mio abbonamento e' valido, infine devo pagare 2 euro per una tratta dove c'e' una convenzione con Metrebus e il cui costo e' un euro. Mi e vi chiedo: a che serve la Card elettronica se poi chi deve controllare comunque non e' attrezzato per verificarne la validita' e non vede altro che il pezzo di carta di cellulosa? Perche' in questo paese un onesto cittadino e' sempre colpevole finche' non dimostra di essere innocente (tranne i soli noti che sono sempre innocenti, anche quando e' dimostrato che sono colpevoli), mentre nel resto del mondo civile e' vero il contrario? La convenzione delle FFSS con il Metrebus non prevede che gli vengano forniti gli strumenti per verificare la validita' degli abbonamenti? Ancora una volta la beffa e il danno: una enorme e costosa campagna pubblicitaria per la Metrebus Card e poi la consapevolezza che senza lo scontrino di carta le cose comunque non funzionano. Torniamo ai vecchi abbonamenti di carta con nome, cognome e periodo di validita' e smettetela di prenderci in giro. Siamo alla solita sceneggiata italiana in cui si decanta la novita' tecnologica della Metrebus Card elettronica, in cui si esalta l'integrazione fra bus, metro e ferrovie, in cui si riceve ogni anno una lettera piena di pubblicita' dei negozi convenzionati con la card, ma non si vede il regolamento di uso, non c'e' un coordinamento fra le aziende coinvolte e non c'e' l'adeguatezza dei mezzi tecnici per far funzionare il servizio. Ha ragione una mia amica Giapponese che vive a Roma da anni. L'Italia e' l'Africa con i negozi. E chiedo scusa agli amici africani. Saluti.
Valter, da Roma

Risposta ADUC
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