Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 settembre 2005
Salve. Quando mi serve sottoscrivere un contratto per adesione come quelli di banche, assicurazioni, compagnie telefoniche, mi trovo SEMPRE di fronte allo stesso problema: contratti lunghissimi, complicati, cavillosi, con una sfilza di clausole vessatorie. Avendo, solitamente, bisogno di "concludere", e non essendo un avvocato esperto contrattualista, quello che faccio e' firmare a occhi chiusi, apponendo, non a cuor sereno, le classiche due firme e sperando nella buona sorte. E credo che questo comportamento sia molto comune tra i consumatori. D'altra parte non si puo' umanamente pretendere di essere esperti di tutto. Io ci ho provato a rifiutarmi di apporre la seconda firma, ma ho poi dovuto cedere al RICATTO di vedermi negato il servizio. Sembra infatti che per la generalita' delle compagnie, che adducano il motivo che "devono tutelarsi", sia inammissibile avere clienti non disposti a calarsi completamente le braghe e piegarsi a novanta gradi davanti (o meglio, di dietro) a loro. Tant'e' che non serve rivolgersi ad altri, perche' COSI` FAN TUTTE. Ci sono dei modi per "perfezionare" (si dice cosi'?) il contratto senza dover obbligatoriamente firmare le clausole vessatorie? Come fare per convincere gli addetti a concedermi, ammesso che possano, cio' di cui ho bisogno, respingendo le pressioni psicologiche che essi sono stati addestrati a operare? Cosa si fa nelle alte sfere, onde evitare che ci sia una tale disparita' tra consumatore e compagnie? Lancio una proposta, che spero possa essere raccolta da chi ha piu' mezzi di me: abroghiamo il secondo comma dell'articolo 1341 del codice civile: se una clausola e' vessatoria, tale rimanga e non ci sia modo per i colossi di pretendere che il consumatore si faccia ancora piu' piccolo di quanto e' gia' Grazie.
Gianni, da Modena
Gianni, da Modena
Risposta ADUC
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