Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 settembre 2005
Domanda 12 settembre 2005
Spett.le Aduc. La pregherei di dare risalto alla vicenda che ho vissuto lo scorso agosto e gradirei un Suo intervento, o almeno un Suo commento, in merito alle considerazioni finali che indico di seguito. Intenzionato a trascorrere un periodo di vacanza al mare in Abruzzo, ho cercato un campeggio che rispondesse alle mie necessita'. Avendo tre bambine di eta' inferiore agli 8 anni, un requisito fondamentale per la scelta era la presenza di spiaggia sabbiosa ed accesso al mare non pericoloso. Fra le tante proposte valutate tramite internet, ho individuato il Camping Park Pineto Beach di Pineto degli Abruzzo come rispondente, in base alle descrizioni, alle mie esigenze. Prima di prenotare il soggiorno, per evitare spiacevoli sorprese, ho voluto accertarmi che la spiaggia fosse realmente sabbiosa, cosa che mi e' stata confermata telefonicamente da un'operatrice del Camping. Per la prenotazione di una piazzola per caravan e parcheggio auto interno mi e' stato quindi richiesto il versamento tramite vaglia postale di una caparra di 150 Euro (+ 10 Euro di spese di segreteria), cui sarebbe seguita la conferma scritta della prenotazione da parte della Direzione del Campeggio, come da regolamento interno. Non avendo mai ricevuto conferma della mia prenotazione, il giorno prima della partenza ho telefonato al Campeggio, dal quale mi hanno risposto che non era piu' disponibile la piazzola con i requisiti concordati precedentemente ma avrebbero potuto assegnarmene un'altra. Giunto al Campeggio mi e' stata assegnata una piazzola ancora diversa da quanto concordato telefonicamente e sono stato costretto a parcheggiare l'auto in un prato adibito a rimessaggio caravan, non essendo disponibile alcun posto auto interno numerato, regolarmente prenotato. Sceso in spiaggia ho scoperto con amarezza che la "spiaggia sabbiosa" che mi aveva fatto scegliere questo campeggio fra tanti era per la maggior parte costituita da ghiaia e ciottoli, con solo una stretta striscia di sabbia (probabilmente riportata perche' frammista a sassi) a ridosso del campeggio e adibita alle attivita' sportive (pallavolo, ecc)., quindi non utilizzabile da parte dei bambini. La spiaggia del campeggio era inoltre occupata da due dune di ghiaia e ciottoli che rendevano difficoltoso l'accesso alla battigia; la costa rendeva difficoltoso e pericoloso l'ingresso ed il gioco in mare da parte dei bambini, per via dell'acqua alta gia' a 2-3 metri dalla riva. Le foto che allego illustrano la spiaggia del Camping Park Pineto Beach, ben diversa dall'idea comune di "spiaggia sabbiosa" e dalle foto divulgate a scopo di pubblicita' dal Campeggio stesso. Ritenendo che il campeggio non rispondeva alle mie esigenze (in particolare permettere alle mie figlie di giocare sulla spiaggia e di bagnarsi in sicurezza) e soprattutto non offriva quanto pubblicizzato, ho deciso di abbandonare il campeggio, chiedendo di pagare la sola differenza dovuta rispetto a quanto gia' versato con la caparra. La Direzione del Campeggio, oltre a non ammettere che la spiaggia del Campeggio non corrispondesse a quanto pubblicizzato e ad insistere nel dire che si trattava di spiaggia sabbiosa, contrariamente ad ogni evidenza, mi ha chiesto il pagamento di quanto dovuto per i due giorni di soggiorno, trattenendo inoltre interamente la caparra versata. Oltre all'amarezza per la vicenda, che ha rovinato la vacanza della mia famiglia e ci ha costretto a soffrire disagi e sostenere costi e viaggi inutilmente, mi rimangono alcune considerazioni e quesiti cui vorrei trovare una risposta: - Nessuno ci ripaghera' dei disagi sofferti e dei costi sostenuti per la vacanza rovinata.
- Mi chiedo se non ci siano gli estremi per considerarmi truffato da parte della Direzione del Camping Park Pineto Beach, che ha pubblicizzato ingannevolmente la sua struttura e ha preteso di trattenere la caparra anche se il sottoscritto non ha mai ricevuto conferma scritta della prenotazione.
- La Direzione del Camping Park Pineto Beach ammettera' le scorrettezze commesse e mi rendera' la caparra? Segnalo peraltro che la mia non e' l'unica famiglia ad aver lasciato il campeggio trovando una spiaggia diversa da quanto pubblicizzato e quindi non adatta alle esigenze dei bambini piu' piccoli.
- Chi e' adibito alla tutela degli utenti e alla vigilanza di quanto pubblicizzato dalle strutture ricettive? Certamente nessuno ha la possibilita' di visionare preventivamente e personalmente tutti i campeggi per scegliere dove trascorrere due settimane di vacanze estive. Ringraziando per l'attenzione, porgo distinti saluti.
Giulio, da Lecco

Risposta ADUC
Le consigliamo di fare un riepilogo sintetico di quanto ha trovato in modo difforme da come era presentato sui depliant e sulle pagine Internet, e quantizzare in termini economici il rimborso per la differenza, oltre alla questione della caparra senza conferma, e di fare la sua richiesta tramite una raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui Inoltre, sempre in modo sintentico, invii una segnalazione al locale ente del turismo e alla stampa locale con preghiera di pubblicazione.
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