Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 settembre 2005
La Chiesa cattolica, come ogni altra confessione religiosa, ha il diritto di chiedere allo Stato di addivenire ad un'intesa/concordato per il riconoscimento di determinate prerogative. Lo Stato naturalmente non ha alcun obbligo di accettare, pero' quando lo ha liberamente fatto, attraverso la firma di un concordato, le sue previsioni sono legge dello Stato. Per un cattolico (escludiamo percio' i bigotti rimbambiti e i turisti matrimoniali) lo schema contrattuale del matrimonio civile e' addirittura meno di una schifezza, per l'assoluta assenza di taluni principi fondamentali (non certo per la cerimonia in chiesa col prete, che non conta quasi un cavolo) che le ho gia' segnalato e che lei almeno in parte conosce: non si capisce il motivo per cui lo Stato dovrebbe negare - soprattutto dopo avervi gia' dato riconoscimento da circa 3/4 di secolo - che i cattolici possano liberamente e senza disturbare nessuno sposarsi in base alle loro regole e senza, sopratutto, obbligare gli altri i quali continuano a disporre del loro matrimonio civile. Si tratta semplicemente di un caso di doppio binario che il cittadino puo' liberamente utilizzare, allo stesso modo del doppio binario esistente in materia di locazioni ad uso abitativo. In quest'ultimo caso pero' non si e' mai sentito di un cittadino (salvo che sia uno squilibrato) che dopo aver scelto uno dei due contratti di locazione, davanti al giudice pretenda l'applicazione dell'altro non utilizzato. Chissa perche' quando c'e' di mezzo la Chiesa (che in questo caso ha solo chiesto l'introduzione di uno schema di contratto matrimoniale diverso, per cui la religione (*) non c'entra quasi una pipa) troppa gente perde il lume della ragione. (*) Tutti quelli che se ne sbattono completamente della religione intesa come Dio, Messa, Comunione, Confessione, Preghiere e simili hanno pieno titolo giuridico per sposarsi con matrimonio cattolico pienamente valido. L'importante, sostanzialmente, e' che escludano il divorzio (ma la separazione e' ammessa perche' a volte si possono risolvere meglio certi gravi problemi del matrimonio stando distanti fisicamente) dai loro orizzonti e che vogliano avere dei figli (oltre che educarli in modo coerente al sistema). La Chiesa cerca l'Uomo, se poi e' anche religioso tanto meglio ma non e' fondamentale, ma se non e' neppure un Uomo allora il suo matrimonio viene ovviamente annullato perche' non serve a un fico (ne' a lui, ne' al coniuge e men che meno ai figli se ce ne sono). Visto che lei e' tanto amante della laicita' le faccio un'osservazione di carattere storico/politico. Lo stato italiano ha introdotto il matrimonio civile, come unico matrimonio disponibile per i cittadini italiani, nel 1865 senza purtroppo prevedere il divorzio. Fino al 1929 in Italia non esisteva alcuno strumento legale per risolvere in via definitiva la patologia matrimoniale. Con il concordato del 1929 (poi modificato nel 1984) e' stato introdotto a fianco del vecchio matrimonio civile il nuovo matrimonio concordatario e finalmente le famiglie nate senza alcun senso potevano finalmente chiudere per sempre la partita grazie al riconoscimento delle sentenze rotali (questo ovviamente solo per i matrimoni cattolico/concordatari, ma che a quell'epoca in Italia erano almeno il 99%). Se uno Stato contemporaneamente laico quanto stupido e ottuso, ha aspettato fino al 1970 per introdurre giustamente il divorzio nel matrimonio civile (che senza questo istituto era una vera e propria trappola mortale, visto che lo Stato, sostanzialmente e' sprovvisto di cause di nullita' matrimoniale) perche' dare delle colpe alla Chiesa se questa, disponendo di un matrimonio gia' completo di tutti i suoi fisiologici strumenti di chiusura dell'unione, ha sempre cercato di poterlo utilizzare anche di fronte allo Stato? Per quanto riguarda l'impiego dell'8 per mille non so come la Chiesa lo gestisca, ma prima di fare certe affermazioni bisogna essere certi di avere le prove dell'eventuale malversazione.
Roberto, da Modena
Roberto, da Modena
Risposta ADUC
Lei stesso ha sottolineato come lo stato italiano, prima del 1970, abbia concesso ad alcuni cittadini (sposati in chiesa) quello che non era permesso ad altri. Un accordo con una stato straniero (il Vaticano) che permette questo e' ingiusto. In modo meno rilevante, quello che accade in conseguenza della sentenza che ha originato la nostra discussione, conferma la difformita' di trattamento. Per noi e' tutto qui il punto. E la colpa, come abbiamo gia' affermato, non e' solo della chiesa, ma dei rappresentanti di istituzioni statuali che permettono questo stato di cose.
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