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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 settembre 2005
Domanda 5 settembre 2005
Gentilissimi, mi chiamo Eva e scrivo da Campobasso. Vorrei interrogare voi, e magari ricevere una risposta, su un argomento chiamato "Alice" Telecom. Come ben saprete, i call center di tantissime aziende invadono la maggior parte delle mura domestiche italiane, offrendo offerte "imperdibili". Tra cui la Telecom con il modem Rosso Alice. Io, dopo tantissime telefonate che arrivavano impeccabilmente all'ora di pranzo, accettai ad aprile... e mi sono ritrovata con un prodotto insoddisfacente e un linea adsl esistente (secondo le centrali telefoniche Telecom) ma mai usufruita. Inserisco integralmente, anche se un po' lunga, la lettera inviata via fax alla Spett. Ditta Telecom dove spiego quanto accadde. Nella giornata di SABATO 16 APRILE 2005 alle ore 13,30 ho ricevuto la richiesta telefonica da parte della TELECOM per avviare la linea telefonica ADLS domiciliare. Sono stati richiesti tutti gli estremi per verificare la titolarita' del numero telefonico intestato a mio padre Ennio defunto 2 anni fa. Nella telefonata intercorsa l'operatrice dichiarava che l'intero pacchetto mi sarebbe stato recapitato a casa nella giornata di sabato 30 aprile in un orario stabilito tra le h. 08,00 e le 10,00. Da premettere che nella settimana tra il 26 e il 28 aprile, la linea telefonica di casa e' stata interrotta per circa mezzora, e successivamente una telefonata da parte della Telecom rassicurava mia madre (in non ero presente) che il vuoto telefonico era servito per l'attivazione in centrale dopo la mia richiesta. Il pacco contenente il modem e' stato ritirato personalmente nella direzione delle poste sita a S. Giovanni dei Gelsi quella stessa mattina, sabato 30 aprile 2005. Sempre nello stesso giorno, nel primo pomeriggio, ho provato a collegarmi attivandomi scrupolosamente alle istruzioni riportate sul CD allegato; ma il led luminoso indicatore della ADSL non smetteva di lampeggiare. Ho chiamato la prima volta il 187 e si riscontrava un problema di centrale, ovvero l'attivazione della linea risultava accettata il 26 aprile (10 giorni dopo il mio consenso telefonico) e mi si richiedeva di temporeggiare di qualche giorno, ovvero al 4 maggio successivo. Attendo qualche giorno di piu' e sabato 7 maggio riprovo la connessione. Stesso problema, led sempre in lampeggio continuo. Telefono di nuovo al187 e mi richiedo ancora di attendere qualche altro giorno, e contemporaneamente mi rassicuravano che inoltravano la richiesta di "accelerare i tempi" in centrale. Giovedi' 12 maggio riscontro l'ennesimo e identico problema di connessione; chiamo il 187 e l'operatrice mi risponde che in centrale il problema era stato risolto e che probabilmente era solo un problema di ADSL di casa mia. Concludeva la telefonata rassicurandomi che nel giro di 24/48ore un tecnico sarebbe venuto per controllo. Controlla MAI avvenuto e, decisione MIA di cessare la linea ADSL TELECOM con il relativo modem ALICE. Nella mattinata odierna ho riportato personalmente l'intera confezione "ALICE" al punto 187 di Campobasso ubicato in Piazza Prefettura. Ho comunicato telefonicamente al 187 l'avvenuta cessazione. Un operatore mi comunica la procedura da effettuare, e cioe' di dichiarare via FAX la decisione. Inoltre mi conferma che dovro' pagare circa 40 euro per attivazione linea in centrale. Chiedo categoricamente NESSUN ADDEBITO di costi attivazione mai usufruiti sia nel prodotto sia nel servizio. Se quanto dichiarato in questa stesura non sara' preso in giusta causa, faro' seguire nell'immediato una citazione legale. Rimango in attesa di riscontro. Bene. Dopo tutto questo, mi arriva la prima bolletta dove mi invitavano a pagare l'affitto-usofrutto del modem (5.00 euro). Chiamo la Telecom e gentilmente una signora mi risponde di pagare per il momento, e che successivamente la cifra mi sarebbe stata decurtata sulla bolletta successiva. Ma cosi' non e' stato. Anzi, nell'ultima bolletta mi e' stata aggiunta la voce Rata Attivazione Alice Free e Cont. Rosso Alice 2/10 di 41,25 euro. Ritelefono un'ennesima volta al 187, rispiego la situazione e dall'altro capo del telefono mi invitano a non pagare l'intera cifra dettata nella bolletta, ma di detrarre 49,50 euro, di pagare mediante un bollettino generico. Ancora non compilo questo bollettino... incomincio ad avere fortissimi dubbi che la Telecom malgrado l'insoddisfacente servizio mi stacchi la linea telefonica. Ma non e' neanche giusto pagare 41,50 euro per un servizio fantasma. Mi sono informata. Purtroppo ad altre persone e' capitata la stessa, identica situazione. Non e' giusto. Grazie per l'interessamento ed in attesa di gentile riscontro, porgo cordiali saluti.
Eva, da Campobasso

Risposta ADUC
Glielo diciamo nel suo interesse, sia molto, ma molto piu' breve, cosi' il suo interlocutore potra' leggerla e non perdersi nell'immensa e lunga sua storia. Comunque le consigliamo di mettere il succo di questo fax (che non ha alcun valore legale) in una raccomandata A/R, in cui li diffida da addebitarle ulteriori importi in quanto il contratto, come da legge 185/99, non e' mai stato tale, perche' i contratti a distanza si intendono attivi solo quando si comincia ad usufruire del servizio, cosa per lei mai avvenuta. Intimi di accreditarle sulla prossima bolletta quanto indebitamente riportato nelle precedenti e minacci in alternativa le vie legali con beneplacito di spese e danni.
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