Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 settembre 2005
Sono un piccolo commerciante di biancheria per la casa e intima della provincia di Messina. Ho notato che tutti i media attaccano i commercianti per i prezzi alti. Dicono che con l'euro si sono raddoppiati, perche' la televisione impone questo metro di osservazione. Nel mio piccolo compro da diverse grandi aziende del nord ed ho notato che prima dell'euro il mio ricarico era del 100% Iva compresa cioe' al netto a fine stagione si ha un ricavo del 30%. Oggi per poter vendere il ricarico l'ho dovuto portare al 70% Iva compresa. Le fabbriche che prima ci dicevano che dovevano comprare il cotone in dollari, il dollaro era forte per cui i prezzi aumentavano. Il dollaro oggi vale meno della nostra moneta ma i prezzi sono lievitati parecchio all'origine. Ad esempio prima vendevo delle lenzuola di Caleffi da un posto a Lit. 50.000/60.000 tradotte in euro ?25.80/31.00. Oggi non esistono lenzuola di Caleffi meno di ?20.00/26.50 che li compro io. Mi chiedo chi ha controllato le fabbriche se nel trapasso da lira ad euro non hanno approfittato? Un esempio: compravo dalla ditta italiana, importatrice della Trulife irlandese, dei cuscinetti di silicone da inserire nei reggiseni per chi ha poco seno a ?30.00. Con questa ditta per futili motivi abbiamo litigato, dovendo comprare quest'articolo mi metto in internet e contatto una ditta che avevo visto a Parigi alla fiera internazionale dell'intimo chiedendo se avessero i cuscinetti in silicone della Trulife. Alla loro risposta affermativa chiedo il prezzo che con mia grande sorpresa e' di euro 14.80. Le ditte italiane stanno guadagnando troppo e poi si lamentano che non vendono o che i consumi ristagnano. Sempre si e' parlato che il costo del lavoro e' alto ma non si e' mai parlato di quanto guadagna l'industriale e come reinveste le risorse.
Benedetto
Benedetto
Risposta ADUC
I grossisti dell'ortofrutta, durante il passaggio alla moneta unica, hanno fatto cose analoghe a quelle raccontate da lei. A nostro avviso la responsabilita' della "cattiva" nomea dei commercianti e' da attribuire, oltre agli abusi di molti venditore al dettaglio, anche a una errata campagna di informazione delle associazioni di categoria degli stessi. Annunci come questo clicca qui fatto dal Bille' sono controproducenti, perche' percepiti come una presa in giro. I rappresentanti di grossisti e industriuali, al contrario sanno curare meglio i loro interessi. Ne e' esempio l'obbligo di due anni di garanzia imposto ai commercianti, mentre i produttori per legge sono obbligati solo per 6 mesi. clicca qui Pubblichiamo le sue interessanti riflessioni su Cara Aduc.
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