Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 novembre 2000
Domanda 26 novembre 2000
In data 16/11/00 mi reco con mia moglie da un concessionario auto della mia citta' ed incontro nell'autosalone, come dipendente un amico, al quale gli prospetto la mia idea per un'auto nuova o semestrale.
La prima ipotesi la scarto subito perche' non rientra nelle mie possibilita', la seconda e' invece fattibile, vediamo una NISSAN MICRA 1000cc (la vediamo al buio, e' parcheggiata fuori nello spiazzale, e' una semestrale monta anche un climatizzatore, presi dalla parlantina dell'amico e dalla piacevole (momentanea) possibilita', ritorniamo in ufficio e l'amico mi fa firmare la richiesta di finanziamento in piu' le solite fotocopie dei documenti (patente mia e quella di mia moglie) oltre alle solite domande dove lavoro, se la casa e' di mia proprieta' ecc. ecc.
Firmo solo io il documento (finanz.), non do nessun anticipo in denaro e ne do la mia busta paga. Da parte loro (concessionario) non ricevo nessuna ricevuta o copia di quello che io al momento ho firmato.
Il prezzo dell'auto e' di 17.000.milioni (richiesta di finanziamento) ci salutiamo e ci diamo appuntamento per il giorno dopo per definire il contratto.
Ma a questo punto ho un ripensamento, il giorno dopo prima di ritornare all'autosalone, mi reco da un altro concessionario e chiedo il prezzo della stessa auto nuova e con molto rammarico noto che la nuova Micra, a parte la rottamazione della mia auto vecchia (valutazione di 2. milioni) costa 18 milioni meno i 2.milioni di rottam. scendono a 16.milioni (vettura base senza climatizzatore).Vado all'autosalone chiamo l'amico e gli mostro il preventivo dell'auto nuova. Al momento non crede a quello che gli dico ma poi si fa una fotocopia del preventivo e mi congeda dicendomi che si sarebbe fatto sentire dopo qualche giorno ed io in quel momento gli ho prospettato la mia intenzione che non intendevo piu' accuistare quell'auto da lui, e gli chiedevo cosa avrebbe fatto di quei documenti firmati e se li avrebbe strappati in presenza mia in quello stesso momento, la sua risposta fu quella di non preoccuparmi e di stare tranquillo.
Tranquillita' che non ho!!!
Il giorno 18/11/00 mi reco presso un terzo concessionario dove acquisto un'auto nuova che avro' a giorni, e gli prospetto l'accaduto, di sua risposta diceva di stare tranquillo perche' non erano passati i sette giorni per scindere il contratto e che comunque non avendo dato ne anticipo e ne busta paga, non potevano fare nulla.
Comunque mi consigliava di fare una raccomandata dove spiegavo le mie motivazioni di rescissione del contratto, cosa che ho fatto il giorno 20/11/00 lettera, amichevole, fatta dal mio avvocato (ma non firmata da lui).
Il giorno 21 parte la raccomandata e nello stesso giorno mi arriva un telegramma dall'autosalone dove mi si invitava a presentarmi per definire il contratto dell'auto (non mi sono presentato). Il giorno 25/11/00 mi viene recapitata una raccomandata da parte dell'avvocato dell'autosalone dove mi viene fatta richiesta di definire il contratto entro 5 giorni dal recapito della stessa, altrimenti.........
A questo punto cosa devo fare???? Come mi devo comportare????
e quali possibilita' ho di uscire da questa situazione senza gravi DANNI morali e soprattutto MONETARI.. Sono dovuto a pagare qualche cosa??? dato che l'auto ormai l'ho accuistata a costo molto piu' vantaggioso di quello che mi proponevano l e che quella loro non mi interessa piu'..

Risposta ADUC
Abbiamo noi una domanda per lei: l'avvocato che le ha scritto la lettera non le ha detto nulla?
Lei sa -oppure no- che per quanto concerne gli acquisti fuori dai locali commerciali non c'e' diritto di recesso? Al massimo -dipende da cosa e' indicato nel contratto di finanziamento- potrebbe recedere dal finanziamento (dovrebbe averne copia), ma il finanziamento costituisce prova dell'intercorso contratto di acquisto per l'auto. Ne consegue che, anche non essendoci un contratto di acquisto scritto per l'auto, ce n'e' un altro che costituisce la prova tangibile.
A nostro avviso per risolvere il contratto dovra' pagare una penale, salvo diverso accordo (la sua raccomandata A/R, infatti, non fa tra l'altro che confermare che ci sia stato un accordo verbale per l'acquisto).
Tuttavia, tenti una conciliazione in Camera di Commercio.
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