Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 agosto 2005
Ho acquistato da un gioielliere una croce d'oro e rubini del valore di 600 Euro, contestualmente mia sorella acquistava una parure d'oro e smeraldi del valore di euro 1900. Dopo un poco si rompeva un pezzo della parure che, restituita, veniva riparata, successivamente si rompeva di nuovo ed infine se ne rompeva un altro. Il tutto via via veniva riparato. Ad un certo punto si e' rotta anche la mia croce e, a richiesta dell'esercente, il tutto veniva restituito in cambio di un buono d'acquisto di pari valore redatto dalla titolare che, da mesi ha messo in vendita l'esercizio e non ha piu' merce in quanto, a breve, riaprira' altrove a nome del convivente. Ho chiesto allora al convivente, che esercita regolarmente la vendita nel negozio della convivente, di apporre anch'esso una firma, a garanzia dell'acquisto da fare. Lo stesso si e' rifiutato ed ora attesta di non essere piu' disposto a riconoscere il buono d'acquisto nel suo prossimo negozio. Che atti di tutela posso intraprendere?
Maria Cristina, da Pescara
Maria Cristina, da Pescara
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