Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 agosto 2005
Cara Aduc, ti scriviamo per avere un consiglio sul miglior modo di comportarsi nei confronti di un'agenzia di viaggi per ottenere un rimborso. Siamo tre ragazzi di Milano e avevamo intenzione di festeggiare la laurea con un viaggio di 6 settimane: 3 settimane in India e 3 settimane in Iran. Uno di noi e' cittadino iraniano in eta' da fermo militare, e residente in Italia con regolare permesso di soggiorno. Sapevamo che, data la sua posizione, lo stato iraniano gli concede soltanto un ingresso all'anno, con un periodo massimo di permanenza di 3 mesi. Dopo lunghe ricerche presso diverse agenzie di viaggi, abbiamo acquistato presso la Moretti Viaggi di Milano un biglietto Iran Air che ci consentisse di - volare da Milano Malpensa a Bombay (con scalo a Tehran) all'inizio di agosto.
- trascorrere 3 settimane in India.
- tornare da Bombay a Tehran a fine agosto.
- trascorrere 3 settimane in Iran.
- rientrare da Tehran a Milano Malpensa, a meta' settembre.
Avevamo chiesto esplicitamente all'agenzia di informarsi sulla possibilita' di effettuare all'andata lo scalo a Tehran, senza che questo venisse considerato un ingresso in territorio iraniano per il nostro compagno. In pratica, Moretti Viaggi ci ha garantito che tutti e tre avremmo potuto rimanere nella zona di transito dell'aereoporto di Tehran, in attesa del volo per Bombay, senza varcare la frontiera. Arrivati a Tehran, abbiamo consegnato passaporti e biglietti ad un impiegato IranAir, che si occupasse del Check-in e imbarco bagagli sul volo per Bombay, e siamo rimasti ad aspettare nella zona transiti. Di li' a qualche ora, l'impiegato Iran Air e' tornato accompagnato da un ufficiale della polizia di frontiera iraniana, che ha sequestrato il passaporto del nostro compagno iraniano e lo ha costretto a seguirlo sostenendo che i cittadini iraniani non possono rimanere nella zona di transito, che e' riservata ai cittadini stranieri. Dopo qualche ora in stato di fermo presso la polizia di frontiera, il nostro compagno e' stato rilasciato: ma sul suo passaporto era stato apposto il timbro attestante l'ingresso in Iran. Informandoci presso le forze di polizia abbiamo scoperto che da poco e' in vigore in Iran una legge che consente ai ragazzi in eta' da fermo militare, residenti all'estero, di usufruire, successivamente all'unico ingresso annuale, di un diritto di transito su suolo iraniano, di massimo 7 giorni, se in possesso di un biglietto confermato per la ripartenza. Abbiamo provato a considerare la possibilita' di partire per l'India, tornare in Iran dopo tre settimane e rimanerci per meno di 7 giorni, in modo da sfruttare il permesso di transito del nostro compagno. Tuttavia, l'ufficio IranAir presso l'aereoporto di Tehran ci ha prospettato scarsissime possibilita' di trovare posto su un volo Tehran - Milano a meno di 7 giorni dal nostro rientro da Bombay. Come se non bastasse, la polizia di frontiera si e' offerta di "venire incontro" al nostro compagno: hanno apposto sul suo passaporto il timbro relativo al permesso di transito di 7 giorni, sostenendo che al nostro rientro dall'India si sarebbero ricordati del nostro caso, lasciandoci rimanere in Iran per 3 settimane senza conseguenze per il nostro compagno, nonostante ci fosse gia' un timbro di ingresso sul suo passaporto. Con questa prospettiva ci siamo mossi verso Bombay: quando ci siamo imbarcati sul volo Tehran - Bombay, il nostro compagno si e' visto nuovamente vidimare il passaporto: timbro di uscita!
Al nostro arrivo a Bombay, quindi, il nostro amico aveva sul proprio passaporto - un timbro di ingresso.
- un timbro di uscita.
- un timbro relativo al permesso di transito.
Ci siamo rivolti al consolato iraniano a Bombay: l'impiegato allo sportello ci ha vivamente consigliato di non rimettere piede in Iran, perche' a norma di legge il nostro compagno non avrebbe potuto piu' uscire dal paese senza prima avere assolto i propri obblighi di leva militare! (in Iran 2 anni!). Ci siamo allora rivolti telefonicamente all'agenzia Moretti Viaggi di Milano, informandoli dell'accaduto e chiedendo loro di trovare una soluzione. Per gli undici giorni successivi non abbiamo ricevuto altro aiuto se non le parole "richiamate domani, vi faremo sapere" oppure "vi richiameremo noi in albergo tra qualche ora". Naturalmente, non ci hanno mai chiamati e non ci hanno mai dato le informazioni che ci servivano: se fosse possibile trovare un nuovo volo diretto India - Milano per il nostro compagno e se fosse possibile spostare (anticipare) le date dei biglietti aerei per gli altri due viaggiatori. Infatti, in assenza del supporto del ragazzo iraniano, ben difficilmente anche gli altri due avrebbero potuto godere delle loro vacanze in Iran, cosi' come erano state programmate (dovevamo essere ospitati dai parenti del nostro compagno, eccetera). L'unico risultato che abbiamo ottenuto, prima che l'agenzia Moretti chiudesse i battenti per 15 giorni di ferie (in pieno agosto!), e' stata la cancellazione delle prenotazioni dei voli per tutti e tre. Ci siamo ritrovati in India, senza volo di ritorno, e con una ulteriore spada di Damocle sulla testa: il visto per visita turistica in India del ragazzo iraniano dura solo un mese e sarebbe scaduto a fine agosto. Abbiamo quindi dovuto trovare ed acquistare autonomamente 3 biglietti di ritorno India - Milano, presso un'agenzia di viaggi indiana. Cosi' facendo abbiamo speso circa 700 euro a testa, senza neppure essere riusciti a sapere per certo, dall'agenzia di Milano, se avremmo avuto il rimborso (almeno parziale) dei biglietti di ritorno di cui non avevamo usufruito. Vorremmo sapere:.
- come fare ad ottenere il rimborso dei biglietti IranAir che non abbiamo sfruttato.
- se e' possibile e come ottenere un rimborso per le spese sostenute per il nostro rientro anticipato.
- se e' possibile e come ottenere un risarcimento per le vacanze non godute e per lo stress e i disagi che questa situazione ci ha comportato.
Vi ringraziamo di cuore per l'attenzione e speriamo in una pronta risposta da parte vostra.
Cordiali saluti.
Tiziano, da Milano
- trascorrere 3 settimane in India.
- tornare da Bombay a Tehran a fine agosto.
- trascorrere 3 settimane in Iran.
- rientrare da Tehran a Milano Malpensa, a meta' settembre.
Avevamo chiesto esplicitamente all'agenzia di informarsi sulla possibilita' di effettuare all'andata lo scalo a Tehran, senza che questo venisse considerato un ingresso in territorio iraniano per il nostro compagno. In pratica, Moretti Viaggi ci ha garantito che tutti e tre avremmo potuto rimanere nella zona di transito dell'aereoporto di Tehran, in attesa del volo per Bombay, senza varcare la frontiera. Arrivati a Tehran, abbiamo consegnato passaporti e biglietti ad un impiegato IranAir, che si occupasse del Check-in e imbarco bagagli sul volo per Bombay, e siamo rimasti ad aspettare nella zona transiti. Di li' a qualche ora, l'impiegato Iran Air e' tornato accompagnato da un ufficiale della polizia di frontiera iraniana, che ha sequestrato il passaporto del nostro compagno iraniano e lo ha costretto a seguirlo sostenendo che i cittadini iraniani non possono rimanere nella zona di transito, che e' riservata ai cittadini stranieri. Dopo qualche ora in stato di fermo presso la polizia di frontiera, il nostro compagno e' stato rilasciato: ma sul suo passaporto era stato apposto il timbro attestante l'ingresso in Iran. Informandoci presso le forze di polizia abbiamo scoperto che da poco e' in vigore in Iran una legge che consente ai ragazzi in eta' da fermo militare, residenti all'estero, di usufruire, successivamente all'unico ingresso annuale, di un diritto di transito su suolo iraniano, di massimo 7 giorni, se in possesso di un biglietto confermato per la ripartenza. Abbiamo provato a considerare la possibilita' di partire per l'India, tornare in Iran dopo tre settimane e rimanerci per meno di 7 giorni, in modo da sfruttare il permesso di transito del nostro compagno. Tuttavia, l'ufficio IranAir presso l'aereoporto di Tehran ci ha prospettato scarsissime possibilita' di trovare posto su un volo Tehran - Milano a meno di 7 giorni dal nostro rientro da Bombay. Come se non bastasse, la polizia di frontiera si e' offerta di "venire incontro" al nostro compagno: hanno apposto sul suo passaporto il timbro relativo al permesso di transito di 7 giorni, sostenendo che al nostro rientro dall'India si sarebbero ricordati del nostro caso, lasciandoci rimanere in Iran per 3 settimane senza conseguenze per il nostro compagno, nonostante ci fosse gia' un timbro di ingresso sul suo passaporto. Con questa prospettiva ci siamo mossi verso Bombay: quando ci siamo imbarcati sul volo Tehran - Bombay, il nostro compagno si e' visto nuovamente vidimare il passaporto: timbro di uscita!
Al nostro arrivo a Bombay, quindi, il nostro amico aveva sul proprio passaporto - un timbro di ingresso.
- un timbro di uscita.
- un timbro relativo al permesso di transito.
Ci siamo rivolti al consolato iraniano a Bombay: l'impiegato allo sportello ci ha vivamente consigliato di non rimettere piede in Iran, perche' a norma di legge il nostro compagno non avrebbe potuto piu' uscire dal paese senza prima avere assolto i propri obblighi di leva militare! (in Iran 2 anni!). Ci siamo allora rivolti telefonicamente all'agenzia Moretti Viaggi di Milano, informandoli dell'accaduto e chiedendo loro di trovare una soluzione. Per gli undici giorni successivi non abbiamo ricevuto altro aiuto se non le parole "richiamate domani, vi faremo sapere" oppure "vi richiameremo noi in albergo tra qualche ora". Naturalmente, non ci hanno mai chiamati e non ci hanno mai dato le informazioni che ci servivano: se fosse possibile trovare un nuovo volo diretto India - Milano per il nostro compagno e se fosse possibile spostare (anticipare) le date dei biglietti aerei per gli altri due viaggiatori. Infatti, in assenza del supporto del ragazzo iraniano, ben difficilmente anche gli altri due avrebbero potuto godere delle loro vacanze in Iran, cosi' come erano state programmate (dovevamo essere ospitati dai parenti del nostro compagno, eccetera). L'unico risultato che abbiamo ottenuto, prima che l'agenzia Moretti chiudesse i battenti per 15 giorni di ferie (in pieno agosto!), e' stata la cancellazione delle prenotazioni dei voli per tutti e tre. Ci siamo ritrovati in India, senza volo di ritorno, e con una ulteriore spada di Damocle sulla testa: il visto per visita turistica in India del ragazzo iraniano dura solo un mese e sarebbe scaduto a fine agosto. Abbiamo quindi dovuto trovare ed acquistare autonomamente 3 biglietti di ritorno India - Milano, presso un'agenzia di viaggi indiana. Cosi' facendo abbiamo speso circa 700 euro a testa, senza neppure essere riusciti a sapere per certo, dall'agenzia di Milano, se avremmo avuto il rimborso (almeno parziale) dei biglietti di ritorno di cui non avevamo usufruito. Vorremmo sapere:.
- come fare ad ottenere il rimborso dei biglietti IranAir che non abbiamo sfruttato.
- se e' possibile e come ottenere un rimborso per le spese sostenute per il nostro rientro anticipato.
- se e' possibile e come ottenere un risarcimento per le vacanze non godute e per lo stress e i disagi che questa situazione ci ha comportato.
Vi ringraziamo di cuore per l'attenzione e speriamo in una pronta risposta da parte vostra.
Cordiali saluti.
Tiziano, da Milano
Risposta ADUC
Partiamo dalle cose semplici. Il diritto di rimborso (e dell'ammontare dello stesso) dei biglietti Teheran-Milano deriva dal tipo di biglietti specifici. Occorre controllare le condizioni contrattuali. La richiesta e' da effettuare al vettore, eventualmente tramite raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui In merito alla responsabilita' dell'agenzia per le informazioni, rivelatesi imprecise, riguardanti il cittadino iraniano, dubitiamo che possa essere provata. A meno che non risulti per iscritto che questo tipo di consulenza fosse parte del contatto. In quest'ultimo caso, avrebbe le carte in regola per richiedere il risarcimento danni per tutti gli inconvenienti sopportati. Per effettuare la richiesta deve inviare una raccomandata A/R sempre impostata a mo' di messa in mora. Un tentativo comunque lo effettui, ma senza gli elementi probanti di cui sopra, in caso di diniego, si limiti a un mero tentativo di CONCILIAZIONE davanti a un giudice di pace.
Ps. Per fortuna lei scrive in modo molto chiaro, ma per future esigenze la preghiamo di essere piu' sintetico (la sua lettera superava le 6000 battute), consideri che riceviamo un paio di centinaia di lettere al giorno :-).
Ps. Per fortuna lei scrive in modo molto chiaro, ma per future esigenze la preghiamo di essere piu' sintetico (la sua lettera superava le 6000 battute), consideri che riceviamo un paio di centinaia di lettere al giorno :-).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti