Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 agosto 2005
Lettera gia' scritta per altri destinatari, riporto testo integrale. Qualche mese fa e' uscita la legge che obbliga tutti i guidatori di un ciclomotore ad avere un patentino che provasse l'effettiva capacita' fisica e mentale del conducente nel guidare questo mezzo nel traffico. Tutte le persone di eta' superiore ai 14 anni e non ancora in possesso di patente dell'auto dovevano quindi iscriversi a corsi presso scuola guida, imparare il codice della strada, esercitarsi con le schede fac-simile della prova di esame (10 argomenti con 3 domande su ogni argomento, per un totale di 30 domande vero-falso a cui rispondere in 30 minuti) e sostenere l'esame possibilmente prima dell'entrata in vigore dell'obbligo. Per quanto ne so io, in tante scuole sono stati organizzati dei corsi economici o addirittura gratuiti per aiutare i ragazzi ad imparare e sostenere quindi con maggior facilita' questo esame. Mia madre ha piu' di sessant'anni anni, non ha la patente della macchina, utilizza il motorino tutti i giorni da una vita per andare a fare la spesa e recarsi in chiesa. Se percorre 2 chilometri al giorno sono tanti... Ha la sua piena facolta' mentale, fa un po' fatica a camminare in quanto ha problemi alle gambe che comunque non le impediscono di condurre tranquillamente un ciclomotore, se non avesse la possibilita' di guidare il motorino non avrebbe alternative per avere quel minimo di autonomia che le permette di portare avanti una casa e una famiglia. In vita sua non ha mai causato incidenti, semmai ha rischiato di essere investita da qualche pirata della strada in possesso di regolare patente B... Quando e' uscita la legge del patentino in famiglia si era pensato: "mai piu' faranno tornare a scuola e sostenere l'esame alle persone oltre una certa eta'... faranno una variante alla legge per cui si verifica che la persona sia sana fisicamente e mentalmente per poter condurre un piccolo ciclomotore, tutto sommato sono i ragazzini che devono essere istruititi per non fare i bulli sui motorini, per una persona anziana basta che sappia riconoscere qualche segnale e impari a non essere di intralcio alla circolazione... ". In un clima di incertezza, visto che inizialmente nemmeno le scuole guida sapevano se effettivamente gli anziani fossero obbligati o meno, mia madre si e' iscritta ai corsi presso l'unica scuola autorizzata del mio paese (su circa 4 o 5 scuole in totale) dovendo sborsare una prima quota di 200 euro (400 mila delle vecchie lire!!!). Le hanno dato il libretto della teoria e alcune schede di esercitazione e ha iniziato a seguire le lezioni quotidianamente per circa un'ora al giorno. La prima mia sorpresa e' stata quella di rilevare che la teoria e le schede di esame di mia madre fossero pressoche' identiche o comunque di pari difficolta' a quando ho ottenuto io la patente circa 10 anni fa (con non poche difficolta' nonostante fossi poco piu' che un ragazzo e con la mente ancora allenata dalle fatiche della scuola superiore). Per un ragazzo e un adulto l'impresa potrebbe gia' risultare difficile e impegnativa, immaginatevi per una persona di oltre sessant'anni che non studia piu' da una vita e deve memorizzare un numero immenso di principi stradali e di risposte a quesiti che spesso sono addirittura interpretabili! E' stato pesante. Un'ora al giorno di teoria tutti i giorni, lo scontrarsi con concetti difficili quali le precedenze, segnali che, cambiando di un piccolo dettaglio, cambiano totalmente di significato, reazioni del ciclomotore al fondo bagnato o al pneumatico consumato, etc. Forse non si rendono conto i signori governanti che questa richiesta e' ASSURDA per una signora di 66 anni che usa il motorino solo per il tragitto da casa a supermercato e ritorno? Fatto sta che mia madre ha iniziato a soffrire di disturbi di stomaco e di ansia. Mettiamoci nei suoi panni, se non avesse passato quell'assurdo esame... Come avrebbe potuto mantenere quella sua piccola grande liberta' di potersi muovere autonomamente? Arriva il giorno dell'esame. Non so se per colpa della scuola guida o della motorizzazione civile, l'esame e' tenuto presso la sede della motorizzazione, per cui tra spostamento, esame e ritorno va via un pomeriggio intero (di agitazione). L'esame e' passato, solo due errori su un totale di trenta risposte ed un massimo permesso di quattro errori (con cinque sei bocciato). Al rientro alla scuola guida mia madre salda il conto con altre 200 euro (totale: 400 euro, 800 mila lire carissimi amici, quando per i ragazzi e' stato organizzato tutto in modo quasi gratuito, e mia madre prende la pensione minima..).. Secondo me, gia' fin qui potrebbe essere una di quelle storie che ti fanno esclamare: " ma che leggi di m... a che fanno i nostri governanti". Attenzione, la mia non vuole essere una polemica politica, ci fosse stato al governo qualcun'altro mi sarei incazzato lo stesso come lo sono oggi. Ma adesso arriva il bello: una settimana dopo aver ottenuto il patentino con quel dannato esame e SOPRATTUTTO DOPO ESSERE STATA IN AGITAZIONE PER PIU' DI DUE MESI, mia madre riceve la telefonata di una compagna di scuola guida, che come TANTI non era riuscita ancora a passare l'esame, e che l'avvisa di una comunicazione ricevuta quel giorno stesso dalla istruttrice, comunicazione di sospensione dell'attivita' didattica in previsione dell'esame che non deve essere piu' sostenuto per ottenere il patentino. Basta una visita medica di circa un paio di minuti per cui non si DEVONO SBORSARE SICURAMENTE 400 EURO, NON SI DEVONO PERDERE ORE E ORE (VOGLIAMO QUANTIFICARLE? FACCIAMO ANCHE UN CENTINAIO TRA SCUOLA E ESERCITAZIONI A CASA) DI TEORIA E NON SI PERDE IN SALUTE come certamente avranno perso diversi anziani. Non avete letto sui giornali di anziani che sono caduti in DEPRESSIONE per questo motivo? Mia madre non e' arrivata a questo per fortuna, ma mi sento piu' che solidale con chi invece ha dovuto passare anche quel problema. Io ora vorrei permettere a mia madre di essere risarcita almeno dei soldi spesi presso la scuola guida (400 euro) anche se sarebbe opportuno fare causa a qualcuno per le ore perse inutilmente e per il danno in salute. Grazie in anticipo.
Mauro, da Calolziocorte
Mauro, da Calolziocorte
Risposta ADUC
Un tentativo puo' effettuarlo inviando la richiesta di rimborso per i 400 euro e di risarcimento danni (quantifichi lei) al Ministero delle infrastrutture tramite una raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui Senza riscontri deve rivolgersi al giudice di pace della sua citta', ma si limiti a un tentativo di conciliazione. Le possibilita' che le venga riconosciuto l'indennizzo, a dire il vero non sono molte. Sicuramente aumenterebbero se coinvolgesse un legale, ma non avendo la certezza di vincere, potrebbe aumentare i danni.
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