Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 agosto 2005
Buongiorno, vi scrivo per chiedere il Vs. pregiato parere su una vicenda capitatami qualche mese fa. In data 15/11/2004, a seguito di colloquio telefonico in cui, tra l'altro, ho regolarmente segnalato il mio stato di lavoratrice temporanea con un contratto annuale di prova, faccio richiesta alla Jetfin di Milano di un piccolo finanziamento (2.000,00 euro); per poter acquistare un'auto usata. Il prestito sarebbe stato da rimborsare nell'arco di 12 mesi, in modo da far coinciderne la durata con la durata del contratto di lavoro. Preso un appuntamento, mi reco presso gli uffici di P. le Cadorna della suddetta societa' per fornire tutta la documentazione richiestami (ultime 2 buste paga e una bolletta di un'utenza, telefono o luce), firmare il contratto e versare l'importo di euro 120.00 a titolo di loro compenso anticipato che, pero', a detta dell'impiegato, mi sarebbero stati resi in caso di esito negativo. L'impiegato della Jetfin si ripromette di ricontattarmi entro 10/15 gg. al massimo per comunicarmi l'esito, invece dopo circa due mesi di rinvii, di rassicurazioni sul "sicuro esito positivo" ecc. e a fronte di mie innumerevoli telefonate, a meta' gennaio circa mi viene comunicato che non e' possibile erogare il prestito perche', per non meglio precisati "precedenti", servirebbe quantomeno una firma a garanzia. Chiaro che non potevo contestare questa decisione, la mia richiesta poteva essere accettata o meno, a quel punto pero', come da accordi, chiedo la restituzione della cifra ma mi viene risposto che, come risulta anche da contratto, le somme versate non vengono comunque restituite. Dopo varie proteste senza esito, e dato che, a detta loro, la somma era il compenso per la loro "prestazione professionale", pretendo almeno che mi venga inviata regolare ricevuta fiscale di "prestazione professionale", ma a distanza di circa 9 mesi questo non e' ancora avvenuto, cosa che fa aumentare le mie perplessita' sul "modus operandi" di questi signori. A parte le mie mancanze nel firmare un contratto senza leggerne bene il contenuto, comunque prospettare una cosa a voce e poi scriverne un'altra in un contratto non puo' definirsi "truffa"? Come mi devo comportare? Posso far valere i miei diritti in qualche modo, o almeno far si' che altre persone non si trovino nella mia stessa situazione? Di recente poi, anche con l'ausilio del mio direttore di banca, sono riuscita a sapere cosa erano esattamente quei "precedenti" che avevano influito sull'esito della pratica: nell' ottobre 1999 ottenni dalla finanziaria Ducato un prestito di 8.500.000 Lire (pari agli attuali 4.390 Euro) da rimborsare in 24 rate mensili di Lire 410.400 (211.95 Eur); per dei contrattempi che, nostro malgrado, a volte capitano nella vita, ho pagato le ultime due rate in ritardo (a gennaio 2002), e la rata nr. 22, evidentemente per un disguido, non e' stata contabilizzata. Conseguentemente a cio', la suddetta finanziaria, senza prima sollecitare il pagamento della rata secondo loro in sospeso, e senza darmene avvertimento, ha iscritto il mio nominativo negli archivi della societa' C.r.i.f. S.p.A. e in qualche altro istituto simile consultabile dagli Istituti di Credito. Anche qui vi chiedo come comportarmi: posso richiedere la cancellazione e se si', qual e' il modo piu' sicuro perche' questo avvenga? Inoltre, posso chiedere alla Ducato un risarcimento per un'iscrizione avvenuta indebitamente? In attesa di Vs. cortese riscontro. Cordiali saluti.
Roberto, da Cesano Boscone
Roberto, da Cesano Boscone
Risposta ADUC
Se di quanto dettole a voce non ha testimonianza, fa fede il contratto che ha firmato. Per avere la fattura dell'importo versato, la richieda con una raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui Per quanto riguarda l'iscrizione alla banca di cattivi pagatori, trova qui tutte le istruzioni: clicca qui
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