Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 agosto 2005
Vorrei porvi un quesito riguardante una ragazza maggiorenne, che ha il proprio domicilio ed una attivita' lavorativa che la rendono autonoma. I genitori si sono divisi civilmente da circa un anno e la casa (in affitto) e' rimasta per espresso volere della moglie all'ex marito con la maggior parte del mobilio. La figlia gia' viveva fuori casa ed aveva preso residenza in un altro comune dove lavorava, ma aveva lasciato tutti i suoi effetti personali, tra cui mobili, libri, fotografie, ricordi d'infanzia e vestiti nell'appartamento dei genitori. Il padre, nel momento che l'ex moglie ha cambiato residenza, ha immediatamente disdetto l'utenza telefonica domestica, cambiato numero di cellulare e si e' reso irrintracciabile barricandosi in casa e non rispondendo mai a nessuno. Sul luogo di lavoro scappa nascondendosi nei magazzini, fingendo di non vedere le persone, e usando come scudo la sua nuova compagna. Si sono verificati subito dei problemi, perche' al momento della divisione dei beni, come concordato e sottoscritto da entrambi in sede di separazione, si e' rifiutato per piu' di un anno di rispettare gli impegni, nonostante i ripetuti solleciti anche del proprio avvocato. Oltretutto i contatti erano molto difficoltosi, data la sua irrintracciabilita', e avvenivano solo tramite avvocati, perche' solo il suo era a conoscenza del numero di cellulare, a cui comunque quasi sempre non rispondeva. Ci sono stati una serie di appuntamenti disdetti solamente il giorno prima, senza alcuna giustificazione, ne' preavviso, e con la ditta dei traslochi gia' contattata. Nel frattempo il suo legale ha revocato l'incarico rifiutandosi di spendere ancora la propria parola per una persona che ha definito del tutto inaffidabile. Cosi' e' stato perso anche l'unico contatto, e solo l'intervento della Polizia, a cui e' stato presentato un esposto, e' riuscito a sbloccare la situazione, anche se la restituzione e' avvenuta con modalita' assurde ed in modo incompleto, ed e' stata accettata solo per "sfinimento". Alcuni mobili promessi alla figlia non sono stati consegnati, altre cose ha asserito di averle gettate via, anche se questo e' stato smentito dalla ditta dei traslochi. La figlia, comunque, aveva manifestato il desiderio che i suoi effetti personali rimanessero custoditi ancora nella casa del padre, ed il fatto, comunicato dagli avvocati, era stato tacitamente accettato. La ragazza e' sempre stata molto legata al padre, ma questi, dopo la separazione, da subito non l'ha piu' ricevuta in casa, adducendo vari motivi, e la vedeva solo scendendo in strada, poi, ad un certo punto non le ha neanche piu' risposto, e ora fugge se lei lo aspetta sotto casa o l'incontra per strada. Adesso risulta che lui intenda cambiare casa in tempi brevi, ed il rischio e' che butti via o venda gli oggetti personali della figlia. Ecco il quesito: 1. premesso che la ragazza abbia tutto il diritto di avere i propri effetti personali, e di questo vi chiedo conferma, 2. come deve fare la ragazza per riavere i propri effetti personali senza ricorrere ai costosissimi avvocati, che oltretutto, in piu' di un anno non avevano risolto niente? Qual e' l'autorita' competente a cui rivolgersi? Giudice di pace? Polizia, mediante esposto? Altri?
3. E' corretto mandare una raccomandata con ingiunzione di restituzione, dando un termine, e poi scaduto questo rivolgersi alla autorita' competente di cui sopra? Ringraziandovi resto in attesa del vostro parere.
Marco, da Aosta
3. E' corretto mandare una raccomandata con ingiunzione di restituzione, dando un termine, e poi scaduto questo rivolgersi alla autorita' competente di cui sopra? Ringraziandovi resto in attesa del vostro parere.
Marco, da Aosta
Risposta ADUC
Il metodo e' quello individuato da lei e noto come messa in mora, ovviamente adducendo una dimostrazione della presenza in casa dei propri oggetti con il consenso del padre (va bene anche citare una testimonianza): clicca qui Nel caso, dovra' poi rivolgersi ad un giudice di pace.
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