Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 agosto 2005
Cara Aduc, in maggio ho acquistato una moto Suzuki presso un concessionario ufficiale, dopo qualche centinaia di km la moto ha iniziato a manifestare un rumore anomalo dal motore, e dei problemi saltuari alla frizione. L'ho portata dal concessionario, il quale ha riscontrato il problema e trattenuto la moto in riparazione (tre settimane). Vana e' stata la mia richiesta di avere un motore nuovo, e' stato riparato sostituendo cilindri, pistoni e bronzine. Bene, dopo circa 800 km la moto e' tornata a fare lo stesso rumore anomalo di prima, stessa cosa per la frizione; quindi l'ho riportata dal concessionario, il quale sostiene che la moto e' "tecnicamente" a posto in quanto con l'intervento precedente sono state analizzate tutte le parti e risulta essere tutto in ordine. Gli organi sostituiti erano leggermente fuori tolleranza, quindi avevano imputato ad essi la rumorosita' anomala. Dunque non avrebbero fatto altri interventi se non dietro indicazioni della casa madre, nel frattempo la moto puo' essere usata regolarmente. Durante i vari colloqui ho capito che la linea del concessionario e' quella di fare passare i problemi per i quali aveva gia' fatto un intervento molto pesante come normali o entro le "tolleranze tecniche" sostenendo inoltre che anche altre moto come la mia manifestano la stessa rumorosita'. Personalmente ho invece avuto modo di parlare con altri possessori di questo modello, i quali non hanno nessuno dei problemi che affiggono il mio. Inoltre l'ho fatta vedere anche ad un altro concessionario, che ha confermato l'anomalia. Dal mio punto di vista questa moto e' difettosa visto che manifesta diversi inconvenienti, anche se non "bloccanti", inoltre nel caso la dovessi rivendere difficilmente troverei qualcuno disposto ad acquistarla, sicuramente si orienterebbe verso altre non "rumorose". Secondo quanto indicato nel D. L. 2 febbraio 2002, n. 24, dal momento che il rimedio messo in atto non e' stato efficace, tenuto conto dei tempi di riparazione e dei disagi dovuti al mancato utilizzo del mezzo, vorrei richiedere la risoluzione del contratto o in alternativa di cambiare la moto con un altro modello mantenendo pero' inalterato il potere di acquisto. Ho pertanto inviato una lettera di "messa in mora" al venditore, il quale mi ha pero' risposto sostanzialmente ignorando le mie richieste, afferma di essere in attesa di istruzioni da Suzuki, e che una volta giunte potro' portargli la moto in riparazione o eventualmente anche in altri concessionari. Nel frattempo mi rassicura sulla affidabilita' del mezzo. Che cosa posso fare ora? Dovrei intraprendere la via legale, ma credo che i costi non siano sostenibili. Il primo ostacolo e' la perizia tecnica: per essere fatta correttamente dovrebbe essere fatta da un esperto di questa marca. Ho chiesto ad un paio di concessionari, ma si sono rifiutati di farla "non mi metto contro i miei colleghi". Aiuto!
Giuliano, da Carmignano di Brenta
Giuliano, da Carmignano di Brenta
Risposta ADUC
Ci scusi ma non abbiamo capito se la moto l'ha acquista nuova o usata. Nel primo caso il vizio di produzione si da' per tale (tranne dimostrazione contraria del concessionario) perche' si e' manifestato nei primi sei mesi, per cui se la raccomandata che ha fatto era sotto forma di messa in mora, dovrebbe procedere, in assenza di cambio del mezzo o restituzione dei soldi, ad adire le vie legali. Se invece fosse usata, per usufruire della garanzia dovrebbe per l'appunto farsi fare una perizia (l'elenco dei periti lo trova in camera di commercio) che dimostri che si tratti di un vizio di produzione e chiedere sostituzione o resa dei soldi. In entrambi i casi, se la prima raccomandata non avesse avuto le caratteristiche di messa in mora, proceda con una nuova raccomandata, rifacendosi alla prima, che sia come da norma di legge: clicca qui
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