Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 agosto 2005
Buongiorno, Le scrivo da Cosenza per denunciare un fatto grave di cui si e' reso responsabile il mio provider di servizi internet.
Ho avuto per un anno l'abbonamento con la tin. it che mi ha fornito una connessione a banda larga.
Quando ho trovato una offerta piu' conveniente ho chiesto di poter recedere dal mio contratto ma mi e' stato impedito dalla stessa tin. it, che diceva che doveva scadere l'anno di abbonamento per poter cessare il servizio.
In seguito ho parlato con diversi gestori internet che quando hanno appreso cio', mi hanno manifestato le loro perplessita' in merito a questa risposta.
Sembra infatti, almeno a sentire alcuni di loro, che la legge preveda questa possibilita' di recesso anticipato, in certi casi pagando pero' una penale, che corrisponderebbe ai mesi di abbonamento rimanenti per concludere l'anno.
La tin. it non mi ha pero' dato questa possibilita', che io avrei accettato perche' le offerte alternative sul mercato erano all'epoca molto convenienti e le promozioni avevano una durata temporale limitata. Insomma, anche pagando la penale mi conveniva recedere, in termini economici.
Mi rassegno cosi' ad aspettare la scadenza naturale del contratto che avviene il 31 Luglio 2005, informandomi pero', prima di fare la disdetta, sui tempi di liberazione della mia linea (liberazione indispensabile per poter inserire un altro gestore) da parte della stessa tin. it, la quale mi conferma che i tempi tecnici corrispondono ad una settimana circa. Faccio allora la disdetta, tutto regolare nei termini previsti.
Nel momento in cui sto scrivendo questa lettera sono gia' passati undici giorni dalla scadenza del mio contratto, ed ho appena appreso che la liberazione della mia linea non dipende solo dalla tin. it, ma anche dalla telecom, poiche' essa e' la proprietaria delle linee e delle centraline, e che quindi ha l'esclusivo diritto di accesso ad esse. Apprendo inoltre che i tempi di intervento della telecom variano anch'essi da una settimana-dieci giorni dalla richiesta di liberazione della linea da parte del vecchio gestore, nel mio caso appunto tin. it.
Richiesta che, ad undici giorni dalla scadenza del contratto, non e' ancora stata fatta.
Inoltre si aggiunga che e' sempre la telecom che deve intervenire per attivare un altro provider sulla mia linea una volta liberata, e cio' non avviene contestualmente alla liberazione, ma in due momenti differenti: cioe', una volta liberata la linea, il vecchio gestore dovrebbe (e sottolineo dovrebbe) avvertire il suo ex cliente, cioe' me, che la liberazione e' stata fatta.
Il cliente, sempre io, dovrei a questo punto avvertire il nuovo gestore che la mia linea e' finalmente libera, il mio nuovo gestore puo' allora avvertire telecom che dovrebbe provvedere ad inserire il mio nuovo provider sul mio numero e riavvertire il nuovo gestore di avviare la connessione.
Se ci facciamo due conti, con queste premesse, se tutto va bene passera' un mese, un mese e mezzo prima di avere la mia nuova linea.
Tutto cio' mi sembra semplicemente pazzesco. Ovviamente il tutto e' complicato dal fatto che essendo la telecom il monopolista delle linee bisogna passare da loro per qualsiasi cosa. Aggiungiamoci che agosto e' un periodo di ferie, che quindi c'e' carenza di personale, ed i tempi si allungano.
Mi sembra opportuno informarvi che la telecom sta ora acquistando proprio la tin. it, proprio per rafforzare il proprio monopolio nel settore delle comunicazioni.
Ma a parte gli ovvi discorsi sulla inefficienza e sui costi elevati che si creano quando si opera in regime di monopolio, e dal momento che questo sistema abbiamo e purtroppo ce lo dobbiamo tenere, credo che comunque la responsabilita' sia di coloro che non si rendono conto che con questi tempi di attesa si creano disagi enormi agli utenti. Se solo si volesse, questi tempi potrebbero essere accorciati e di molto. Ma chi mai vorra' considerare i bisogni dei consumatori?
Oltretutto bisogna considerare che un disservizio di queste proporzioni comporta enormi disagi e soprattutto danni economici per coloro che, come me, con internet ci lavorano e ci studiano.
Per me, infatti, una connessione e' indispensabile, essendo di professione informatico e sviluppatore di siti web, tra le altre cose.
Il fatto e' che se io fossi un cliente che richiede un abbonamento, si sarebbero fatti in quattro per attivarmelo al piu' presto, come infatti e' successo quando ho aderito all'offerta di tin. it, un anno fa.
Solo che ora ho il grandissimo torto di aver disdetto l'abbonamento con loro, ed adesso me la vogliono far pagare cosi'.
Non sono l'unico utente incappato in questi disservizi.
Forse questi signori pensano che la gente usa internet per giocare ai videogames, non pensano che ci sono professionisti seri che ci lavorano e non possono permettersi periodi di disservizio.
Vorrei inoltre denunciare l'assoluta incompetenza della maggior parte degli operatori dei call center di qualsivoglia gestore.
Ognuno ha la propria versione dei fatti, le loro risposte non coincidono mai, e spesso sono contraddittorie.
Per non parlare della maleducazione con la quale trattano i clienti (si permettono di chiuderti il telefono in faccia quando fai una lamentela).
Inoltre non si riesce mai a parlare con chi di dovere, cioe' con i livelli superiori, i veri responsabili dei guasti.
Sembra proprio che i call center siano stati inventati apposta per costituire una barriera tra l'utente e i responsabili dell'azienda.
Vi prego di tenere conto di questa lettera, e se possibile fare una indagine sui disservizi di questo settore.
Troverete sicuramente migliaia di testimonianze come le mie.
Portate queste questioni a livello nazionale, in televisione, che se ne parli, che i responsabili paghino, perche' per i consumatori ci sia rispetto e considerazione, una buona volta.
Grazie.
Renato da Cosenza
Ho avuto per un anno l'abbonamento con la tin. it che mi ha fornito una connessione a banda larga.
Quando ho trovato una offerta piu' conveniente ho chiesto di poter recedere dal mio contratto ma mi e' stato impedito dalla stessa tin. it, che diceva che doveva scadere l'anno di abbonamento per poter cessare il servizio.
In seguito ho parlato con diversi gestori internet che quando hanno appreso cio', mi hanno manifestato le loro perplessita' in merito a questa risposta.
Sembra infatti, almeno a sentire alcuni di loro, che la legge preveda questa possibilita' di recesso anticipato, in certi casi pagando pero' una penale, che corrisponderebbe ai mesi di abbonamento rimanenti per concludere l'anno.
La tin. it non mi ha pero' dato questa possibilita', che io avrei accettato perche' le offerte alternative sul mercato erano all'epoca molto convenienti e le promozioni avevano una durata temporale limitata. Insomma, anche pagando la penale mi conveniva recedere, in termini economici.
Mi rassegno cosi' ad aspettare la scadenza naturale del contratto che avviene il 31 Luglio 2005, informandomi pero', prima di fare la disdetta, sui tempi di liberazione della mia linea (liberazione indispensabile per poter inserire un altro gestore) da parte della stessa tin. it, la quale mi conferma che i tempi tecnici corrispondono ad una settimana circa. Faccio allora la disdetta, tutto regolare nei termini previsti.
Nel momento in cui sto scrivendo questa lettera sono gia' passati undici giorni dalla scadenza del mio contratto, ed ho appena appreso che la liberazione della mia linea non dipende solo dalla tin. it, ma anche dalla telecom, poiche' essa e' la proprietaria delle linee e delle centraline, e che quindi ha l'esclusivo diritto di accesso ad esse. Apprendo inoltre che i tempi di intervento della telecom variano anch'essi da una settimana-dieci giorni dalla richiesta di liberazione della linea da parte del vecchio gestore, nel mio caso appunto tin. it.
Richiesta che, ad undici giorni dalla scadenza del contratto, non e' ancora stata fatta.
Inoltre si aggiunga che e' sempre la telecom che deve intervenire per attivare un altro provider sulla mia linea una volta liberata, e cio' non avviene contestualmente alla liberazione, ma in due momenti differenti: cioe', una volta liberata la linea, il vecchio gestore dovrebbe (e sottolineo dovrebbe) avvertire il suo ex cliente, cioe' me, che la liberazione e' stata fatta.
Il cliente, sempre io, dovrei a questo punto avvertire il nuovo gestore che la mia linea e' finalmente libera, il mio nuovo gestore puo' allora avvertire telecom che dovrebbe provvedere ad inserire il mio nuovo provider sul mio numero e riavvertire il nuovo gestore di avviare la connessione.
Se ci facciamo due conti, con queste premesse, se tutto va bene passera' un mese, un mese e mezzo prima di avere la mia nuova linea.
Tutto cio' mi sembra semplicemente pazzesco. Ovviamente il tutto e' complicato dal fatto che essendo la telecom il monopolista delle linee bisogna passare da loro per qualsiasi cosa. Aggiungiamoci che agosto e' un periodo di ferie, che quindi c'e' carenza di personale, ed i tempi si allungano.
Mi sembra opportuno informarvi che la telecom sta ora acquistando proprio la tin. it, proprio per rafforzare il proprio monopolio nel settore delle comunicazioni.
Ma a parte gli ovvi discorsi sulla inefficienza e sui costi elevati che si creano quando si opera in regime di monopolio, e dal momento che questo sistema abbiamo e purtroppo ce lo dobbiamo tenere, credo che comunque la responsabilita' sia di coloro che non si rendono conto che con questi tempi di attesa si creano disagi enormi agli utenti. Se solo si volesse, questi tempi potrebbero essere accorciati e di molto. Ma chi mai vorra' considerare i bisogni dei consumatori?
Oltretutto bisogna considerare che un disservizio di queste proporzioni comporta enormi disagi e soprattutto danni economici per coloro che, come me, con internet ci lavorano e ci studiano.
Per me, infatti, una connessione e' indispensabile, essendo di professione informatico e sviluppatore di siti web, tra le altre cose.
Il fatto e' che se io fossi un cliente che richiede un abbonamento, si sarebbero fatti in quattro per attivarmelo al piu' presto, come infatti e' successo quando ho aderito all'offerta di tin. it, un anno fa.
Solo che ora ho il grandissimo torto di aver disdetto l'abbonamento con loro, ed adesso me la vogliono far pagare cosi'.
Non sono l'unico utente incappato in questi disservizi.
Forse questi signori pensano che la gente usa internet per giocare ai videogames, non pensano che ci sono professionisti seri che ci lavorano e non possono permettersi periodi di disservizio.
Vorrei inoltre denunciare l'assoluta incompetenza della maggior parte degli operatori dei call center di qualsivoglia gestore.
Ognuno ha la propria versione dei fatti, le loro risposte non coincidono mai, e spesso sono contraddittorie.
Per non parlare della maleducazione con la quale trattano i clienti (si permettono di chiuderti il telefono in faccia quando fai una lamentela).
Inoltre non si riesce mai a parlare con chi di dovere, cioe' con i livelli superiori, i veri responsabili dei guasti.
Sembra proprio che i call center siano stati inventati apposta per costituire una barriera tra l'utente e i responsabili dell'azienda.
Vi prego di tenere conto di questa lettera, e se possibile fare una indagine sui disservizi di questo settore.
Troverete sicuramente migliaia di testimonianze come le mie.
Portate queste questioni a livello nazionale, in televisione, che se ne parli, che i responsabili paghino, perche' per i consumatori ci sia rispetto e considerazione, una buona volta.
Grazie.
Renato da Cosenza
Risposta ADUC
Pubblichiamo la sua testimonianza su Cara Aduc, purtroppo non e' il solo a dover subire questa situazione. Nel merito della questione: tenga presente che gli altri operatori hanno medesime politiche in fatto di recesso anticipato, fanno le anime belle prima di averla come cliente. Purtroppo, e' questo il dramma, nei fatti hanno un approccio analogo a Telecom. Quest'ultima e' sempre stata proprietaria di Tin.it, probabilmente ora ritiene conveniente accorpare in un unico soggetto giuridico l'adsl, ma la sostanza non mutera'. Lei intimi a Tin.it che le lascino libera la linea tramite una raccomandata A/R, richiedendo anche un risarcimento danni:
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Segnali l'accaduto, limitandosi ai ritardi nella liberazione della linea, all'Agcom:
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