Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 agosto 2005
Nel periodo 1/10/2001-30/9/2002 ho affittato un appartamento sito in Roma con contratto 4+4 regolarmente registrato. Allo stesso modo e' stata regolarmente registrata la risoluzione del contratto (richiesta dal conduttore). Entro i 30 gg. previsti e' stato restituito al conduttore il deposito cauzionale, decurtato consensualmente di 244 € per le spese di registrazione della rescissione e per alcune bollette di competenza del conduttore appena arrivate e non ancora pagate.
Ora, nel dicembre 2004, e' arrivata una bolletta AceaElectrabel di ben 1.700 € circa. L' entita' di tale importo e' dovuta al fatto che in essa viene effettuato un conguaglio basato su lettura effettiva fatta nell' ottobre 2004. Il periodo sottoposto a conguaglio comprende anche quello in cui l'appartamento e' stato affittato al conduttore di cui sopra. L' importo di sua competenza (calcolato sia sulla base di letture effettive da noi effettuate a suo tempo, che ipotizzando un consumo uniforme nel periodo sottoposto a conguaglio) e' di circa 510 €. Ho comunicato la cosa al conduttore di quel periodo, chiedendogli il pagamento di quanto di sua competenza. Quest'ultimo pero' si e' prima rifiutato accampando varie motivazioni facilmente confutabili, ed ora, di fronte al perentorio invito a pagare entro 15 giorni, altrimenti avrei provveduto a promuovere un' azione legale, afferma che poiche' il contratto e' stato rescisso ed il deposito cauzionale restituito nulla sia piu' da lui dovuto. Mi pare una motivazione di comodo e puerile.
Io viceversa ritengo infatti che le spese di cui si viene a conoscenza dopo la restituzione del deposito ma di competenza del conduttore (per natura e periodo) sono comunque ad esso ascrivibili e questo anche perche' il deposito stesso va restituito entro 30 gg. dalla rescissione, tempo questo non sufficiente per una documentata definizione di tutte le spese. Inoltre ritengo che gli eventuali calcoli (non fatti nel mio caso) che si fanno in genere basandosi su letture dei contatori ma in assenza di fattura (futura) dell' ente erogante l' utenza, definiscano le spese in modo "presunto" e queste ultime vadano poi sempre conguagliate con la fattura effettiva.
Sono quindi deciso, anche per l' atteggiamento altezzoso ed arrogante del conduttore, a ricorrere alle vie legali. Voi cosa mi consigliate al riguardo.
Vorrei anche conoscere quali sono gli articoli di legge che regolano la materia e, se possibile, quali siano state le eventuali sentenze al riguardo.
Grazie.
Giuseppe, da Roma
Ora, nel dicembre 2004, e' arrivata una bolletta AceaElectrabel di ben 1.700 € circa. L' entita' di tale importo e' dovuta al fatto che in essa viene effettuato un conguaglio basato su lettura effettiva fatta nell' ottobre 2004. Il periodo sottoposto a conguaglio comprende anche quello in cui l'appartamento e' stato affittato al conduttore di cui sopra. L' importo di sua competenza (calcolato sia sulla base di letture effettive da noi effettuate a suo tempo, che ipotizzando un consumo uniforme nel periodo sottoposto a conguaglio) e' di circa 510 €. Ho comunicato la cosa al conduttore di quel periodo, chiedendogli il pagamento di quanto di sua competenza. Quest'ultimo pero' si e' prima rifiutato accampando varie motivazioni facilmente confutabili, ed ora, di fronte al perentorio invito a pagare entro 15 giorni, altrimenti avrei provveduto a promuovere un' azione legale, afferma che poiche' il contratto e' stato rescisso ed il deposito cauzionale restituito nulla sia piu' da lui dovuto. Mi pare una motivazione di comodo e puerile.
Io viceversa ritengo infatti che le spese di cui si viene a conoscenza dopo la restituzione del deposito ma di competenza del conduttore (per natura e periodo) sono comunque ad esso ascrivibili e questo anche perche' il deposito stesso va restituito entro 30 gg. dalla rescissione, tempo questo non sufficiente per una documentata definizione di tutte le spese. Inoltre ritengo che gli eventuali calcoli (non fatti nel mio caso) che si fanno in genere basandosi su letture dei contatori ma in assenza di fattura (futura) dell' ente erogante l' utenza, definiscano le spese in modo "presunto" e queste ultime vadano poi sempre conguagliate con la fattura effettiva.
Sono quindi deciso, anche per l' atteggiamento altezzoso ed arrogante del conduttore, a ricorrere alle vie legali. Voi cosa mi consigliate al riguardo.
Vorrei anche conoscere quali sono gli articoli di legge che regolano la materia e, se possibile, quali siano state le eventuali sentenze al riguardo.
Grazie.
Giuseppe, da Roma
Risposta ADUC
Verifichi se sulla registrazione della risoluzione non ci siano frasi del tipo "null'altro e' dovuto", inoltre il fatto che le bollette fossero intestate a lei e non avesse fatto una voltura per quel periodo, la responsabilizza per la gestione del contratto con il fornitore, e lei non era stato da questi delegato per rivendere l'energia, ma di sua iniziativa ha fatto pagare al suo inquilino cio' che lei riteneva fosse il consumo... e quindi il suo rapporto si chiudeva li'. Con questi dubbi provi a fare la richiesta al suo ex-inquilino con una raccomandata A/R di messa in mora:
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Gli articoli di legge sono quelli del codice civile relativi ai contratti. Di precedenti giurisprudenziali non ne siamo al corrente.
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