Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 agosto 2005
Domanda 4 agosto 2005
Cara ADUC, Due settimane fa abbiamo inviato un assegno di conto corrente ad un nostro fornitore di roma, l'importo era di 6,106,00, quest'oggi il fornitore ci chiamava per dirci che ancora non era arrivato il suddetto assegno, dopo un controllo con il nostro istituto di credito, con triste rammarico abbiamo appreso che l'assegno era stato versato per l'incasso in un ufficio postale di Modena, e purtroppo modificato anche nell'importo per ben 46.106,00, ovviamente abbiamo immediatamente proceduto a presentare immediata denuncia alle autorita', ma al momento come voi ben saprete lascio intendere il nostro pensiero, Abbiamo chiesto al direttore del nostro istituto in questi casi chi tutela "Noi" e di chi sono le eventuali responsabilita' o se le banche sono assicurate o quant'altro, le uniche risposte da noi avute sono solo che l'assegno e' stato contraffatto a regola d'arte ma che comunque loro non ci possono fare niente.
Quindi io dico solo una cosa, Sicuramente l'ufficio postale ha aperto un conto corrente ad una persona con documenti FALSI, ha accettato un assegno fuori piazza ed emesso da una azienda turistica (in quanto i nostri assegni sono personalizzati), la mia banca seppure l'assegno e' stato contraffatto in modo molto preciso, non Ha notato che vi erano delle inusualita' ossia come ripetere la dicitura "non trasferibile" nel campo dedicato al nome del beneficiario, ed il fatto che raramente abbiamo importi di questa levatura ad incasso in uffici postali, altrettanto noi credo di poter asserire che rarissimamente se non mai datiamo gli assegni se non la sola apposizione dell'anno, mentre qui vi era anche la data, ultimo e' che i caratteri contraffatti si nota che sono stati stampati con macchina da scrivere mentre noi utilizziamo in azienda solamente i computer, in ultimo vi e' stato anche apposto il nastro protettivo che per noi e' inusuale.
Ma ap arte questo mio sfogo, Ha ragione la mia banca nel dirmi che loro non hanno minimamente delle responsabilita', cosi' come l'ufficio postale, oppure anche se una contraffazione seppure quasi perfetta, rimane pur sempre una loro negligenza in quanto io ritengo che debbano essere loro a tutelarsi per questi casi e non io che pago per avere questi loro servizi?
Se loro avessero torto, come posso fare valere le mie ragioni in tempi relativamente accettabili?
Dovrete comprendere che questo danno purtroppo nella nostra piccola azienda pone a rischio sicuramente investimenti e posti di lavoro.
Grazie per quello che potrete aiutarmi a capire.
Marcello, da Portoferraio/Livorno

Risposta ADUC
Ci sono diverse questioni che non tornano nella vicenda, oltre alle contraffazioni fatte male, come da lei descritte: coinvolgono la banca che deve pagare ma soprattutto l'ufficio postale che ha accettato l'assegno. Stiamo parlando di 46 mila euro non di assegnucci che, chiunque andando alle Poste, si vedrebbe rifiutare l'incasso se non dopo un'attenta verifica.
Abbiamo l'impressione che sotto questa vicenda ci possa esserci una sorta di organizzazione criminale che potrebbe aver anche delle ramificazioni nelle Poste (dove hanno preso questo assegno se non aprendo la sua -presumibile- raccomandata?).
Comunque, ha bisogno di un avvocato, che la segua e faccia le dovute richieste alle Poste di Modena, oltre alle diffide alla sua banca di procedere al pagamento, chiedendo magari un intervento al magistrato che, in attesa dei primi chiarimenti, inibisca qualunque sottrazione di questo importo dal suo conto.
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