Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 agosto 2005
Gentile Associazione, cerchero' brevemente di esporre il mio problema. Sono stata in affitto (in nero) per due anni presso la madre di un amico, insieme ad un'altra inquilina. Lasciando la casa (io, l'altra inquilina rimase) nell'agosto scorso, chiesi alla proprietaria di poter lasciare li' il mio armadio perche' momentaneamente non ne avevo bisogno (andando a vivere in un altro appartamento gia' arredato, sempre in affitto), e lei acconsenti' aggiungendo che avrebbe fatto comodo alla ragazza che ancora vi abitava e alla possibile futura nuova inquilina. Dal mio punto di vista, era scontato che fosse un accordo amichevole che faceva comodo in quel momento a me quanto alla proprietaria dell'appartamento. Da gennaio, nella casa e' andata ad abitare la figlia della proprietaria, cosa che io ho saputo solo il giorno 12 luglio 2005, allorche' telefonai alla proprietaria della casa per sapere se potevo andare a riprendermi l'armadio visto che ora ne avrei bisogno. La signora rispondeva che non c'era problema ma solo di lasciare alla figlia qualche settimana per svuotare l'armadio e comprarne uno in sostituzione. Richieste che ritenni piu' che comprensibili e accettai. Richiamando oggi, 2 agosto, per accordarmi su quando poter andare a prendere l'armadio, scopro che la figlia ha effettuato dei lavori a suo dire necessari per il restauro dell'armadio e non vuole restituirmelo se non dietro risarcimento per tali lavori effettuati e per un anno di "deposito" presso di loro. Premetto che fino a quando l'ho utilizzato io, l'armadio era perfettamente utilizzabile e non aveva bisogno di alcun restauro, e che oltretutto, essendo un armadio di poco valore commerciale, la richiesta di 350 euro per i lavori sostenuti mi sembra alquanto esagerata, oltre al fatto che ritengo che, se devo pagare il deposito dell'armadio, lei ne debba pagare l'utilizzo e l'affitto no? Sbaglio?
Come mi consigliate di comportarmi?
Grazie dell'aiuto che vorrete fornirmi.
Marialuisa, da Roma
Come mi consigliate di comportarmi?
Grazie dell'aiuto che vorrete fornirmi.
Marialuisa, da Roma
Risposta ADUC
Prima di tutto provi a chiedere la mediazione della mamma/proprietaria, perche' non puo' dare per scontato che si rimangi la propria parola, e pacatamente faccia presente che la situazione e' un po' imbarazzante, in quanto lei non era stata avvisata di queste modifiche cosi' costose e della richiesta del pagamento di un qualche importo per il "deposito".
Nel caso negativo, dovrebbe cercare di procurarsi una testimonianza a suo favore (la sua amica che vive ancora li' forse e' difficile, perche' dovrebbe mettersi contro la proprietaria, per cui sarebbe meglio un qualche soggetto esterno), e facendo presente di averla, dovra' inviare a questa figlia una raccomandata A/R in cui ricorda i termini della questione e chiede di consentirle di riprendersi il suo armadio entro 15 giorni, altrimenti sara' costretta ad adire le vie legali. Veda un po' la reazione e decida di conseguenza.
Nel caso negativo, dovrebbe cercare di procurarsi una testimonianza a suo favore (la sua amica che vive ancora li' forse e' difficile, perche' dovrebbe mettersi contro la proprietaria, per cui sarebbe meglio un qualche soggetto esterno), e facendo presente di averla, dovra' inviare a questa figlia una raccomandata A/R in cui ricorda i termini della questione e chiede di consentirle di riprendersi il suo armadio entro 15 giorni, altrimenti sara' costretta ad adire le vie legali. Veda un po' la reazione e decida di conseguenza.
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