Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 agosto 2005
Una settimana fa siamo tornati da una vacanza con il tour operator "Il Turchese", abbiamo mandato (2 volte) la seguente mail e non ci hanno dato risposta. Ci aspettavamo almeno un "ci dispiace? ". A questo punto ci chiediamo "si puo' ipotizzare una richiesta di rimborso? ". Grazie, a seguire il testo della mail da cui si capisce cosa ci e' successo.
Gentili signori, con la mia famiglia composta di 4 persone siamo tornati ieri da Sharm El Sheikh.
Vogliamo innanzitutto segnalarvi l'assoluta incompetenza e superficialita' dell'assistente locale del Turchese all'hotel Marriot, la signora Barbara.
Al di la' di tutti i problemi che evidentemente si sono creati con gli attentati terroristici - frangente nel quale gli assistenti locali non sono stati assolutamente in grado di tranquillizzare ne' di dare indicazioni, preoccupati caso mai di minimizzare l'accaduto, (cosa in evidente contrasto con la televisione che tutti potevamo guardare dalle camere) - dobbiamo segnalare che l'organizzazione stessa del turchese e' largamente insufficiente a garantire un minimo di sicurezza.
Tutte le escursioni ci sono state presentate come semplici e alla portata di chiunque, anche se non sa nuotare. Questo evidentemente per "attirare" clienti, ma la realta' e' diversa. Noi abbiamo partecipato all'escursione al parco di Ras Mohammed, eravamo due pulmini con due accompagnatori di cui solo uno parlava italiano ed entrava in acqua con noi, un giovane di nome Mohammed.
Dopo varie soste ci siamo fermati per il pranzo e l'ultima tappa di snorkelling sulla spiaggia di Iolanda Bay. Ci e' stato servito il pranzo da beduini, poi mentre via via gli altri gruppi presenti sulla spiaggia entravano in acqua, noi continuavamo ad aspettare. A mie ripetute domande e' stato risposto che dovevamo aspettare che prima partissero tutti gli altri gruppi. Fatto sta che siamo usciti in mare alle 15, quando tutti gli altri stavano rientrando. La barriera corallina su questa spiaggia presenta un solo punto dove si puo' uscire in mare aperto (e rientrare). La guida ci ha portati lungo il reef per una ventina di minuti, poi ha cominciato a dire di rientrare. A quel punto si era alzato il mare e la corrente era molto forte; abbiamo provato per un'ora e mezzo a fare le poche centinaia di metri per tornare all'entrata per la spiaggia, ma il mare continuava a ricacciarci indietro. Alla fine eravamo esausti, anche chi aveva il giubbotto e non sapevamo proprio piu' che fare. Nel frattempo la guida era sparita, abbiamo ipotizzato, come era in realta', che rimasto indietro con alcune persone piu' in difficolta'. Per fortuna dopo due ore che eravamo in acqua abbiamo incontrato dei sub di Milano che ci hanno dato un po' di respiro facendoci appoggiare sui loro giubbotti gonfiabili e poi tirandoci a bordo della loro barca d'appoggio. Mohammed era gia' salito su un'altra barca, come abbiamo saputo dopo. I sub ci hanno rifocillato, medicato ed infine accompagnato il piu' vicino possibile all'entrata nella barriera, poi sono scesi in acqua con noi e ci hanno aiutato a passare sulla spiaggia. L'altra guida e gli autisti del turchese stavano preoccupati a guardare di cima a delle rocce, ma evidentemente non potevano fare nulla. Ad esserci trovati in questa situazione eravamo un gruppo di una ventina di persone. Rientrati in albergo con un paio d'ore di ritardo sul previsto, non solo non c'era nessuno ad accoglierci, ma Barbara, quando piu' tardi si e' presentata al solito orario "di ricevimento", non sapeva neppure cosa era successo. Per quanto ci riguarda piu' da vicino devo senz'altro dire meno male che avevamo lasciato a riva il bambino piu' piccolo (10 anni), portando solo la piu' grande (14), altrimenti sono sicura che sarebbe stata davvero una tragedia. Mia figlia si e' tagliata un ginocchio, ma tutto sommato, a parte la paura (che purtroppo rimane non si sa mai quanto a lungo) e' stata una di quelle che se l'e' cavata meglio. Io ne ho ricavato uno strappo ai muscoli delle gambe, ed ho quindi dovuto rinunciare anche alla gita sul Sinai, che era una delle cose che piu' mi interessavano. Mio marito ha sofferto molto il freddo e rientrato in albergo ha dovuto chiamare il medico dell'hotel che gli ha iniettato un antidolorifico, gli ha diagnosticato un'otite, prescritto antibiotici ed altri medicinali e proibito di entrare in acqua. Cosi', oltre ai 70 euro della visita, per mio marito le bellezze del Mar Rosso sono finite dopo due giorni di vacanza. Peraltro ieri appena arrivato si e' recato dal nostro medico che ha prescritto un'altra settimana di antibiotici. In tutta questa vicenda la signora Barbara si e' giusto premurata di cercarci il medico e assicurarsi che fosse venuto; non solo non si e' piu' neanche informata i giorni seguenti di come stava, ma continuava a dire che era stato un malaugurato caso, che e' strano che ci fosse corrente e che non era mai successo.
Tutti coloro con cui ho parlato a Sharm, che conoscono bene la zona e il loro mestiere, mi hanno detto che non si fa un'uscita del genere senza una barca d'appoggio in mare; e la risposta non puo' essere "non era mai successo", perche' quando si tratta di sicurezza basta la prima volta. Mi sembra che la signora Barbara e tutti voi dovete solo ringraziare che non e' andata peggio, come poteva succedere; certo che se questo e' il livello di garanzie di sicurezza e l'improvvisazione di coloro a cui dovrei affidare la mia vita (o anche solo il mio divertimento) sono piu' che sicura che non scegliero' mai piu' di viaggiare con il turchese e soprattutto di fare escursioni con voi e questo sara' anche il consiglio che daro' a tutti gli amici che stanno per andare in vacanza.
Sabrina, da Viareggio (Lu)
Gentili signori, con la mia famiglia composta di 4 persone siamo tornati ieri da Sharm El Sheikh.
Vogliamo innanzitutto segnalarvi l'assoluta incompetenza e superficialita' dell'assistente locale del Turchese all'hotel Marriot, la signora Barbara.
Al di la' di tutti i problemi che evidentemente si sono creati con gli attentati terroristici - frangente nel quale gli assistenti locali non sono stati assolutamente in grado di tranquillizzare ne' di dare indicazioni, preoccupati caso mai di minimizzare l'accaduto, (cosa in evidente contrasto con la televisione che tutti potevamo guardare dalle camere) - dobbiamo segnalare che l'organizzazione stessa del turchese e' largamente insufficiente a garantire un minimo di sicurezza.
Tutte le escursioni ci sono state presentate come semplici e alla portata di chiunque, anche se non sa nuotare. Questo evidentemente per "attirare" clienti, ma la realta' e' diversa. Noi abbiamo partecipato all'escursione al parco di Ras Mohammed, eravamo due pulmini con due accompagnatori di cui solo uno parlava italiano ed entrava in acqua con noi, un giovane di nome Mohammed.
Dopo varie soste ci siamo fermati per il pranzo e l'ultima tappa di snorkelling sulla spiaggia di Iolanda Bay. Ci e' stato servito il pranzo da beduini, poi mentre via via gli altri gruppi presenti sulla spiaggia entravano in acqua, noi continuavamo ad aspettare. A mie ripetute domande e' stato risposto che dovevamo aspettare che prima partissero tutti gli altri gruppi. Fatto sta che siamo usciti in mare alle 15, quando tutti gli altri stavano rientrando. La barriera corallina su questa spiaggia presenta un solo punto dove si puo' uscire in mare aperto (e rientrare). La guida ci ha portati lungo il reef per una ventina di minuti, poi ha cominciato a dire di rientrare. A quel punto si era alzato il mare e la corrente era molto forte; abbiamo provato per un'ora e mezzo a fare le poche centinaia di metri per tornare all'entrata per la spiaggia, ma il mare continuava a ricacciarci indietro. Alla fine eravamo esausti, anche chi aveva il giubbotto e non sapevamo proprio piu' che fare. Nel frattempo la guida era sparita, abbiamo ipotizzato, come era in realta', che rimasto indietro con alcune persone piu' in difficolta'. Per fortuna dopo due ore che eravamo in acqua abbiamo incontrato dei sub di Milano che ci hanno dato un po' di respiro facendoci appoggiare sui loro giubbotti gonfiabili e poi tirandoci a bordo della loro barca d'appoggio. Mohammed era gia' salito su un'altra barca, come abbiamo saputo dopo. I sub ci hanno rifocillato, medicato ed infine accompagnato il piu' vicino possibile all'entrata nella barriera, poi sono scesi in acqua con noi e ci hanno aiutato a passare sulla spiaggia. L'altra guida e gli autisti del turchese stavano preoccupati a guardare di cima a delle rocce, ma evidentemente non potevano fare nulla. Ad esserci trovati in questa situazione eravamo un gruppo di una ventina di persone. Rientrati in albergo con un paio d'ore di ritardo sul previsto, non solo non c'era nessuno ad accoglierci, ma Barbara, quando piu' tardi si e' presentata al solito orario "di ricevimento", non sapeva neppure cosa era successo. Per quanto ci riguarda piu' da vicino devo senz'altro dire meno male che avevamo lasciato a riva il bambino piu' piccolo (10 anni), portando solo la piu' grande (14), altrimenti sono sicura che sarebbe stata davvero una tragedia. Mia figlia si e' tagliata un ginocchio, ma tutto sommato, a parte la paura (che purtroppo rimane non si sa mai quanto a lungo) e' stata una di quelle che se l'e' cavata meglio. Io ne ho ricavato uno strappo ai muscoli delle gambe, ed ho quindi dovuto rinunciare anche alla gita sul Sinai, che era una delle cose che piu' mi interessavano. Mio marito ha sofferto molto il freddo e rientrato in albergo ha dovuto chiamare il medico dell'hotel che gli ha iniettato un antidolorifico, gli ha diagnosticato un'otite, prescritto antibiotici ed altri medicinali e proibito di entrare in acqua. Cosi', oltre ai 70 euro della visita, per mio marito le bellezze del Mar Rosso sono finite dopo due giorni di vacanza. Peraltro ieri appena arrivato si e' recato dal nostro medico che ha prescritto un'altra settimana di antibiotici. In tutta questa vicenda la signora Barbara si e' giusto premurata di cercarci il medico e assicurarsi che fosse venuto; non solo non si e' piu' neanche informata i giorni seguenti di come stava, ma continuava a dire che era stato un malaugurato caso, che e' strano che ci fosse corrente e che non era mai successo.
Tutti coloro con cui ho parlato a Sharm, che conoscono bene la zona e il loro mestiere, mi hanno detto che non si fa un'uscita del genere senza una barca d'appoggio in mare; e la risposta non puo' essere "non era mai successo", perche' quando si tratta di sicurezza basta la prima volta. Mi sembra che la signora Barbara e tutti voi dovete solo ringraziare che non e' andata peggio, come poteva succedere; certo che se questo e' il livello di garanzie di sicurezza e l'improvvisazione di coloro a cui dovrei affidare la mia vita (o anche solo il mio divertimento) sono piu' che sicura che non scegliero' mai piu' di viaggiare con il turchese e soprattutto di fare escursioni con voi e questo sara' anche il consiglio che daro' a tutti gli amici che stanno per andare in vacanza.
Sabrina, da Viareggio (Lu)
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