Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 agosto 2005
Ho comprato, in giugno, tre schede Wind aderendo all'offerta (mi pare fosse noi wind) che prometteva la possibilita' di effettuare telefonate fra le tre utenze al solo costo di 5 euro al mese, per sempre. Tralasciando il fatto che non risultava affatto chiaro che tale possibilita' era consentita all'interno di un tetto massimo di 300 minuti di conversazione e 300 sms mensili, e che i 5 euro di carica con cui le schede venivano fornite venivano immediatamente addebitati al momento della prima telefonata (il canone mensile di 5 euro e' anticipato..). Costringendo ad una immediata ricarica, pena perdere tutti i diritti della promozione, ho scoperto qualche giorno fa, non senza sorpresa, che il tetto di 300 minuti di conversazione mensile mi viene ridotto "d'imperio" da Wind a 200, a partire dal 1 agosto. Ovviamente ho tentato di avere spiegazioni da Wind, ma riuscire a parlare con il call center e' impresa titanica, e quando finalmente si riesce l'operatore dichiara che queste politiche commerciali non sono di competenza del call center, e che non saprebbe indicarmi a chi rivolgermi. A mio avviso l'operazione ha molto di truffaldino e Wind conta sul fatto che nessun utente intentera' individualmente una onerosa causa legale per le misere sommette in ballo (misere per il singolo utente, milionarie per Wind..). Cosa mi consigliate di fare? Si puo' provare, una volta per tutte, ad intentare una causa collettiva agli operatori, onde prevenire e contrastare i loro continui abusi? Grazie.
Maurizio, da Roma
Maurizio, da Roma
Risposta ADUC
In Italia le cause collettive non sono consentite dal nostro ordinamento, per cui ognuno, volendo, deve fare da se'. Sullo specifico, la modifica dei tempi Wind la puo' fare in quanto previsto nel contratto. Ci rendiamo conto che la questione lascia la bocca un po' amara, ma e' la tragica realta' dell'attuale sistema di telecomunicazioni in vigore nel nostro Paese. Abbiamo anche segnalato la questione all'Autorita' per le Comunicazioni, ma stiamo ancora aspettando.
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