Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 luglio 2005
Vorrei segnalarVi un caso che mi ha davvero indignata, per favore fatemi sapere cosa ne pensate. Ringraziandovi anticipatamente Vi porgo distinti saluti. Vi scrivo per segnalarVi una situazione che, a mio modesto parere, e' stata davvero incresciosa. Ho proposto ricorso al Prefetto avverso un verbale di contestazione per violazione dell'art. 142 co. 8 del C.d.S.: il mio assistito procedeva a 63 km/h tenuto conto della tolleranza come per legge in un tratto di strada privo di case e dove non c'era nessun segnale di limite in 50 Km/h. Ho citato una copiosissima giurisprudenza della Suprema Corte per evidenziare che, quando manca il segnale e le condizioni della strada non permettono di ritenere che ci si trovi in un centro urbano il verbale dove si contesta il superamento dei 50 Km/h deve essere annullato; ho citato una copiosissima giurisprudenza e normativa anche relativamente all'obbligo di collocare all'inizio ed alla fine dei centri abitati i relativi segnali ed anche in riferimento all'obbligo di indicare a verbale i motivi precisi e concreti della omessa contestazione immediata (nel caso di specie c'era scritto solo contestazione immediata non effettuata giusto decreto prefettizio n. della (ossia la classica forma di stile che la Cassazione ritiene valido motivo di annullamento del verbale). Ho fatto presente che il comando dei vigili urbani si e' sempre rifiutato di farmi avere il fotogramma relativo all'infrazione contestata. Tutto cio', eppure il prefetto ha respinto il ricorso, senza neppure motivare. Ho presentato ricorso al giudice di pace di Cefalu' (non e' per distrazione che uso le lettere minuscole) facendo presente oltre a quanto gia' rilevato innanzi al prefetto anche che l'ordinanza prefettizia era viziata da omessa motivazione e dunque annullabile ex art. 3 legge sul procedimento amministrativo. Ho citato la legge 689/81 che impone al giudice di pace di accogliere l'opposizione quanto l'amministrazione convenuta (cui spetta in questo caso l'onere della prova per legge) non dimostra in modo inequivocabile l’ esistenza dei presupposti per la contestazione dell'infrazione. Ho anche prodotto fotografie attestanti l'assenza del segnale di prescrizione e l’ assenza di case tutt'intorno. Ho fatto presente che dai documenti relativi alla fase amministrativa che controparte ha prodotto alla stessa prima udienza (senza rispettare il termine dei 10 giorni prima previsto dalla legge ma tanto la legge si applica a senso unico!!!) emergeva chiaramente come spesso si faceva riferimento al ricorso presentato da un altro signore (non il mio cliente) e quindi come era chiaro che c'erano degli errori materiali. Tutto cio' ho fatto presente eppure il giudice ha rigettato l'opposizione dicendomi che se non mi piace posso fare ricorso in cassazione, dopo che io ho visto coi miei occhi che il giudice (dott. Cannizzaro) e' stato chiuso nella sua stanza per oltre un quarto d'ora con il comandante del comando dei vigili urbani di Pollina (quelli che hanno elevato il verbale al mio cliente)... io ho saputo che si trattava del comandante solo dopo che era entrato e si era chiuso dentro, l'ho saputo parlando con gli altri che aspettavamo dietro alla porta. Mi pare assurdo. Non riesco a crederci. Vivo in Sicilia e sono ancora un praticante avvocato abilitata per le cause della ex pretura e quindi e' chiaro che sono impossibilitata ad arrivare fino a Roma per presentare il ricorso in cassazione, anche se mi pare che nel caso di specie c'e' e' una palese falsa applicazione della legge. Se lo ritenete opportuno posso mandarVi per e-mail il ricorso che ho presentato per farVi rendere conto dell'inconcepibile ingiustizia che devo sopportare solo perche' la legge riconosce ad un giudice di pace (quindi uno che non ha fatto neanche il concorso in magistratura) un potere palesemente eccessivo, soprattutto tenuto conto della circostanza che per queste cause non e' previsto l'appello al Tribunale (cio' mi sembra incostituzionale, visto che non scegliamo noi di ricorrere al procedimento ex legge 689/81 ma e' obbligatorio). Per non parlare del fatto che io risiedo in Falcone (Messina) ed il processo e' stato fatto a Cefalu', quindi ho eletto domicilio presso la cancelleria del giudice di pace di Cefalu' ed il cancelliere si rifiuta di mandarmi per fax la copia della sentenza in modo che io possa leggere le motivazioni del rigetto. Per favore fatemi sapere cosa ne pensaTe perche' io mi sento davvero indignata ed ho voglia di gridare al mondo l'ingiustizia che ho dovuto subire, quanto meno per non subire in silenzio come invece l'attuale sistema vorrebbe che facessi. Scusate se ho scritto di getto e quindi non sono stata chiara, ma se il caso Vi interessa vorrei mandarVi tutta la documentazione relativa. Spero di cuore che mi rispondereTe al piu' presto e nell'attesa porgo distinti saluti.
Antonella
Antonella
Risposta ADUC
Purtroppo come ha detto la strada e' la Cassazione. Per verificare la fattibilita' e l'opportunita' di procedere le consigliamo di contattare il cassazionista, avvocato Massimo De Bonis, viale Mazzini 88, 00195 Roma tel.0637517934.
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