Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 luglio 2005
Domanda 19 luglio 2005
Cara Aduc, ho avuto un incidente e mi sono trovato a vedermi annullato un Cid, con l'auto ferma un mese dal carrozziere, perche' l'altra non era assicurata pur avendo dichiarato e sottoscritto di esserlo. Ho dovuto pagarmi la riparazione (1200 euro). Ho tentato di convincere l'altro a pagare direttamente la mia riparazione senza esito. Ho fatto una denuncia dei fatti presso la stazione dei carabinieri del mio paese. Nel frattempo l'altra persona ha fatto richiesta dei suoi danni alla mia assicurazione che l'ha liquidata (200 euro) e senza avvertirmi in alcun modo viene a richiedermi la mia quota di franchigia (140 euro) cosi' come previsto dal mio contratto di assicurazione. Alla mia richiesta di chiarimenti presso l'ispettorato sinistri della mia compagnia mi si risponde che questa e' la procedura regolare che una compagnia seria deve applicare e mi si specifica che l'ammontare del risarcimento e' stato calcolato come concorso di colpa cosi' come risultava dal CID (che in questo caso e' stato considerato validissimo) da me sottoscritto al momento del sinistro perche' "Questa e' la legge e noi agiamo legalmente" e "lei e' stato sfortunato". Da quanto ne so il Fondo Nazionale di Garanzia per le Vittime della strada (se mi ritenesse degno di copertura) mi coprirebbe per 700 euro soltanto e noto a margine che la signora alla quale dovrei chiedere risarcimento risulta nullatenente e con entrate personali saltuarie e insufficienti. Vi chiedo:
1) ha sbagliato qualcuno? Chi?
2) c'e' una via che possa evitare che per avere giustizia debba ricavarne vantaggi pecuniari soltanto l'avvocato che dovra' farsi digitare le tre lettere di richiesta danni da una segretaria (anzi, no, la signorina dovra' solo inserire dati di richiedente e destinatario da una gia' utilizzata in altra pratica che avra' nella memoria del PC)?
3) ricorrono secondo voi gli estremi per invocare la "falsita' in scrittura privata" (art. 485 c. p). della mia controparte e l'"uso di atto falso" (art. 489 c. p). della stessa, nonche' della mia compagnia che ha liquidato una quota di danno sulla base di un documento precedentemente e in altro contesto ritenuto come non valido?
4) si puo' intentare un procedimento eventualmente anche per gli aspetti penali del punto 3 presso il giudice di pace per iniziativa del privato cittadino senza ricorso all'assistenza legale e soprattutto senza dover sostenere eccessivi oneri di natura finanziaria per cui realisticamente "il gioco valga la candela"? Ed eventualmente come posso fare? Mi scuso per avervi occupato eccessivamente spazio e tempo e vi ringrazio calorosamente di avermi dato per lo meno l'occasione di usare la scrittura a scopo terapeutico e liberatorio. Avendo riacquisito il personale autocontrollo e il giusto grado di rassegnazione e masochismo necessario per sopravvivere in questo nostro meraviglioso e surreale paese dove puo' liberamente prosperare, circolare senza assicurazione e realizzare la propria personalita' chi non paga e non rispetta le leggi.
W l'Italia, Repubblica fondata sul lavoro. altrui.
Simone, da Castel del Piano

Risposta ADUC
A nostro avviso la sua assicurazione non doveva procedere al rimborso, proprio perche' basaato su un documento in cui si dichiarava il falso. Comunque da quanto scrive, ci sembra che lei sia bene informato e siamo abbastanza d'accordo con lei. Per cui potrebbe procedere con le sue richieste ad entrambe le parti (assicurazione e signora dell'incidente) attraverso una messa in mora: clicca qui. Il problema da lei individuato pero' rimane, cioe' la signora nullatenente. A cui aggiungere l'eventuale uso di un avvocato. Faccia una valutazione dalle risposte (anche se non le arrivano) che avra' dalle due messe in mora.
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