Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 luglio 2005
Salve, scrivo per chiedere una informazione. Abito, come locataria, in un alloggio delle ferrovie dello stato, in un edificio che da molti anni ha i suoi uffici e la biglietteria chiusi anche se il tratto ferroviario e' funzionante. Tale edificio e' un bene tutelato dalla sovrintendenza (credo ai beni culturali ma non sono certa) pertanto mi e' sempre stato detto che non e' possibile fare modifiche alla sua struttura esterna. Da qualche settimana negli uffici sottostanti il mio alloggio sono in corso dei lavori con i quali sono stati separati gli uffici lato ferrovia da quelli lato strada costruendo un muro frammezzo. Quelli lato ferrovia verranno gestiti dall'ente ferrovia per un servizio di vigilanza solo di mattina, per uniformarsi a quanto accade in tutte le altre stazioni dismesse. Quelli lato strada invece sono stati concessi al comune. Il punto della questione e' che l'unico ingresso esistente per accedere a questi secondi uffici e' lo stesso ingresso usato da me per accedere al mio alloggio. Esiste cioe' un portone esterno, di cui solo gli inquilini (due famiglie, tutte persone anziane!) hanno la chiave, attraverso il quale si entra in quella che un tempo era una sala d'attesa con la biglietteria, sulla destra c'e' il mio portoncino e sulla sinistra quello per accedere agli uffici in questione. In primo luogo, il mio portoncino pero' non ha la solidita' per diventare un portone esterno nel caso il portone principale venga lasciato aperto. In secondo luogo, anche se questo restasse chiuso vorrebbe dire che sarebbe affidata la chiave anche a persone estranee. In entrambi i casi sono preoccupata perche' questo e' un paese del napoletano gia' turbolento di suo e non vorrei venirmi a trovare in situazioni spiacevoli. Ho fatto richiesta telefonica, e mi accingo a farla scritta, alle ferrovie per ottenere almeno un portoncino piu' solido. Ma sono perplessa perche' ho gia' fatto da piu' di un anno richiesta per la sostituzione delle imposte corrose dalle intemperie e ad oggi non ho avuto risposta! Ma il motivo principale per cui vi scrivo e' per sapere se c'e' un modo per opposri a che venga usato lo stesso ingresso e se fosse possibile aprire un ingresso alternativo, dal momento che c'e' gia una finestra nell'ufficio in questione, che potrebbe facilmente essere trasformata in porta senza stravolgere la struttura dell'edificio. Quello che chiedo e' se esiste una normativa che tuteli, anche se sono locataria e non proprietaria, una situazione di questo tipo e se e' applicabile alla fattispecie di un bene tutelato. Se cioe' ho, in questa fattispecie, la possibilita' di far valere dei diritti e quali siano tali diritti. E che tipo di iniziative posso intraprendere, ovviamente non mi riferisco ad azioni legali, le eviterei. Se posso sottoporre alla sovrintendenza la vicenda o al comune, perche' le ferrovie se ne sono gia' lavate le mani. Oppure se la richiesta di un portone piu' solido e' l'unica cosa che sono in diritto di chiedere. Insomma vi sarei grata se poteste darmi dei consigli su cio' che posso fare e su cio' che e' piu' appropriato fare nel mio caso. Nell'attesa di una vostra certa risposta, saluto cordialmente chiedendo scusa se la mia lettera e' un po' lunga.
Cristina, da Gragnano
Cristina, da Gragnano
Risposta ADUC
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