Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 luglio 2005
Salve. Probabilmente sono un ennesimo cliente che prova ad esercitare la garanzia su di un bene acquistato a distanza da Eprice, senza avere soddisfazione alcuna. Brevemente, ho appena acquistato un bene da eprice, l'ho ritirato presso un loro punto di smistamento (pick & pay) dove ho anche saldato il dovuto. Appena provato, il bene e' risultato difettoso. Ho scritto l'e-mail prevista (l'ho mandata anche entro i 7 giorni) ma mi son visto rispondere che:
- devo inviare il bene a mie spese.
- il bene viaggia a mio rischio.
- loro valutano se il bene e' difettoso.
- se non lo fosse, mi applicano una penale.
- se il bene non e' corredato da tutti gli accessori mi applicano una penale dell'80% del valore.
La restituzione sara' fatta a mio carico solo se preventivamente saldata. Francamente, se avessi conosciuto tutte queste particolarita', avrei desistito inizialmente dall'acquisto. Non capisco poi perche' debba inviare via posta il bene quando l'ho ritirato presso un loro punto. Il tutto, tra l'altro, mi sembra in contrasto con quanto previsto sia in tema di garanzia, sia in tema di acquisto a distanza. Mandare ora un oggetto del valore di c. a 400 euro senza sapere cosa mi succedera' mi mette nella difficolta' di esercitare i miei diritti. Se avessi comperato il bene in un qualsiasi negozio fisico, avrei riportato il bene e me l'avrebbero sostituito, anche presso quei negozi che si nascondono dietro i famosi 7 giorni per dare loro la garanzia. Sto valutando seriamente la possibilita' di ricorrere al giudice di pace o quanto meno a "Mi manda Rai3". Grazie per l'attenzione.
Paolo, da Pomezia
- devo inviare il bene a mie spese.
- il bene viaggia a mio rischio.
- loro valutano se il bene e' difettoso.
- se non lo fosse, mi applicano una penale.
- se il bene non e' corredato da tutti gli accessori mi applicano una penale dell'80% del valore.
La restituzione sara' fatta a mio carico solo se preventivamente saldata. Francamente, se avessi conosciuto tutte queste particolarita', avrei desistito inizialmente dall'acquisto. Non capisco poi perche' debba inviare via posta il bene quando l'ho ritirato presso un loro punto. Il tutto, tra l'altro, mi sembra in contrasto con quanto previsto sia in tema di garanzia, sia in tema di acquisto a distanza. Mandare ora un oggetto del valore di c. a 400 euro senza sapere cosa mi succedera' mi mette nella difficolta' di esercitare i miei diritti. Se avessi comperato il bene in un qualsiasi negozio fisico, avrei riportato il bene e me l'avrebbero sostituito, anche presso quei negozi che si nascondono dietro i famosi 7 giorni per dare loro la garanzia. Sto valutando seriamente la possibilita' di ricorrere al giudice di pace o quanto meno a "Mi manda Rai3". Grazie per l'attenzione.
Paolo, da Pomezia
Risposta ADUC
La legge di riferimento per i vizi di produzione e' la 24/02: clicca qui E non prevede alcune delle norme che ci ha elencato, ma solo che lei deve consegnare a sue spese l'oggetto dove lo ha comprato e li', se non contestano con una perizia che si tratti di un vizio di produzione, glielo devono riparare e rispedirglielo sempre a sue spese (crediamo non possa pretendere di portarlo in quella sede di smistamento dove lo ha preso, perche' la sede loro e' quella che fa testo). Per il resto si tratta di norme illegali, che potrebbero andare bene in una garanzia del produttore ma non del venditore. Le consigliamo di inviare l'oggetto con la richiesta di riparazione, facendo presente quanto sopra e diffidandoli dall'applicare norme non previste dalla legge.
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