Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 luglio 2005
Vorrei avere cortesemente dei chiarimenti in merito ad un incresciosa questione che si e' aperta a seguito della fornitura e spedizione di "schede di cucina". Mia suocera, circa un anno fa, ha inviato per posta un ordine per una collezione a fascicoli di schede di cucina denominata "Facile & Gustoso". Tale fornitura prevede il pagamento delle schede che, ogni quindici giorni, pervengono per il tramite del servizio postale come corrispondenza ordinaria. La fornitura e' stata regolarmente effettuata fino al mese di giugno, cosi' come sono stati regolarmente effettuati i pagamenti. Dal mese di luglio fino al mese di dicembre nulla e' piu' pervenuto e quindi, conseguentemente, non e' stato effettuato alcun pagamento (tenuto conto che il bollettino e' incluso, di volta in volta, nelle schede stesse). La ditta IMP (incaricata della gestione clienti) provvedeva ad inviare a mia suocera un primo sollecito. A seguito di cio' provvedevo a contattare telefonicamente il servizio clienti in questione informandolo di non aver mai ricevuto il materiale per il quale veniva chiesto il pagamento. Dietro invito del servizio clienti stesso provvedevo a compilare un'informativa che mi era stata trasmessa e costituita da un elenco dettagliato delle schede della collezione, individuando quelle gia' pervenute. Contestualmente comunicavo formalmente anche la disdetta dell'abbonamento. Nonostante questo, in data 21/02/2005 la ditta IMP inviava ulteriore nota di sollecito per il pagamento dell'importo complessivo di €. 59,30 relativo a n. 7 schede mai pervenute. Provvedevo, nuovamente, a contattare telefonicamente il servizio crediti spiegando di non aver mai ricevuto quanto sopra e chiedendo copia di un eventuale ricevuta firmata da mia suocera o da un componente della famiglia attestante l'avvenuta fornitura. Il servizio crediti rispondeva testualmente "Le veniamo incontro..... paghi solo il 50% dell'ammontare". In data 03/03/2005 mia suocera trasmetteva una nota con la quale diffidava la ditta in questione ad inviare ulteriori solleciti di pagamento. Tenuto conto che in data 30/03/2005 e' pervenuto un ulteriore altro sollecito di pagamento e nessun riscontro in ordine alle note inviate precedentemente alla ditta IMP, mia suocera comunicava formalmente di non aver alcuna intenzione di provvedere al pagamento di quanto richiesto in quanto le schede non sono state mai pervenute e poiche' la ditta in questione non ha potuto documentare in alcun modo che le stesse erano state fornite regolarmente. Ora, a distanza di tre mesi perveniente una nota, dall'Ufficio Esazioni SIR, di costituzione in mora per il recupero del credito secondo loro vantato dalla IMP e per il totale di euro 96,28 oltre a spese ed interessi. A questo punto si chiede di sapere se esiste una normativa in merito che stabilisce il dover comunque effettuare il pagamento di materiale non pervenuto e cosa mia suocera puo' fare affinche' questa situazione non abbia piu' alcun seguito. Sarebbe gradito un cortese urgente cenno di riscontro, considerato che l'Ufficio Esazioni ha dato solo dieci giorni di tempo per provvedere alla risoluzione della problematica. Grazie anticipatamente.
Rossana, da Vetralla
Rossana, da Vetralla
Risposta ADUC
Se la lettera presunta messa in mora che le e' giunta da parte di questo ufficio, fosse lettera semplice, le consigliamo di ignorarla e di interloquire solo con la ditta IMP. Se invece fosse una raccomandata A/R, dovrebbe rispondere a loro. In entrambi i casi invii la sua risposta per raccomandata A/R in cui chiede dimostrazione della spedizione di questi fascicoli (il fatto che lei non li abbia ricevuti, vuol dire poco, perche' essendo stata pattuita una spedizione per posta ordinaria, lei si e' assunta la responsabilita' del viaggio degli stessi, su cui, come immaginiamo lei sappia, non c'e' alcuna garanzia da parte delle Poste). Nella lettera aggiunga di inviarle dimostrazione del tutto entro 15 giorni o in alternativa una liberatoria della sua posizione, altrimenti li portera' in giudizio con beneplacito di spese e danni. Va da se' che se questa dimostrazione ci fosse e le sembrasse credibile, lei deve pagare. Per quanto riguarda la disdetta del contratto, per non avere ulteriori sorprese, verifichi che sia stata fatta nei termini.
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