Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 luglio 2005
Vorrei cortesemente sapere a proposito di Patti Chiari delle Banche se e' corretto che le stesse, nel caso specifico BPM, inviino ogni sei mesi elenco delle condizioni con addebito sul conto di euro 10,00 ogni sei mesi. Se affermativo e' possibile da parte dell' utente inviare lettera di rifiuto di tale invio? Ormai le Banche fanno pagare anche il respiro, quindi mi sembra assurdo che l' associazione consumatori abbia concordato simile procedura con un costo che definirei un ladrocinio continuato ed autorizzato. Grazie per Vostra risposta.
Camillo, da Rodano/Milano
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P.S. Se avete i dati relativi alla Legge che precisa che l' IVA sul consumo del gas e' del 10 % sui consumi domestici e che invece viene sempre pagata al 20 %.. ALtro ladrocinio autorizzato.
Camillo, da Rodano/Milano
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P.S. Se avete i dati relativi alla Legge che precisa che l' IVA sul consumo del gas e' del 10 % sui consumi domestici e che invece viene sempre pagata al 20 %.. ALtro ladrocinio autorizzato.
Risposta ADUC
Verifichi se l'invio e' previsto dal contratto. Se non ci fosse, invii una raccomandata A/R di messa in mora in cui chiede la sospensione e il rimborso di quanto pagato: clicca qui Se fosse previsto, si limiti a richiedere la sospensione. In merito all'Iva sul gas, sappia che: non esiste una disposizione di legge puntuale. Semmai c'e' un incompletezza normativa (la suddivisione e' chiara solo per contratti distinti, non per quelli piu' comuni- misti) che alcuni giudici di pace hanno interpretato a favore del consumatore che chiedeva l'applicazione dell'Iva ridotta del 10% per il periodo estivo. Va fatto eventualmente un ricorso presso il giudice di pace, previo invio di una raccomandata A/R di messa in mora di richiesta di rimborso. Questa va fatta specificando che le norme di legge prevedono l'applicazione dell'Iva al 10% per il gas ad uso domestico ed il 20% per il gas ad uso riscaldamento, che le fatturazioni vengono comunque fatte con l'unica aliquota del 20% nonostante, nel periodo estivo, il riscaldamento non sia utilizzabile per legge. Riferendosi poi alle varie sentenze (giudice di pace di Massa sentenza n. 242 del 11/4/01 e giudice di pace di Ancona sentenza n. 445 del 20/6/03 deve essere richiesta l'applicazione dell'Iva al 10% per il periodo estivo, o meglio per il periodo per il quale per legge e' proibito l'uso del riscaldamento, con relativo ricalcolo delle fatture emesse. Per concludere va dettato un termine di 15gg per provvedere minacciando, in difetto, di adire le vie legali.
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