Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 luglio 2005
Gent. mi Sig. ri, Ve scrivo per chiederVi una cortese opinione su un fatto che mi e' accaduto in questa settimana.
Lunedi' ho acquistato presso un grande negozio di Treviso un condizionatore.
Giunta a casa ho constatato che: il prodotto era difettoso, presentava un palese malfunzionamento; il manuale delle istruzioni indicava nella dotazione anche il telecomando, che pero' non c'era.
Subito ho telefonato al negoziante e il mercoledi' sono tornata per la restituzione e la conseguente risoluzione del contratto, come previsto dall'art. 1492 del C. C.
Il mio obiettivo era il rimborso, visto i numerosi problemi che abbiamo riscontrato presso tal negozio e acquistare il prodotto in un negozio meno lontano da casa per non dover ripercorrere altri 100 km nel caso in cui anche il secondo apparecchio fosse viziato.
Mi e' stato risposto, per altro in modo arrogante, che non avevo diritto al rimborso e che dovevo acquistare qualcos'altro o cambiarlo con lo stesso prodotto di cui, dopo aver scoperto che era made in china, e visto il malfunzionamento del precedente, non volevo piu' saperne. Vorrei chiederLe: e' vero che non ne ho il diritto? Ci sono delle leggi specifiche che ignoro?
Per quanto riguarda il manuale delle istruzioni mi e' stato risposto che e' un manuale cumulativo per piu' modelli e che non e' colpa loro se il traduttore cinese non ha specificato che per il tal modello il telecomando non e' incluso.
Le mia domande sono: un negoziante conscio del problema sopra esposto che continua a vendere il prodotto senza perlomeno specificare il fatto a voce non e' comunque colpevole per malafede?
E' legale in Italia vendere un prodotto contenente un manuale privo di postille che vadano a specificare che il tal modello e' privo di un accessorio?
Vi ringrazio fin d'ora per una Vs. cortese risposta.
Cordialita'.
Jessica, da Belluno
Lunedi' ho acquistato presso un grande negozio di Treviso un condizionatore.
Giunta a casa ho constatato che: il prodotto era difettoso, presentava un palese malfunzionamento; il manuale delle istruzioni indicava nella dotazione anche il telecomando, che pero' non c'era.
Subito ho telefonato al negoziante e il mercoledi' sono tornata per la restituzione e la conseguente risoluzione del contratto, come previsto dall'art. 1492 del C. C.
Il mio obiettivo era il rimborso, visto i numerosi problemi che abbiamo riscontrato presso tal negozio e acquistare il prodotto in un negozio meno lontano da casa per non dover ripercorrere altri 100 km nel caso in cui anche il secondo apparecchio fosse viziato.
Mi e' stato risposto, per altro in modo arrogante, che non avevo diritto al rimborso e che dovevo acquistare qualcos'altro o cambiarlo con lo stesso prodotto di cui, dopo aver scoperto che era made in china, e visto il malfunzionamento del precedente, non volevo piu' saperne. Vorrei chiederLe: e' vero che non ne ho il diritto? Ci sono delle leggi specifiche che ignoro?
Per quanto riguarda il manuale delle istruzioni mi e' stato risposto che e' un manuale cumulativo per piu' modelli e che non e' colpa loro se il traduttore cinese non ha specificato che per il tal modello il telecomando non e' incluso.
Le mia domande sono: un negoziante conscio del problema sopra esposto che continua a vendere il prodotto senza perlomeno specificare il fatto a voce non e' comunque colpevole per malafede?
E' legale in Italia vendere un prodotto contenente un manuale privo di postille che vadano a specificare che il tal modello e' privo di un accessorio?
Vi ringrazio fin d'ora per una Vs. cortese risposta.
Cordialita'.
Jessica, da Belluno
Risposta ADUC
Ancor piu' dell'articolo a cui fa lei riferimento a garantirla c'e' la legge 24/02, che e' diventato l'articolo 1519bis del Codice civile, che e' quella che responsabilizza il RIVENDITORE per due anni per EVENTUALI VIZI ORIGINARI, che potrebbe essere anche il suo caso. Glielo ricordi al venditore, aggiungendo che la stessa legge presuppone che nei PRIMI SEI MESI dall'acquisto il vizio e' esistente, salva dimostrazione contraria da parte del venditore stesso e in maniera ufficiale. Se non dovesse sentir ragioni, invii a questo commerciante una raccomandata A/R di messa in mora in cui presenta la sua richiesta di RIPARAZIONE o SOSTITUZIONE, chiedendo che sia esaudita entro 15 giorni dal ricevimento della stessa raccomandata, minacciando in alternativa le vie legali. Se non dovesse risponderle o lo facesse in modo per lei non esaustivo, si rivolga al giudice di pace (fino a 500 euro si sta in giudizio senza avvocato).
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