Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 luglio 2005
Vi scrivo per avere aiuto su una vicenda a me accaduta nel mese di maggio. intorno alla prima settimana di maggio ho portato il mio ferro da stiro a vapore in un centro assistenza, il proprietario del negozio mi ha detto che probabilmente si era intasato con il calcare. ho fatto notare al negoziante che non avevo alcuna intenzione di spendere una cifra che andasse oltre le 40.00 euro, la sua risposta e' stata che in questo caso sarebbe stato suo dovere chiamare ed avvisarmi. Ho ritirato il ferro dopo una settimana circa, il negoziante mi ha assicurato che avrebbe funzionato, che aveva controllato tutto ed era tutto a posto, per la modica cifra di 35.00 euro. Dopo solo due volte che ho utilizzato il ferro, ho avuto lo stesso problema, mi sono recata dal negoziante, era passato circa un mese ma mi aveva assicurato che il pezzo da lui cambiato aveva una garanzia di 6 mesi, il quella mi ha detto che avrebbe controllato e se mai avrebbe provveduto a sostituire ancora il pezzo. sono tornata a prendere il ferro dopo una settimana e il negoziante ha preteso che pagassi altre 15.00 euro in quanto sosteneva che il ferro si fosse bloccato per il calcare e nulla avesse a che vedere con il pezzo da lui sostituito. Ho fatto notare che lui sicuramente smontando il ferro solo un mese prima avesse gia' rilevato il calcare, ma non avesse provveduto a rimuoverlo perche' altrimenti la spesa avrebbe superato il limite da me stabilito e mi sarei rifiutata di farlo aggiustare. Ha risposto con semplicita' dicendo che lui non poteva sapere cio' che io avevo potuto fare con il ferro in un mese, e che lui non aveva rilevato cio' il mese precedente. A questo punto, molto indispettita ho preso il mio ferro e sono andata via, non senza aver discusso abbastanza animatamente con questo commerciante non propriamente "corretto". Mi rivolgo a voi per avere un consiglio su cosa fare, ormai per me e' diventata una questione di principio e non di denaro, non sopporto che ci si possa approfittare cosi' delle persone. Vi ringrazio anticipatamente, saluti.
Simona, da Roma
Simona, da Roma
Risposta ADUC
Giuridicamente non puo' far nulla, perche' le sue tesi andrebbero dimostrate con perizie tecniche che costano piu' di un ferro da stiro. Puo' fare un tentativo (giusto per dargli qualche pensiero) con una raccomandata A/R di messa in mora in cui richiede la restituzione dei 15 euro, ma se non dovesse acconsentire, davanti il giudice di pace si limiti a chiedere una CONCILIAZIONE.
Per strutturare la messa in mora si basi su questo schema, ma sia fredda e concisa, lasciando perdere la rabbia che rende la richiesta meno efficace:
clicca qui
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