Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 giugno 2005
Domanda 29 giugno 2005
Ho letto il suo editoriale sul diritto democratico all'espressione referendaria del cittadino, ne condivido pienamente i principi del suo editoriale e vorrei ricordarla anche quello che avvenne due anni fa con il referendum sull'art. 18 e sull'arbitrio dell'Enel nel palificare in terreni privati; abbiamo raggiunto il medesimo risultato partecipativo anche se ritengo che quest'ultimo abbia avuto piu risonanza mediatica. Un ultima considerazione, perche noi cittadini europei di nazionalita` italiana non abbiamo potuto esprimerci sulla carta costituzionale europea come i ns. consimili francesi, olandesi e spagnoli e prossimamente inglesi? Un tale referendum non ha bisogno di quorum e ci esprimiamo sui nostri diritti futuri di cittadini e non solo per abrogare questo o quell'articolo di una legge specifica. Solo i ns. parlamentari si sono avocati questo diritto di decidere per noi, parlamentari che tra meno di un anno non potrebbero nemmeno essere rieletti contiamo meno degli altri ns. confratelli europei? Come vede non ho voluto entrare nel merito dell'ultimo referendum la cui scelta appartiene a me e me solo. La ringrazio e la saluto cordialmente.
Stefano, da Firenze

Risposta ADUC
La ringrazio del suo messaggio e comprendo perfettamente perche' lei non e' entrato nel merito dei recenti referendum: non era questo l'argomento di quell'editoriale, piuttosto la partecipazione e l'indifferenza. Sono abbastanza d'accordo con le altre sue considerazioni, ma non mi preoccupo piu' di tanto che non ci abbiano fatto esprimere sulla cosiddetta Costituzione europea, perche' credo che un giudizio pacato e informato su quella materia sarebbe stato impossibile, per cui sarebbero stati altri gli elementi che avrebbero portato a far vincere uno schieramento piuttosto che un altro. E forse quanto accaduto in Francia e Olanda e' stato piu' che sufficiente a far comprendere che non e' proprio quella la strada verso l'Unione politica.
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