Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 giugno 2005
Domanda 21 giugno 2005
Spettabile ADUC, vi sottopongo il seguente quesito per avere un suggerimento su come procedere in sede condominiale. Premessa: Il condominio e' costituito da diverse palazzine separate che sorgono in un'area comune recintata. Le palazzine al civico 1 e 3 sono costituite rispettivamente da 5 e 8 appartamenti. Il servizio di riscaldamento e acqua calda e' erogato da una centrale termica a gasolio posta nella palazzina al civico 3: un sistema di tubazioni interrate collegano la centrale termica alla palazzina al civico 1. L'impianto e' quindi soggetto a notevoli dispersioni di calore, sia d'estate che d'inverno, in quanto anche l'acqua calda ad uso sanitario e' costantemente in circolo su un percorso piuttosto lungo e mal isolato termicamente. La palazzina al civico 1, all'unanimita'', vorrebbe realizzare una centrale termica autonoma, consentendo, riteniamo, risparmi di esercizio ad entrambe le palazzine. Attualmente i consumi delle due palazzine sono effettuati con contacalorie che misurano (con relativa precisione), i consumi complessivi dei due civici. La tratta sotterranea interrata e' carico di entrambe le palazzine, essendo il contacolarie posto alla fine della tratta stessa. Recentemente un termotecnico ha diagnosticato un grado di usura elevato per bruciatore e caldaia. Quesito: Quale procedure debbono essere attivate per procedere alla separazione delle centrali termiche? Puo' l'altra palazzina opporsi, anche se e' evidente il beneficio economico per entrambi? Come potremmo procedere in tal caso? E' obbligatoria una assemblea condominiale per decidere in merito? Ci sono costi che dovremmo continuare a sostenere in goni caso anche per la vecchia centrale? Se si quali?
Oscar, da Como

Risposta ADUC
Ci sembra una situazione simile a quella del condomino che, rispetto ad un riscaldamento centralizzato, decide di staccarsi per avere un suo riscaldamento autonomo. Quindi chi si stacca lo comunichera' al condominio, che provvedera' ad una ridefinizione e ripartizione dei costi, considerato che chi si stacca comunque deve sostenere una parte dei vecchi costi. Questo in teoria. Perche' in pratica, a differenza del distacco del condomino dal riscaldamento centralizzato, qui non ci sarebbero delle parti comuni (tipo scale) da tutelare anche col riscaldamento. Argomento questo che potrebbe essere utilizzato per ridurre ancor di piu' la quota dovuta per il vecchio sistema che rimane.
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