Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 giugno 2005
Domanda 16 giugno 2005
Gentili Signori, sotto riporto le due risposte da Voi cortesemente fornitemi in merito al problema che riespongo: a confine della mia casetta con terreno, a distanza di circa 1 metro, esiste un pino del confinante che, oltre ad invadere lo spazio aereo al disopra della mia costruzione, con conseguente caduta di pigne che provocano la rottura di tegole e immersione del tetto con gli aghi secchi. Su cio' fino ad ora ho sorvolato per quieto vivere. Tutti i pavimenti della mia casa (esterni ed interni) mostrano evidenti segni di rigonfiamento e spaccature. Alcune settimane orsono, durante i lavori di manutenzione ordinaria, nella sistemazione del marciapiede interno, vicino alla casetta (vedasi il punto "A" nello schizzo allegato, ho rinvenuto e fatto rimuovere un tratto di radice (a distanza di circa 4-5 metri dal confine) che con evidenza proveniva dal vicino e s'inabissava vicino la fossa settica) che ha ed aveva gia' procurato danni alla pavimentazione ed alla recinzione interna della casetta. La casetta per me e' fonte di reddito che mi permette di sostenere le spese di manutenzione continua e di pagare le tasse, pertanto non posso rischiare la sfittanza stagionale per dissesti dovuti ad una qualsiasi ragione: il pavimento del patio e' tutto sollevato; ed oltre ad essere dissestato non permette piu' l'apertura della portafinestra in ferro; il pavimento del bagno presenta in rigonfiamento longitudinale (a schiena d'asino) per tutta la sua lunghezza (circa 4 mt); il pavimento della cucina presenta spaccature come pure il muro portante della casa; il pavimento della camera da letto presenta anch'esso segni di movimento. Persistendo tali condizioni non so se superero' la presente stagione estiva. Sta di fatto che devo assolutamente sistemare le cose prima della prossima estate, ragion per cui sono addivenuto alla decisione d'intervenire radicalmente nel prossimo mese di settembre: ho intenzione di ristrutturare completamente la costruzione o, addirittura, di abbatterla e ricostruirla (devo esaminare se la spesa e' nelle mie possibilita') e soprattutto costruire una barriera di cemento armato intorno alla costruzione previo taglio delle radici esistenti nella mia proprieta'. Vi chiedo pertanto cortesemente di darmi un consiglio su come agire considerato che:
- ho anch'io dei pini nella mia proprieta' che volevo abbattere per incolumita' ed ho ottenuto regolarmene dal Comune il permesso di abbatterne 8 su 10 come certificato dal mio perito agrario (ne ho abbattuti due).
- il vicino, in un precedente incontro nel quale l'ho informato che le radici del suo pino danneggiavano la mia casa, mi ha obbiettato che non era certo che le radici fossero del suo pino, come anche l'esistenza del confine e della costruzione prima del pino. Inoltre sosteneva che era quasi impossibile ottenere l'autorizzazione all'abbattimento.
- Non ho insistito a mettere nero su bianco perche' credo che se dopo una mia richiesta ufficiale non segue entro il termine di un anno un'azione legale, decado dal diritto.
- In merito all'autorizzazione per l'abbattimento del pino, recentemente non c'e' piu' il vincolo per gli alberi d'alto fusto (peraltro proprio la settimana scorsa il vicino ha fatto abbattere un albero d'alto fusto in prossimita' del suo cancello e del suo muro di confine su strada che l'aveva letteralmente sollevato). Ritengo invece che lui ci tenga al pino che pero' fa danni anche alla sua casetta (l'ho constatato mentre abbattevano l'albero).
- Onde evitare una causa ultraventennale, vorrei convocare il vicino, mostrargli le foto delle radici ed invitarlo ad abbattere bonariamente il pino. Eventualmente potrei assicurargli la mia rinuncia al diritto di rivalsa per i danni che subisco (che ammontano a parecchie decine di migliaia di Euro).
- In caso di diniego.
- gli invierei la richiesta scritta e documentata dandogli il termine perentorio di 15-30 gg. per provvedere al eliminare l'inconveniente salvo il risarcimento dei danni - cominciare i lavori ed invitarlo a constatare i danni provocati dalle radici del suo pino; fare una perizia giurata sullo stato dei luoghi e sui danni subiti. E' ovvio che i lavori comporterebbero il tagli delle radici che trovo nella mia proprieta' e l'esecuzione di uno sbarramento in cemento armato.
- intentare causa per danni, sapendo che sara' una cosa lunga e costosa (che vorrei evitare)!
Il mio timore in tutto questo e' che lui mi possa diffidare dal taglio delle radici per incolumita' privata e con ricorso ex art. 700 farmi bloccare i lavori (perche' il taglio delle radici avverrebbe una volta completate le demolizioni dei pavimenti). Cio' sarebbe per me un guaio perche' tutto potrebbe essere bloccato e mi salterebbe una vitale fonte di reddito. Infine si aggiunga la necessita' di terminare la ristrutturazione prima della prossima primavera. Affinche' possiate avere chiara la situazione Vi allego: - schizzo planimetrico.
- foto del pino (001. jpg) ripreso dalla mia proprieta': il muro di confine va da in basso a sinistra ad alto a destra. I due tetti che si vedono appartengono alla mia casa.
- foto della casetta vista dall'alto (dependance. jpg). Il pino in primo piano e' mio. Quello in questione e' quello in secondo piano nell'angolo alto sinistro.
Attendo fiducioso un Vs. consiglio ed invio i migliori saluti.
Claudio

Risposta ADUC
Certo agganciarci ad una risposta di due anni fa.... (pensi che chi le aveva risposto e' da diversi mesi via perche' e' diventata mamma, e chissa' per quanto tempo ancora sara' via...). Comunque, metta in mora questo signore con una raccomandata A/R: clicca qui. E poi, rispetto alla reazione, decida come agire.
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