Cara ADUC
Lettera di un cittadino all'Onorevole Costa
Domanda
2 gennaio 2006
Sereno Anno nuovo, ho letto il Vostro interessante flash del 19 dicembre: complimenti. Qualche giorno fa ho inviato un mio sfogo all'On.le COSTA che, essendo pertinente coi contenuti del Vostro flash, unito Vi allego. Buon lavoro. Cordialita'.
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Nel ricambiare di cuore gli Auguri ricevuti, colgo l'occasione per esternare tutta la mia profonda amarezza sulla situazione del nostro veramente bel Paese. Consentimi questo sfogo e la confidenza di volerti dare del tu. Se ritieni di voler far pubblicare qualche stralcio delle considerazioni esposte, ritienimi a disposizione per fornire tutti gli eventuali chiarimenti occorrenti. Eccomi qua: Onorevole, cosa ne penseresti al riguardo di avviare tutta una serie di azioni di responsabilità contro Consorte ed i Consigli di Amministrazione delle galassie di appartenenza? Le operazioni ratificate dagli innumerevoli processi decisionali, che tanto hanno danneggiato e stanno danneggiando i corsi azionari della Compagnia e della BNL, non credo proprio abbiano leso solo alcuni dei risparmiatori che, come me, fecero la scelta ponderata di acquistare azioni sia di BNL che di UNIPOL. Capisco, cioè riesco ad interpretare, i tentativi di salvaguardare l'immagine della Finanza di qualsiasi appartenenza politica (in un altro capitolo si potrà altresì argomentare sulle malefatte della Lega, limitate nella materialità delle conseguenze unicamente per la brevità interpretativa della commedia recitata dai protagonisti della loro Banca), ma a tutto va posto un limite. Inoltre, caro Onorevole cosa ne pensi al riguardo dell'esosità delle commissioni bancarie, soprattutto a carico del popoloso Segmento Famiglie sul quale ha ben manipolato la BPI di Fiorani? Ma è mai possibile, che negli innumerevoli contesti associativi (Sella, nonostante il suo osservatorio allargato e privilegiato esterna solo ora la propria esecrazione) tutti potessero condividere le scelte avventurose fatte da questo filibustiere che, a similitudine del Governatore monarca agiva con la compiacevole connivenza dei collaboratori? A proposito di Fiorani e dei suoi accoliti di contorno, è mai possibile che questi figuri riescano sempre a passare attraverso ogni tempesta, sappiano sopravvivere in mezzo ad ogni polverone mediatico, durante il quale periodo (una decina d'anni, secondo i tempi della Giustizia italiana) anziché andare a vivere i due locali e servizi, costituiscono in Italia il loro bel Fondo patrimoniale a salvaguardia degli interessi del proprio nucleo famigliare e poi si vadano a godere il frutto delle loro malefatte in qualche Paese ospitale? Assisteremo, ancora una volta e come di consueto, ad uscite di scena da parte di questi protagonisti senza condanne passate in giudicato? Senza voler imporre le mie convinzioni agli altri ritengo che il perverso intreccio tra economia, politica ed affari messo in vetrina anche da questa ultima nomenclatura di personaggi vada castigata pesantemente. Loro si sono arricchiti mentre i poveri e tanti tapini turlupinati piangono lo svuotamento delle loro povere tasche. BNL e UNIPOL: azione di recupero delle perdite di Borsa. Non era mai stata mia propensione entrare in Borsa, salvo che per talune timide e prudenti apparizioni; avevo fatto alcune modeste operazioni su titoli, che ancora oggi detengo, quali le Mediaset, le ex CRVerona, le Ferrovie Nord, le Olivetti prima e Telecom poi, ecc. Nel 1999, il bombardamento dei media mi condizionò ed anch'io perciò mi lanciai un poco nell'avventura con il triste risultato però di assistere ad un significativo dissolvimento delle mie finanze. Tutti ricordiamo come il mercato implose, con risultati, mi si creda, più nefasti addirittura di quelli del 29. Pazienza. Fortunatamente, quei soldi investiti in Borsa non mi servivano e continuano a non servirmi. Dal 2000, mi sono perciò messo in paziente attesa e, per sfuggire al disastro economico, ho proceduto con le operazioni tipiche del cassettista puro ed acquistato azioni adatte, a mio parere, per stare in Borsa giocando in sicurezza: BNL (febbraio 2000 a 3.25. Ho alcuni dubbi ma la BNL è pur sempre la banca tesoriera d'Italia. I dubbi sono connessi all'infettamento procurato alle GENERALI attraverso l'INA ed a quelli delle perplessità correlate alla gestione NESI, così riassumibile: le navi, cioè le fregate fornite all'Irak e la filialetta di Atlanta che, da sola, gestisce volumi di operazioni estere superiori al complesso delle maggiori Filiali BNL. Chissà dove stavano ispezionando e facendo rilievi quelli preposti all'auditing in BNL ed in Banca d'Italia?; UNIPOL (gennaio 2001 a 3,50; indipendentemente dalla colorazione politica, è la Compagnia di Assicurazione a maggior peso sindacale. Anche se in ritardo (siamo già nel 2001 ed Amato prima e Dini poi hanno già fatto i loro interventi), l'imminente avvio dei Fondi pensione faceva ben sperare sull'andamento dei corsi. Niente vero, dopo tanta attesa, sono ancora qui a sperare, senza peraltro disporre di alcuna forza contrattuale per disattendere l'OPA ovvero per contrastare la scelleratezza delle operazioni quali quelle di Gnutti, il Vicepresidente del MPS (ad es. l'operazione GE del 2002) e così via. Commissioni bancarie Banche: 2005, l'anno d'oro dei superprofitti. I comunicati trimestrali sembrano tanti bollettini della vittoria. Il Sistema bancario concluderà il 2005 con guadagni complessivi nell'ordine della ventina di miliardi di Euro che, però, in sede di chiusura di bilanci, verranno adeguatamente riallocati tra le varie voci di bilancio. Crescono perciò le commissioni con trend di aumento complessivi (giorni valuta, tassi, ecc.) nell'ordine del 10-15% di delta rispetto al 2004 ed a farne le spese sono innanzitutto le PMI e soprattutto le famiglie, cioè il segmento di clientela meno dotato di potere contrattuale, quello che paga ad esempio i bonifici Italia molto di più di quanto li pagava 10 anni orsono, nonostante tutta la miriade di Convenzioni agevolate poste in essere da ciascun Gruppo bancario (giovani, donne, senior, dipendenti di.., ecc.). Salvo qualche sporadica sollecitazione a ridurre i costi alla clientela, che, ogni tanto, il Governatore rivolge al Sistema nulla accade e ciascun Gruppo bancario si adegua al cartello, da essi stessi gestito e che, in forza dei margini procurati, tanto appeal ha sui Gruppi bancari stranieri, che tanto si danno da fare per entrare sul mercato Italia. Anche il nostro sistema bancario è stato ed è tuttora interessato da importanti interventi di aggregazione e ristrutturazione con pesanti ricadute sul dimensionamento del personale, operato, tra l'altro in assenza di particolari episodi di quella conflittualità che invece caratterizza gli altri comparti produttivi. Le Organizzazioni sindacali dei bancari riescono ad interpretare al meglio il ruolo di ammortizzatore sociale accompagnando il dimensionamento del personale, con tutta la pletora di pseudo-specialisti chiamati ad interagire commercialmente con gli specifici segmenti di clientela, ciascuno dei quali connotato con la propria numerosità e denominazione: affluent, small, mass, ecc. fino a private e corporate. Allora queste banche, che hanno ristrutturato così pesantemente le loro modalità di essere sul mercato e che dispongono di Networks telematici di potenza e sicurezza gestionali tali da aver sostituito le onerose gestioni impiegatizie, cosa aspettano a commisurare i ricavi delle loro commissioni limitandosi a maggiorare i costi effettivamente sostenuti di una giusta percentuale di ricarico commerciale, equamente ripartita tra i vari segmenti di clientela? Difficoltà non ve ne sono. Tutte le Banche conoscono: l'entità dei margini finanziari e di intermediazione; gli indici di efficienza finanziaria, operativa e dei servizi; i livelli di rischiosità; i costi del personale e dei servizi; ecc. in definitiva crescono, salvo che per le grandi imprese, le redditività di ciascun segmento di clientela, al fine di poter associare a ciascuno di loro l'entità dei margini procurati, da esporre analiticamente in sede di bilancio. Qualora dovesse risultare che il segmento Famiglie produce addirittura l'85% dei margini del Sistema bancario nel suo complesso si imporrebbero istantaneamente alcuni temi di riflessione in materia di revisione degli oneri da ribaltare alla clientela, con un occhio di riguardo per il segmento Famiglia. Su questa onerosa e delicata materia il soggetto maggiormente colpito sembra proprio essere il segmento Famiglia segmento al centro delle maggiori attenzioni da parte di tutti i settori produttivi e verso il quale, però le banche, esercitano vere e proprie azioni vessatorie (Fiorani & Co. insegnano). E se costringessimo le banche, che da anni ci perseguitano con tutte le loro apparenti riorganizzazioni (che nulla di positivo hanno creato alle Famiglie ma che hanno bensì ben fruttato per i consulenti, quali ATK, McKinsey, ecc.) - ivi comprese la ripetute suddivisioni dei loro parchi di clientela, a: esporre in chiaro sui loro bilanci i margini di contribuzione procurati dalle famiglie nel loro complesso? Lasciare immutate le coordinate di riferimento del numero di conto corrente sia nel caso di passaggio ad altra filiale della stessa banca sia nel caso di passaggio ad una banca concorrente? La tecnologia lo consente ed il settore della telefonia, seppur in presenza di cartello, già lo fa. INTRECCI tra economia, politica ed affari (RCS - AntonVeneta BNL Telecom - UNIPOL Banca d'Italia, ecc. Premesso che tutte le ultime malefatte del sistema bancario italiano sono state operate con la indubbia complicità dei vertici istituzionali nazionali e la indiscussa regia del Governatore della Banca d'Italia, abile gestore dei casi Argentina Cirio Giacomelli Parmalat ed insabbiatore a difesa dell'italianità, provo a ricordare alcuni personaggi ed il malaffare da loro perpetrato. Ing. De Busti: percorso di carriera passato attraverso BNL [privatizzazione] Banca del Salento poi Banca121, necessariamente confluita in MPS, all'epoca dell'integrazione con altre banche tra le quali anche la BAM, al fine di ammorbidire i miliardi di euro derivanti dagli scandalosi piani di investimento MyWay e 4You. Dopo l'avventura senese l'ingegnere approda alla Deutsche Bank Italia, dalla quale partono operazioni put (contratti a prezzi prefissati stranamente fuori mercato) ed importanti operazioni di finanziamento, prive delle prudenti garanzie prescritte dai comportamenti bancari, sotto vigilanza di B.I. Gnutti : a latere di tutti gli intrallazzi di cui fa occupare i suoi sottoposti è altresì e tuttora Vicepresidente del MPS (requisiti di onorabilità?) ed insieme ai soliti noti ed al suo degno compare Colaninno che, oltre ad essere stato Consigliere in BAM, è anche il Presidente della Piaggio, continuano ad annunciare ed a sfornare piani industriali di medio e di lungo periodo pregni di flessibilità gestionali e di sapiente interpretazione delle attese da parte della clientela per cui le aziende debbono sapersi dotare di strumenti di rapido intervento. In mezzo a tutto il polverone che sollevano, loro si arricchiscono e, se interrogati, dichiarano sempre la loro ignoranza al riguardo dell'esistenza di accordi tra le parti. E di questi giorni la lettera di Colaninno in merito all'Opa Telecom. Io, invece ho dei ricordo diversi e che, risalenti all'estate 2001, mi riportano alla cessione Telecom Italia ad opera del binomio Colaninno/Gnutti ed al traffico di un'operazioncina che ha procurato agli interessati diverse plusvalenze tra le quali rientra pure una plusvalenza di 50 miliardi di lire regalata alla Unipol attraverso aziende come la Pirelli, la Kallitea, la GPP International, la Bell (socia di rango della Unipol), la Olivetti, la Hopa e la Unipol. Boscolo, Caltagirone, Coppola, Ricucci, Statuto, ecc.: immobiliaristi che, con gli affidamenti loro concessi dalle banche, si sono caricati di plusvalenze, cioè di liquidità da immettere sul mercato finalizzata a foraggiare gli amici ed a diversificare gli investimenti operando nei settori loro suggeriti dalla cabina di regia. E tutti costoro non sarebbero i furbetti? Questi sono tutti soggetti da codice penale, strumentali a chi ha il potere di indirizzarne i comportamenti.
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Nel ricambiare di cuore gli Auguri ricevuti, colgo l'occasione per esternare tutta la mia profonda amarezza sulla situazione del nostro veramente bel Paese. Consentimi questo sfogo e la confidenza di volerti dare del tu. Se ritieni di voler far pubblicare qualche stralcio delle considerazioni esposte, ritienimi a disposizione per fornire tutti gli eventuali chiarimenti occorrenti. Eccomi qua: Onorevole, cosa ne penseresti al riguardo di avviare tutta una serie di azioni di responsabilità contro Consorte ed i Consigli di Amministrazione delle galassie di appartenenza? Le operazioni ratificate dagli innumerevoli processi decisionali, che tanto hanno danneggiato e stanno danneggiando i corsi azionari della Compagnia e della BNL, non credo proprio abbiano leso solo alcuni dei risparmiatori che, come me, fecero la scelta ponderata di acquistare azioni sia di BNL che di UNIPOL. Capisco, cioè riesco ad interpretare, i tentativi di salvaguardare l'immagine della Finanza di qualsiasi appartenenza politica (in un altro capitolo si potrà altresì argomentare sulle malefatte della Lega, limitate nella materialità delle conseguenze unicamente per la brevità interpretativa della commedia recitata dai protagonisti della loro Banca), ma a tutto va posto un limite. Inoltre, caro Onorevole cosa ne pensi al riguardo dell'esosità delle commissioni bancarie, soprattutto a carico del popoloso Segmento Famiglie sul quale ha ben manipolato la BPI di Fiorani? Ma è mai possibile, che negli innumerevoli contesti associativi (Sella, nonostante il suo osservatorio allargato e privilegiato esterna solo ora la propria esecrazione) tutti potessero condividere le scelte avventurose fatte da questo filibustiere che, a similitudine del Governatore monarca agiva con la compiacevole connivenza dei collaboratori? A proposito di Fiorani e dei suoi accoliti di contorno, è mai possibile che questi figuri riescano sempre a passare attraverso ogni tempesta, sappiano sopravvivere in mezzo ad ogni polverone mediatico, durante il quale periodo (una decina d'anni, secondo i tempi della Giustizia italiana) anziché andare a vivere i due locali e servizi, costituiscono in Italia il loro bel Fondo patrimoniale a salvaguardia degli interessi del proprio nucleo famigliare e poi si vadano a godere il frutto delle loro malefatte in qualche Paese ospitale? Assisteremo, ancora una volta e come di consueto, ad uscite di scena da parte di questi protagonisti senza condanne passate in giudicato? Senza voler imporre le mie convinzioni agli altri ritengo che il perverso intreccio tra economia, politica ed affari messo in vetrina anche da questa ultima nomenclatura di personaggi vada castigata pesantemente. Loro si sono arricchiti mentre i poveri e tanti tapini turlupinati piangono lo svuotamento delle loro povere tasche. BNL e UNIPOL: azione di recupero delle perdite di Borsa. Non era mai stata mia propensione entrare in Borsa, salvo che per talune timide e prudenti apparizioni; avevo fatto alcune modeste operazioni su titoli, che ancora oggi detengo, quali le Mediaset, le ex CRVerona, le Ferrovie Nord, le Olivetti prima e Telecom poi, ecc. Nel 1999, il bombardamento dei media mi condizionò ed anch'io perciò mi lanciai un poco nell'avventura con il triste risultato però di assistere ad un significativo dissolvimento delle mie finanze. Tutti ricordiamo come il mercato implose, con risultati, mi si creda, più nefasti addirittura di quelli del 29. Pazienza. Fortunatamente, quei soldi investiti in Borsa non mi servivano e continuano a non servirmi. Dal 2000, mi sono perciò messo in paziente attesa e, per sfuggire al disastro economico, ho proceduto con le operazioni tipiche del cassettista puro ed acquistato azioni adatte, a mio parere, per stare in Borsa giocando in sicurezza: BNL (febbraio 2000 a 3.25. Ho alcuni dubbi ma la BNL è pur sempre la banca tesoriera d'Italia. I dubbi sono connessi all'infettamento procurato alle GENERALI attraverso l'INA ed a quelli delle perplessità correlate alla gestione NESI, così riassumibile: le navi, cioè le fregate fornite all'Irak e la filialetta di Atlanta che, da sola, gestisce volumi di operazioni estere superiori al complesso delle maggiori Filiali BNL. Chissà dove stavano ispezionando e facendo rilievi quelli preposti all'auditing in BNL ed in Banca d'Italia?; UNIPOL (gennaio 2001 a 3,50; indipendentemente dalla colorazione politica, è la Compagnia di Assicurazione a maggior peso sindacale. Anche se in ritardo (siamo già nel 2001 ed Amato prima e Dini poi hanno già fatto i loro interventi), l'imminente avvio dei Fondi pensione faceva ben sperare sull'andamento dei corsi. Niente vero, dopo tanta attesa, sono ancora qui a sperare, senza peraltro disporre di alcuna forza contrattuale per disattendere l'OPA ovvero per contrastare la scelleratezza delle operazioni quali quelle di Gnutti, il Vicepresidente del MPS (ad es. l'operazione GE del 2002) e così via. Commissioni bancarie Banche: 2005, l'anno d'oro dei superprofitti. I comunicati trimestrali sembrano tanti bollettini della vittoria. Il Sistema bancario concluderà il 2005 con guadagni complessivi nell'ordine della ventina di miliardi di Euro che, però, in sede di chiusura di bilanci, verranno adeguatamente riallocati tra le varie voci di bilancio. Crescono perciò le commissioni con trend di aumento complessivi (giorni valuta, tassi, ecc.) nell'ordine del 10-15% di delta rispetto al 2004 ed a farne le spese sono innanzitutto le PMI e soprattutto le famiglie, cioè il segmento di clientela meno dotato di potere contrattuale, quello che paga ad esempio i bonifici Italia molto di più di quanto li pagava 10 anni orsono, nonostante tutta la miriade di Convenzioni agevolate poste in essere da ciascun Gruppo bancario (giovani, donne, senior, dipendenti di.., ecc.). Salvo qualche sporadica sollecitazione a ridurre i costi alla clientela, che, ogni tanto, il Governatore rivolge al Sistema nulla accade e ciascun Gruppo bancario si adegua al cartello, da essi stessi gestito e che, in forza dei margini procurati, tanto appeal ha sui Gruppi bancari stranieri, che tanto si danno da fare per entrare sul mercato Italia. Anche il nostro sistema bancario è stato ed è tuttora interessato da importanti interventi di aggregazione e ristrutturazione con pesanti ricadute sul dimensionamento del personale, operato, tra l'altro in assenza di particolari episodi di quella conflittualità che invece caratterizza gli altri comparti produttivi. Le Organizzazioni sindacali dei bancari riescono ad interpretare al meglio il ruolo di ammortizzatore sociale accompagnando il dimensionamento del personale, con tutta la pletora di pseudo-specialisti chiamati ad interagire commercialmente con gli specifici segmenti di clientela, ciascuno dei quali connotato con la propria numerosità e denominazione: affluent, small, mass, ecc. fino a private e corporate. Allora queste banche, che hanno ristrutturato così pesantemente le loro modalità di essere sul mercato e che dispongono di Networks telematici di potenza e sicurezza gestionali tali da aver sostituito le onerose gestioni impiegatizie, cosa aspettano a commisurare i ricavi delle loro commissioni limitandosi a maggiorare i costi effettivamente sostenuti di una giusta percentuale di ricarico commerciale, equamente ripartita tra i vari segmenti di clientela? Difficoltà non ve ne sono. Tutte le Banche conoscono: l'entità dei margini finanziari e di intermediazione; gli indici di efficienza finanziaria, operativa e dei servizi; i livelli di rischiosità; i costi del personale e dei servizi; ecc. in definitiva crescono, salvo che per le grandi imprese, le redditività di ciascun segmento di clientela, al fine di poter associare a ciascuno di loro l'entità dei margini procurati, da esporre analiticamente in sede di bilancio. Qualora dovesse risultare che il segmento Famiglie produce addirittura l'85% dei margini del Sistema bancario nel suo complesso si imporrebbero istantaneamente alcuni temi di riflessione in materia di revisione degli oneri da ribaltare alla clientela, con un occhio di riguardo per il segmento Famiglia. Su questa onerosa e delicata materia il soggetto maggiormente colpito sembra proprio essere il segmento Famiglia segmento al centro delle maggiori attenzioni da parte di tutti i settori produttivi e verso il quale, però le banche, esercitano vere e proprie azioni vessatorie (Fiorani & Co. insegnano). E se costringessimo le banche, che da anni ci perseguitano con tutte le loro apparenti riorganizzazioni (che nulla di positivo hanno creato alle Famiglie ma che hanno bensì ben fruttato per i consulenti, quali ATK, McKinsey, ecc.) - ivi comprese la ripetute suddivisioni dei loro parchi di clientela, a: esporre in chiaro sui loro bilanci i margini di contribuzione procurati dalle famiglie nel loro complesso? Lasciare immutate le coordinate di riferimento del numero di conto corrente sia nel caso di passaggio ad altra filiale della stessa banca sia nel caso di passaggio ad una banca concorrente? La tecnologia lo consente ed il settore della telefonia, seppur in presenza di cartello, già lo fa. INTRECCI tra economia, politica ed affari (RCS - AntonVeneta BNL Telecom - UNIPOL Banca d'Italia, ecc. Premesso che tutte le ultime malefatte del sistema bancario italiano sono state operate con la indubbia complicità dei vertici istituzionali nazionali e la indiscussa regia del Governatore della Banca d'Italia, abile gestore dei casi Argentina Cirio Giacomelli Parmalat ed insabbiatore a difesa dell'italianità, provo a ricordare alcuni personaggi ed il malaffare da loro perpetrato. Ing. De Busti: percorso di carriera passato attraverso BNL [privatizzazione] Banca del Salento poi Banca121, necessariamente confluita in MPS, all'epoca dell'integrazione con altre banche tra le quali anche la BAM, al fine di ammorbidire i miliardi di euro derivanti dagli scandalosi piani di investimento MyWay e 4You. Dopo l'avventura senese l'ingegnere approda alla Deutsche Bank Italia, dalla quale partono operazioni put (contratti a prezzi prefissati stranamente fuori mercato) ed importanti operazioni di finanziamento, prive delle prudenti garanzie prescritte dai comportamenti bancari, sotto vigilanza di B.I. Gnutti : a latere di tutti gli intrallazzi di cui fa occupare i suoi sottoposti è altresì e tuttora Vicepresidente del MPS (requisiti di onorabilità?) ed insieme ai soliti noti ed al suo degno compare Colaninno che, oltre ad essere stato Consigliere in BAM, è anche il Presidente della Piaggio, continuano ad annunciare ed a sfornare piani industriali di medio e di lungo periodo pregni di flessibilità gestionali e di sapiente interpretazione delle attese da parte della clientela per cui le aziende debbono sapersi dotare di strumenti di rapido intervento. In mezzo a tutto il polverone che sollevano, loro si arricchiscono e, se interrogati, dichiarano sempre la loro ignoranza al riguardo dell'esistenza di accordi tra le parti. E di questi giorni la lettera di Colaninno in merito all'Opa Telecom. Io, invece ho dei ricordo diversi e che, risalenti all'estate 2001, mi riportano alla cessione Telecom Italia ad opera del binomio Colaninno/Gnutti ed al traffico di un'operazioncina che ha procurato agli interessati diverse plusvalenze tra le quali rientra pure una plusvalenza di 50 miliardi di lire regalata alla Unipol attraverso aziende come la Pirelli, la Kallitea, la GPP International, la Bell (socia di rango della Unipol), la Olivetti, la Hopa e la Unipol. Boscolo, Caltagirone, Coppola, Ricucci, Statuto, ecc.: immobiliaristi che, con gli affidamenti loro concessi dalle banche, si sono caricati di plusvalenze, cioè di liquidità da immettere sul mercato finalizzata a foraggiare gli amici ed a diversificare gli investimenti operando nei settori loro suggeriti dalla cabina di regia. E tutti costoro non sarebbero i furbetti? Questi sono tutti soggetti da codice penale, strumentali a chi ha il potere di indirizzarne i comportamenti.
Risposta ADUC
Ringraziamo per il contributo, che pubblichiamo.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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