Cara ADUC
In Italia anche prendere l'autostrada è fonte di arrabbiature e preoccupazione!
Domanda
30 giugno 2009
Sono sconcertata.
Stamattina mio padre è partito per Castell'Arquato - Vernasca per andare a vedere "una manifestazione di automobili. Al ritorno egli ha preso l'entrata dell'autostrada a Fiorenzuola ed è uscito a "Cesena Nord", perché abitiamo in Altotevere Umbro. Ha presentato regolarmente il biglietto al casello insieme a 20 euro, ma l'operatore ha iniziato a chiedergli se avesse un altro biglietto. Egli, naturalmente, ha risposto di no - di norma il biglietto che si ritira all'ingresso dell'autostrada è uno, non è vero?
L'operatore ha iniziato a dire (senza specificare nulla, NULLA!) che avrebbe dovuto pagare il pedaggio dal casello più lontano, per una cifra pari a 37,20 euro! Mio padre ha dichiarato (come compare nello scontrino emesso) di essere entrato a Fiorenzuola ed ha pagato l'importo del pedaggio pari a 11,70 euro. Per tutta risposta l'operatore gli ha appioppato questo scontrino-papier scritto a caratteri microscopici, indicando che mio padre avrebbe dovuto recarsi "al Punto Blu". Non si è degnato di aggiungere altro.
Egli si è accorto di cosa fosse questo foglietto solo a casa poiché, naturalmente, la domenica pomeriggio in autostrada non ci si ferma al casello a leggere uno scontrino scritto in modo ridicolmente piccolo con la fila di automobili e camion. Anche perché mio padre aveva fatto tutto regolarmente ed in ogni caso questo non è il comportamento che si sarebbe aspettato da Autostrade.
A quanto pare egli dovrà esibire prova che attesti il reale casello d'ingresso ma "Autostrade per l'Italia" potrà accettare un'autocertificazione del cliente del casello d'ingresso ed effettuare successivi controlli sulla veridicità di quanto dichiarato. Insomma, egli DEVE spedire l'autocertificazione del casello d'ingresso a Essediesse (si veda sotto) via LETTERA ORDINARIA (neanche una raccomandata? Quale tutela per l'utente!) oppure consegnarla al Punto Blu di Arezzo, dist.80km!. L'alternativa è il recupero forzoso del credito con l'aggravio delle relative spese suppletive. E, sorpresa, la società che effettua il recupero crediti è Essediesse, società controllata da Autostrade per l'Italia!!! Questa pagina lo dice chiaramente: http://www.autostrade.it/il-pedaggio/mancato-pagamento.html?initPosAra=4_4
A titolo di informazione, in fondo allo scontrino c'è un'informativa privacy (per la foto della targa) ed uno spazio per la firma (vuoto).
Mio padre figura che si è presentato al casello senza nessun documento di viaggio che attesti il casello di entrata, mentre lui il biglietto l'ha regolarmente presentato!!! Non solo, l'operatore (che in quel momento rappresentava Autostrade) non si è degnato di spiegare quale fosse il problema, se magari il biglietto presentava delle scritte sbiadite o qualche altra cosa. Ed anche in tal caso non era un problema di mio padre, che ha fatto l'unico "errore" di non essersi accorto ed impuntato lì per lì!!!
Ad ogni modo questa non gliela facciamo passare liscia. Come dobbiamo comportarci? Grazie.
Barbara, da Umbertide (PG)
Stamattina mio padre è partito per Castell'Arquato - Vernasca per andare a vedere "una manifestazione di automobili. Al ritorno egli ha preso l'entrata dell'autostrada a Fiorenzuola ed è uscito a "Cesena Nord", perché abitiamo in Altotevere Umbro. Ha presentato regolarmente il biglietto al casello insieme a 20 euro, ma l'operatore ha iniziato a chiedergli se avesse un altro biglietto. Egli, naturalmente, ha risposto di no - di norma il biglietto che si ritira all'ingresso dell'autostrada è uno, non è vero?
L'operatore ha iniziato a dire (senza specificare nulla, NULLA!) che avrebbe dovuto pagare il pedaggio dal casello più lontano, per una cifra pari a 37,20 euro! Mio padre ha dichiarato (come compare nello scontrino emesso) di essere entrato a Fiorenzuola ed ha pagato l'importo del pedaggio pari a 11,70 euro. Per tutta risposta l'operatore gli ha appioppato questo scontrino-papier scritto a caratteri microscopici, indicando che mio padre avrebbe dovuto recarsi "al Punto Blu". Non si è degnato di aggiungere altro.
Egli si è accorto di cosa fosse questo foglietto solo a casa poiché, naturalmente, la domenica pomeriggio in autostrada non ci si ferma al casello a leggere uno scontrino scritto in modo ridicolmente piccolo con la fila di automobili e camion. Anche perché mio padre aveva fatto tutto regolarmente ed in ogni caso questo non è il comportamento che si sarebbe aspettato da Autostrade.
A quanto pare egli dovrà esibire prova che attesti il reale casello d'ingresso ma "Autostrade per l'Italia" potrà accettare un'autocertificazione del cliente del casello d'ingresso ed effettuare successivi controlli sulla veridicità di quanto dichiarato. Insomma, egli DEVE spedire l'autocertificazione del casello d'ingresso a Essediesse (si veda sotto) via LETTERA ORDINARIA (neanche una raccomandata? Quale tutela per l'utente!) oppure consegnarla al Punto Blu di Arezzo, dist.80km!. L'alternativa è il recupero forzoso del credito con l'aggravio delle relative spese suppletive. E, sorpresa, la società che effettua il recupero crediti è Essediesse, società controllata da Autostrade per l'Italia!!! Questa pagina lo dice chiaramente: http://www.autostrade.it/il-pedaggio/mancato-pagamento.html?initPosAra=4_4
A titolo di informazione, in fondo allo scontrino c'è un'informativa privacy (per la foto della targa) ed uno spazio per la firma (vuoto).
Mio padre figura che si è presentato al casello senza nessun documento di viaggio che attesti il casello di entrata, mentre lui il biglietto l'ha regolarmente presentato!!! Non solo, l'operatore (che in quel momento rappresentava Autostrade) non si è degnato di spiegare quale fosse il problema, se magari il biglietto presentava delle scritte sbiadite o qualche altra cosa. Ed anche in tal caso non era un problema di mio padre, che ha fatto l'unico "errore" di non essersi accorto ed impuntato lì per lì!!!
Ad ogni modo questa non gliela facciamo passare liscia. Come dobbiamo comportarci? Grazie.
Barbara, da Umbertide (PG)
Risposta ADUC
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