Cara ADUC
Italgas, mancanza contatore
Domanda
28 novembre 2008
Spett.le Aduc,
chi Vi scrive è un cittadino privato che vuole far conoscere la Sua problematica. Abito in un condominio in un quartiere "medio" di Roma, Zona Vescovio, ed esattamente in Via monte delle gioie n. 28. Dopo varie riunioni di condominio, è stata approvata la sostituzione della caldaia oramai fuori legge e la messa in atto del riscaldamento autonomo. I lavori da parte della Ditta Appaltatrice sono stati iniziati a giugno 2008, monitorati dal ns. Amministratore. L'allaccio alla Rete da parte di Italgas, era stato programmato entro il 10 ottobre 2008, ma per una serie di ritardi hanno deciso di iniziare i lavori il 21 novembre 2008, solo dopo i reclami del nostro amministratore, hanno effettuato la traccia lunedì 17 novembre. A fronte di questo, sono stati richieste alla ditta appaltatrice e all'Ammin. una maggiore documentazione, mod. 4004, che è stata finalizzata ven. 21 nov. dall'Ammin. e oggi dalla Ditta con raccomandata. Quando anche queste pratiche verranno finalizzate, entro 10 gg. lavorativi dovremmo avere il benedetto contatore.
Ho chiamato l'Italgas chiedendo la cortesia di venirci incontro, ma non solo mi dicono che va rispettato l'iter burocratico, ma addebitano la colpa alla mancata restituzione di questi moduli, di cui, fanno presente, l'Ammin. doveva esserne al corrente, e al contempo l'Amministratore da la colpa all'Italgas per non aver rispettato i tempi (la famosa data del 10 ottobre 2008). Ora, a parte che non esiste un responsabile, ma solo un call center che mi ha gentilmente attaccato il telefono, e che mi ha riferito di sentire questa storia dalle 7e30 del mattino, a farne le spese siamo noi condomini, famiglie che si stanno sobbarcando un costo eccessivo di elettricità e che vanno avanti a stufette. Io per esempio, ho un bimbo di 23 mesi e sono in attesa e non solo non posso prendermi il lusso di ammalarmi perchè non posso prendere medicine, ma chi mi paga i giorni di assenza se mio figlio dovesse malauguratamente ammalarsi???.... Per non parlare dei costi, non posso tenere accesa + di una stufetta se no salta tutto. Io e mio marito lavoriamo tutto il giorno e tornati alle sei a casa con un bimbo piccolo, riusciamo a malapena a tenere una temperatura interna di 19 gradi. Le sembra giusto? In questo paese, dove ognuno scarica le colpe sull'altro, dove non esistono responsabili, l'unica soluzione è di minacciare urlare, stare ore al telefono dal proprio posto di lavoro, per chiedere un minimo di collaborazione con il giusto rischio di essere ripresi dal proprio datore di lavoro.
Ora ci saranno vertenze legali, da parte del condominio, richiesta risarcimento danni, ma ogni mio appello è caduto nel vuoto alle varie associazioni agli organi preposti, e a trasmissioni come Mi manda Raitre, quello che voglio, mi creda, è garantire a mio figlio un tetto riscaldato......
cordialmente,
Serena, da Roma (RM)
chi Vi scrive è un cittadino privato che vuole far conoscere la Sua problematica. Abito in un condominio in un quartiere "medio" di Roma, Zona Vescovio, ed esattamente in Via monte delle gioie n. 28. Dopo varie riunioni di condominio, è stata approvata la sostituzione della caldaia oramai fuori legge e la messa in atto del riscaldamento autonomo. I lavori da parte della Ditta Appaltatrice sono stati iniziati a giugno 2008, monitorati dal ns. Amministratore. L'allaccio alla Rete da parte di Italgas, era stato programmato entro il 10 ottobre 2008, ma per una serie di ritardi hanno deciso di iniziare i lavori il 21 novembre 2008, solo dopo i reclami del nostro amministratore, hanno effettuato la traccia lunedì 17 novembre. A fronte di questo, sono stati richieste alla ditta appaltatrice e all'Ammin. una maggiore documentazione, mod. 4004, che è stata finalizzata ven. 21 nov. dall'Ammin. e oggi dalla Ditta con raccomandata. Quando anche queste pratiche verranno finalizzate, entro 10 gg. lavorativi dovremmo avere il benedetto contatore.
Ho chiamato l'Italgas chiedendo la cortesia di venirci incontro, ma non solo mi dicono che va rispettato l'iter burocratico, ma addebitano la colpa alla mancata restituzione di questi moduli, di cui, fanno presente, l'Ammin. doveva esserne al corrente, e al contempo l'Amministratore da la colpa all'Italgas per non aver rispettato i tempi (la famosa data del 10 ottobre 2008). Ora, a parte che non esiste un responsabile, ma solo un call center che mi ha gentilmente attaccato il telefono, e che mi ha riferito di sentire questa storia dalle 7e30 del mattino, a farne le spese siamo noi condomini, famiglie che si stanno sobbarcando un costo eccessivo di elettricità e che vanno avanti a stufette. Io per esempio, ho un bimbo di 23 mesi e sono in attesa e non solo non posso prendermi il lusso di ammalarmi perchè non posso prendere medicine, ma chi mi paga i giorni di assenza se mio figlio dovesse malauguratamente ammalarsi???.... Per non parlare dei costi, non posso tenere accesa + di una stufetta se no salta tutto. Io e mio marito lavoriamo tutto il giorno e tornati alle sei a casa con un bimbo piccolo, riusciamo a malapena a tenere una temperatura interna di 19 gradi. Le sembra giusto? In questo paese, dove ognuno scarica le colpe sull'altro, dove non esistono responsabili, l'unica soluzione è di minacciare urlare, stare ore al telefono dal proprio posto di lavoro, per chiedere un minimo di collaborazione con il giusto rischio di essere ripresi dal proprio datore di lavoro.
Ora ci saranno vertenze legali, da parte del condominio, richiesta risarcimento danni, ma ogni mio appello è caduto nel vuoto alle varie associazioni agli organi preposti, e a trasmissioni come Mi manda Raitre, quello che voglio, mi creda, è garantire a mio figlio un tetto riscaldato......
cordialmente,
Serena, da Roma (RM)
Risposta ADUC
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