Cara ADUC
Italgas, interruzione fornitura
Domanda
22 aprile 2008
Cara Aduc,
nel marzo 2007 io e mio marito abbiamo proceduto all'acquisto della prima casa e come ovvio abbiamo richiesto l'allacciamento della fornitura del gas.
La società distributrice, Italgas, si dà il caso sia anche venditore delle caldaie stesse.
Ci venne perciò richiesto se era possibile fare un sopralluogo senza impegno per valutare le condizioni della caldaia. La caldaia risultò essere funzionante, ma a detta dell'operatore, non per molto e ormai obsoleta.
A quel punto richiedemmo un preventivo per valutare e per capire quale modello e quale costo potessimo permetterci.
Seppure dopo ripetute richieste, non ci venne consegnato nulla di scritto, solo cifre vaghe a voce.
Nel frattempo l'urgenza di poter avere il gas si faceva più pressante per poter condurre una vita normale.
Dopo l'ennesimo sollecito, la compagnia mandò un operaio a rimuovere la vecchia, e dopo una settimana (sempre senza gas) a piazzarne una nuova. Nel frattempo richiedemmo preventivi, una documentazione scritta, ma nulla.
Pochi giorni dopo, ci viene addebitato in bolletta la prima rata della caldaia. Avremmo dovuto pagare per 2 anni qualcosa per cui non avevamo dato nessun accordo e che non avevamo potuto scegliere.
A quel punto ci recammo in filiale per chiedere spiegazioni e in effetti non vi era nessun documento scritto, nessun accordo che giustificasse tale importo nelle fatture emesse.
Abbiamo così richiesto di valutare altri modelli più piccoli e/o più ecologici, l'eventuale rimozione della caldaia installata e rimborso per la parte eccedente la somma da corrispondere.
Dal momento che nulla era stato firmato e il comportamento del venditore (in posizione di assoluto vantaggio, essendo anche il distributore) era assolutamente scorretto, abbiamo comunicato che finchè la situazione non fosse chiara e trasparente per entrambe le parti, avremmo corrisposto le somme relative unicamente alla fornitura. Facemmo inoltre presente che la situazione ci aveva danneggiati già oltre misura e che nessuna somma sarebbe stata corrisposta per qualcosa che non avevamo richiesto e scelto.
Ora dopo più di un anno, la società ha interrotto l'erogazione del gas, con enormi disagi a nostro carico.
La risposta del servizio clienti è stata che la fornitura è stata interrotta in quanto risultiamo morosi.
Ma morosi rispetto a cosa? La fornitura è sempre stata pagata e la società si è rifiutata di rimuovere un oggetto che non abbiamo potuto scegliere e per cui non abbiamo firmato nemmeno un preventivo.
Noi abbiamo mostrato la nostra buona fede andando in filiale e sollecitando la normalizzazione della procedura, ma se dalla società Italgas non abbiamo ricevuto risposte credo che sia la società ad essere in mora e non noi a dover pagare per i disagi e i ricatti che continuiamo a subire.
Grazie per l'attenzione,
Cordiali Saluti.
Stefania, da Novara (NO)
nel marzo 2007 io e mio marito abbiamo proceduto all'acquisto della prima casa e come ovvio abbiamo richiesto l'allacciamento della fornitura del gas.
La società distributrice, Italgas, si dà il caso sia anche venditore delle caldaie stesse.
Ci venne perciò richiesto se era possibile fare un sopralluogo senza impegno per valutare le condizioni della caldaia. La caldaia risultò essere funzionante, ma a detta dell'operatore, non per molto e ormai obsoleta.
A quel punto richiedemmo un preventivo per valutare e per capire quale modello e quale costo potessimo permetterci.
Seppure dopo ripetute richieste, non ci venne consegnato nulla di scritto, solo cifre vaghe a voce.
Nel frattempo l'urgenza di poter avere il gas si faceva più pressante per poter condurre una vita normale.
Dopo l'ennesimo sollecito, la compagnia mandò un operaio a rimuovere la vecchia, e dopo una settimana (sempre senza gas) a piazzarne una nuova. Nel frattempo richiedemmo preventivi, una documentazione scritta, ma nulla.
Pochi giorni dopo, ci viene addebitato in bolletta la prima rata della caldaia. Avremmo dovuto pagare per 2 anni qualcosa per cui non avevamo dato nessun accordo e che non avevamo potuto scegliere.
A quel punto ci recammo in filiale per chiedere spiegazioni e in effetti non vi era nessun documento scritto, nessun accordo che giustificasse tale importo nelle fatture emesse.
Abbiamo così richiesto di valutare altri modelli più piccoli e/o più ecologici, l'eventuale rimozione della caldaia installata e rimborso per la parte eccedente la somma da corrispondere.
Dal momento che nulla era stato firmato e il comportamento del venditore (in posizione di assoluto vantaggio, essendo anche il distributore) era assolutamente scorretto, abbiamo comunicato che finchè la situazione non fosse chiara e trasparente per entrambe le parti, avremmo corrisposto le somme relative unicamente alla fornitura. Facemmo inoltre presente che la situazione ci aveva danneggiati già oltre misura e che nessuna somma sarebbe stata corrisposta per qualcosa che non avevamo richiesto e scelto.
Ora dopo più di un anno, la società ha interrotto l'erogazione del gas, con enormi disagi a nostro carico.
La risposta del servizio clienti è stata che la fornitura è stata interrotta in quanto risultiamo morosi.
Ma morosi rispetto a cosa? La fornitura è sempre stata pagata e la società si è rifiutata di rimuovere un oggetto che non abbiamo potuto scegliere e per cui non abbiamo firmato nemmeno un preventivo.
Noi abbiamo mostrato la nostra buona fede andando in filiale e sollecitando la normalizzazione della procedura, ma se dalla società Italgas non abbiamo ricevuto risposte credo che sia la società ad essere in mora e non noi a dover pagare per i disagi e i ricatti che continuiamo a subire.
Grazie per l'attenzione,
Cordiali Saluti.
Stefania, da Novara (NO)
Risposta ADUC
premesso che, visto anche che la vecchia caldaia funzionava, avrebbe dovuto non accettare l'installazione della nuova, facci un tentativo con una messa in mora:
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