Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Investimenti azionari e lungo termine

7 agosto 2008
Domanda 7 agosto 2008
Spett aduc.
Avendo letto l'articolo, "Scusi, Professore, ma quanto è lungo il "lungo termine"?", sono rimasto colpito dalla famosa frase di keynes (ke non conoscevo) "nel lungo termine siamo tutti morti".
Sono rimasto colpito da questa frase perche' secondo me contiene in poche parole e con estrema semplicita' il vero significato di rischio azionario.
Infatti sentendo le varie voci dei professionisti del settore e leggendo i giornali specializzati in finanza, si sente dire che nel lungo termine le azioni si apprezzano sempre e superano il rendimento delle obbligazioni. Pero' nessuno considera mai che una persona normale vive in media 75 anni dai quali io sottrarrei: i primi 20 in cui in genere non si dispone di denaro da investire, gli ultimi 10 anni perche' alla fine della propria vita chiunque vorrebbe godersi cio' che ha risparmiato. Ne rimangono 40, da cui togliere ancora quei quindici anni, quelli in eta' dai 20 ai 35, nei quali i soldi servono piu' per comprare beni piu' o meno importanti che per altro. Quindi alla fine rimangono 25 anni.
Arrivo alla domanda: premesso che il limite superiore del lungo termine di una persona normale e' circa 25 anni (calcolo ovviamente molto poco scientifico), ritenete sensato per una persona avere una parte azionaria nel suo portafogli ? Se si compra sui massimi (peccato siano sempre massimi relativi) si puo' ancora parlare di rischio di non recuperare i propri soldi oppure il rischio diventa certezza ?
Giuseppe, da Pianezza (TO)

Risposta ADUC
In primo luogo ci fa piacere che abbia trovato l'articolo interessante. Abbiamo visto che effettivamente ha riscosso un certo gradimento.
Non vorremmo pero' essere fraintesi. Noi non crediamo che sia insensato investire in azioni.
Volevamo invece evidenziare che l'investimento azionario e' molto, ma molto piu' rischioso di quanto la teoria finanziaria comunemente utilizzata dall'industria del risparmio gestito preveda.
Come ho scritto nell'articolo, e' sensato ritenere che gli strumenti azionari abbiamo, mediamente, un rendimento superiore rispetto ai mercati obbligazionario. Il problema e' quel "mediamente".
Sarebbe sciocco demonizzare l'investimento azionario e sconsigliarlo a priori.
Certamente, pero', l'investimento azionario non e' un investimento adatto a chi non ha gli strumenti culturali, emotivi e patrimoniali per gestire il rischio del mercato azionario.
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